SIMON TOYNE.
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SOLOMON CREED.
Parte 1.
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Titolo originale: Solomon Creed. 2015.
Traduzione di Giuliano Acunzoli.
2017. HarperCollins Italia, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Pu, un uomo senza passato, salvare un uomo senza futuro? 
Solomon Creed  il primo volume di una trilogia che sicuramente interesser gli amanti del thriller e del mistero.
La popolazione di Redemption, in Arizona, si  radunata nel vecchio cimitero in cima alla collina per seppellire un concittadino, quando la cerimonia viene bruscamente interrotta da una violenta deflagrazione: nel vicino deserto  precipitato un aereo, e una colonna di fumo nero si leva nel cielo.
Mentre accorre sulla scena del disastro, lo sceriffo Garth Morgan si imbatte in un uomo alto, dai capelli bianchi e dalla carnagione chiarissima, che corre scalzo sulla strada. Non ricorda nulla di s. L'unico indizio sulla sua identit  un nome che compare sull'etichetta dell'elegante giacca nera che indossa e sulla dedica del libro che tiene in mano: Solomon Creed.
Ma quando Morgan gli dice dove si trova, nasce in lui la convinzione di essere l per salvare qualcuno.
Una persona che non ha mai conosciuto... l'uomo che  stato sepolto quella mattina.
Per svelare il mistero che avvolge il suo passato, Solomon deve scavare nei segreti di Redemption e scoprire la verit sulla morte dell'uomo che  venuto a salvare. Qualcuno per  deciso a fermarlo, ed  disposto a tutto, anche a mettere in campo
oscure forze per impedirgli di vedere la luce.
Un thriller incalzante e ben congegnato, che in un crescendo di colpi di scena accompagna il lettore fino a una conclusione appagante quanto inaspettata.
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L'AUTORE.
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SIMON TOYNE, nato il 29 febbraio 1968 a Cleethorpes, Regno Unito  uno scrittore britannico di thriller, tra cui la trilogia di Sanctus e la serie Solomon Creed. Ha studiato letteratura e teatro al Goldsmith College e ha lavorato molti anni come sceneggiatore e regista per il cinema e la televisione, prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Attualmente vive tra Brighton e il sud della Francia con la moglie e i tre figli.
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SOLOMON CREED.
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LIBRO PRIMO.
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Saggio  colui che sa di non sapere.
Socrate.
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Capitolo 1.
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In principio c' la strada, e io che cammino.
Non ricordo chi sono, da dove vengo e come sono arrivato
qui. C' solo la strada e il deserto che si estende in ogni
direzione sotto un cielo infuocato...
... e poi, ci sono io.
L'ansia mi ribolle dentro e le gambe mi portano avanti
a grandi passi, come se sapessero qualcosa che io ignoro.
Vorrei dire loro di rallentare, ma anche nel mio stato confusionale
so che non si parla alle proprie gambe, non se si 
sani di mente, e io non credo di essere pazzo. No, non sono pazzo.
Guardo il lucido nastro nero che taglia a met una pianura
sterminata. Sale e scende a seconda delle ondulazioni
del terreno, tremolante per la calura che fa sembrare la
strada evanescente e nasconde ci che trover pi avanti.
L'ansia cresce ancora. Sento che c' qualcosa di importante
da fare, sento che sono qui per questo, ma non riesco a ricordare cosa sia.
Provo a respirare lentamente, spinto dalla convinzione,
emersa da chiss dove, che serva a calmarmi e cos distinguo
vari odori nell'aria secca del deserto - il sentore
di pece che si leva dal ramo spezzato di un cespuglio di
creosoto, il puzzo dolciastro di un frutto di saguaro ormai
marcito, il profumo acre del polline d'agave - ognuno
perfettamente chiaro nella mia mente, caratteristico, noto,
inconfondibile. E dai solidi semi di ciascuno di essi nascono
mille nuove informazioni: nomi latini, nomi comuni
e propriet medicinali, questo  commestibile, quell'altro
velenoso. Lo stesso accade se mi guardo attorno. Tutto ci
che vedo fa balenare nuovi nomi e un fiume di notizie mi
riempie la testa fino a farmi ronzare le orecchie. A quanto
pare conosco bene il mondo, eppure non so nulla di me
stesso. Non so dove mi trovo. Non so perch sono qui. Non
so neppure il mio nome.
Una folata di vento mi spinge in avanti, portando un
nuovo odore che fa esplodere l'ansia fino a trasformarla in
paura.  fumo, acre e oleoso, e porta con s il ricordo vago
di qualcosa di terribile che giace sulla strada dietro di me.
Qualcosa da cui devo fuggire.
Comincio a correre, guardando avanti perch non oso
voltarmi neppure per un attimo. Ma l'asfalto scotta: abbasso
lo sguardo e scopro di non avere le scarpe. I piedi nudi
mi balzano davanti agli occhi mentre corro, la pelle candida
sotto il sole spietato. Alzo una mano e vedo la stessa
pelle, tanto bianca da dover socchiudere gli occhi per quanto
splende. Capisco che il sole mi sta ustionando e mi rendo
conto di dover trovare subito un riparo, ma prima devo
fuggire dalla cosa alle mie spalle. Davanti c' un'altura e
sento che, se riesco a raggiungerla, sar al sicuro, che dopo
potr finalmente camminare tranquillo.
Una nuova folata mi riporta l'odore del fumo, un'essenza
velenosa che copre tutti gli altri aromi. La camicia
comincia a impregnarsi di sudore. Mi accorgo di indossare
una giacca grigia. Dovrei toglierla per stare pi fresco,
per mi protegge dal sole cocente e quindi alzo il colletto e
continuo a correre. Una falcata, un'altra, sempre pi lontano,
via da quella cosa. E intanto continuo a pormi le stesse
domande: chi sono? Dove sono? Perch sono qui? Le ripeto
tante di quelle volte che infine qualcosa emerge dal vuoto
della mia mente. Una risposta. Un nome.
James Coronado! Lo grido d'un fiato prima che si
perda di nuovo e sento un bruciore alla spalla sinistra.
Ma  la mia voce a sorprendermi davvero, bassa, strana
e sconosciuta. Il nome no, invece. Lo riconosco e lo dico
di nuovo - James Coronado, James Coronado - sperando che
sia il mio nome e che mi aiuti a ripescare qualcos'altro
dall'oscuro abisso in cui sono sprofondati i miei ricordi. Ma
pi lo ripeto e pi mi suona estraneo, fino a quando sono
certo che non sia il mio nome. Non lo sento neppure vicino,
eppure  collegato a me in qualche modo... come se avessi
fatto una promessa a quell'uomo e intendessi mantenerla a
tutti i costi.
Raggiungo l'altura e un altro tratto di deserto si apre
davanti a me, ma in lontananza scorgo un segnale stradale,
e oltre una cittadina che si estende come una macchia scura
sotto una catena di alture color ocra.
Mi porto la mano alla fronte per ripararmi gli occhi e
provo a leggere il cartello, ma  troppo lontano e il calore
offusca le lettere. Per vedo qualcosa sulla strada, appena fuori dalla cittadina.
Automobili.
Vengono verso di me. Con luci lampeggianti rosse e blu.
L'urlo delle sirene si mescola al ruggito del vento carico
di fumo e io mi sento intrappolato nel mezzo. Guardo a
destra, chiedendomi se devo lasciare la strada e addentrarmi
nel deserto. Un nuovo odore mi raggiunge, spuntando
da qualche parte tra cactus, rocce e arbusti, un odore che
subito risulta pi familiare di tutti quelli che ho sentito finora.
Il lezzo di morte e decomposizione di una carcassa
cotta dal sole, fetido e dolciastro, un monito di cosa pu
accadere a chiunque si perda in questa distesa sterminata.
Sirene davanti a me, morte attorno a me... e dietro?
Devo scoprirlo.
Mi volto per vedere da cosa fuggo e il mondo diventa
un inferno di fuoco.
Un aereo giace al centro della strada, un ammasso di
rottami in fiamme, le ali puntate verso l'alto come quelle
di un enorme uccello consumato dal fuoco. La vegetazione
tutto intorno brucia, creando un largo cerchio infuocato
che si propaga da un cespuglio all'altro fino a lambire un
gigantesco saguaro, i rami alzati in segno di resa, il fusto
che si spacca e sibila quando la linfa al suo interno ribolle
ed esplode in sbuffi di vapore.
 magnifico. Maestoso. Terribile.
Le sirene diventano pi forti e l'incendio ruggisce.
Una delle ali comincia a inclinarsi, trascinandosi dietro le
fiamme mentre si piega, lacerandomi le orecchie con lo stridore
del metallo che si spezza. Cade con uno schianto, e
una colonna di fiamme e di fumo si leva nell'aria, come un
tentacolo che sembra allungarsi verso di me per afferrarmi
e riportarmi indietro.
Arretro barcollando, poi mi volto.
E ricomincio a correre.
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Capitolo 2.
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Il sindaco Ernest Cassidy alz gli occhi dalla fossa scavata
nell'arido terreno e guard oltre la gente che si era raccolta
l per il funerale. Aveva sentito il tuono vibrargli dentro,
come un boato che si propagava dal deserto. Anche altri l'avevano
sentito, perch alcune delle teste chine in preghiera
si erano voltate per scrutare l'infuocata pianura che si
estendeva sotto di loro. ,
Il cimitero sorgeva in alto, scavato nel fianco delle
Chinchuca Mountains che circondavano la cittadina come
un ferro di cavallo. Il vento caldo risaliva la valle, agitando
gli abiti neri dei presenti e tempestando di granelli di sabbia
le lapidi che testimoniavano il violento passato di quei
territori in una sintesi ammirevole quanto brutale.
Carrettiere. Ucciso dagli Apache. 1881.
Mae Ling. Cinese. Suicida. 1880.
Susan Goater. Assassinata. 1884.
Bambino. 11 mesi. Morto per incuria. 1882.
Un nuovo nome stava per aggiungersi all'elenco di coloro
che la morte aveva chiamato, e quasi tutti i concittadini
erano presenti. Avevano chiuso i negozi e sospeso le attivit
per l'intera mattinata per poter partecipare in massa al
primo funerale che si teneva nel vecchio cimitero da sessantanni
a quella parte. Era il minimo, viste le circostanze,
il meno che potessero fare. Quel giorno la loro citt mandava
un messaggio al futuro, come era accaduto negli ultimi,
sanguinosi decenni del XIX secolo quando gli uomini assassinati,
impiccati, scalpati e dannati erano stati sepolti l.
La folla si ricompose quando il tuono si spense e Cassidy,
quel giorno in veste di predicatore, lasci cadere una
manciata di terra sul coperchio di una semplice bara di
pino - un bel gesto, tutto sommato - per poi concludere la
solenne cerimonia.
Perch polvere siamo disse con il tono grave che teneva
in serbo per i momenti drammatici, e polvere ritorneremo.
Amen.
Vi fu un mormorio di amen, poi un minuto di silenzio
sferzato dal vento. Cassidy lanci un'occhiata alla vedova,
immobile sul ciglio della fossa come una suicida sul bordo
di un precipizio. Gli occhi  i capelli splendevano al sole,
pi neri degli abiti che le folate le facevano svolazzare tutto
intorno. Sembrava cos bella nel suo dolore... bella e giovane.
Amava profondamente il marito e saperlo, almeno
per Cassidy, rendeva tutto ancora pi tragico. Ma giovane
com'era, avrebbe avuto il tempo di superare anche quel
dramma e questo pensiero alleggeriva un po' il peso che gli
gravava sul cuore. Avrebbe lasciato la citt per ricominciare
da un'altra parte. Non c'erano figli, grazie a Dio, nessun
legame con il passato, nessun piccolo volto che le ricordasse
l'amore perduto. A volte, l'assenza di bambini  una benedizione.
A volte.
Avvert un lieve trambusto tra i presenti e, quando
sollev lo sguardo, vide un cappello da poliziotto calare su
una testa sale e pepe che si avviava in fretta verso l'uscita.
Cassidy guard il deserto e cap subito perch.
Una colonna di fumo nero si alzava dalla strada a qualche
miglio dalla citt. Non era un tuono quello che avevano
sentito: niente pioggia in arrivo neppure quel giorno. Solo
altri guai.
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Capitolo 3.
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Lo sceriffo Morgan salt in macchina e part lentamente
per non sollevare una nuvola di polvere che avrebbe investito
la gente che aveva partecipato al funerale e ora si stava
affrettando verso le auto alle sue spalle.
Aveva sentito il boato e si era reso subito conto che non
poteva trattarsi di un tuono. Quel suono lo aveva riportato
indietro nel tempo, a quando indossava un'uniforme diversa
e guardava i lampi dell'artiglieria che martellava una
citt straniera in un altro deserto. Era il rumore di qualcosa
di grosso che si schiantava a terra, e la tensione gli aveva
inaridito la bocca.
Mentre scendeva dalla montagna acceler e premette
il tasto accanto al volante per accendere la radio. Qui
Morgan. Mi dirigo a nord sulla Eldridge, verso un possibile
incendio a tre miglia dalla citt. Ci sono segnalazioni?
Il pesante fuoristrada sobbalz e le gomme stridettero
quando abbandon lo sterrato e si immise sulla strada principale.
La voce di Rollins, l'agente in servizio al centralino,
gracchi dalla radio. Ricevuto, capo. C' una chiamata da
Ellie del Tucker Ranch. Dice di aver sentito un'esplosione a
sudovest. Cinque unit stanno convergendo sul posto: due
camion dei pompieri, una pattuglia, un'ambulanza dalla
contea e un'altra dal King. Sei unit, contando anche lei.
Morgan lanci un'occhiata allo specchietto retrovisore
e vide parecchi lampeggianti un po' pi indietro sulla
strada. Poi riport lo sguardo davanti a s, dove la colonna
di fumo si gonfiava a un ritmo che non dipendeva dalla
velocit a cui si stava avvicinando. Non bastano. Chiama
rinforzi.
Cos' successo, sceriffo?
Morgan studi la colonna di fumo nero. Be', sono ancora
lontano, ma il fumo si alza in fretta e sembra aumentare,
quindi c' qualcosa che alimenta l'incendio. Carburante,
suppongo, visto che c' stata anche un'esplosione.
S, l'ho sentita anch'io.
L'hai sentita in ufficio?
S, capo. E l'ho anche avvertita.
Rollins era almeno un miglio pi lontano di lui. Doveva
essere stata un'esplosione notevole. Vedi anche il
fumo? gli chiese. Nel silenzio che segu, lo immagin
chino all'indietro sulla poltroncina del centralinista con lo
sguardo fisso sulla sezione di finestra che riusciva a vedere
dal suo posto.
S, sceriffo, adesso lo vedo.
Il vento soffia verso la citt, quindi datti da fare. Chiama
l'aeroporto e fai alzare il Canadair. Se non prendiamo
provvedimenti subito, la situazione ci sfuggir di mano.
Agli ordini, capo.
Morgan infil il microfono nel supporto e si sporse in
avanti. La colonna di fumo era alta diverse decine di metri
e continuava a salire. Vedeva il punto da cui si innalzava,
un enorme incendio con qualcosa al centro che distingueva
sempre pi chiaramente a ogni dosso che superava. Era
cos concentrato, cos intento a capire se l davanti ci fosse
davvero ci che temeva, che si rese conto solo all'ultimo
momento dell'uomo che correva sulla strada.
La sua reazione fu tutta panico e istinto. Si butt sulla
destra, preparandosi a un impatto che non avvenne, poi
sterz a sinistra. Le ruote posteriori finirono nel terriccio
cedevole della banchina e presero a slittare. Inchiod sui
freni per fermarle, poi premette l'acceleratore per riprendere
trazione. Era a un passo dal testacoda, con le ruote
posteriori che giravano a vuoto sollevando una nuvola
di polvere e pietrisco. Schiacci di nuovo il freno e si aggrapp
al volante, cercando di non perdere il controllo del
SUV finch non and a sbattere contro un arbusto poco pi
avanti sul ciglio della strada. Il veicolo si ferm di colpo e
lui sbatt la testa contro il finestrino.
Rest perfettamente immobile per un istante, le mani
sul volante, il cuore che batteva cos forte da sovrastare il
sibilo del vento e il picchiettare di sabbia e pietrisco sul parabrezza.
Il primo camion dei pompieri lo super sfrecciando,
e mentre altra ghiaia pioveva sul parabrezza la radio
prese a gracchiare. Sceriffo, mi riceve?
Lui prese il microfono. S, Rollins, sono qui
Com' la situazione?
Il secondo camion dei pompieri pass ancora pi veloce,
facendo ondeggiare il fuoristrada mentre si precipitava
verso il muro di fuoco con l'aereo distrutto al centro.  un
inferno mormor. Un vero inferno.
Si guard attorno e, con una certa sorpresa, vide che lo
sconosciuto c'era ancora. Si era lanciato di lato per evitare
l'impatto e ora si stava rialzando da terra. Aveva un aspetto
strano, fuori del comune, con la pelle innaturalmente candida
e i capelli bianchi come la neve.
Circolavano un sacco di storie su quella strada. Era
stata costruita sull'antica pista dei pionieri e molti la ritenevano
infestata dai fantasmi. La gente vedeva strane cose,
soprattutto di notte, quando il freddo calava sul deserto
come un colpo di maglio e dal terreno si levavano sbuffi
di vapore che aleggiavano come spettri davanti ai fari
delle macchine, eccitando l'immaginazione di persone che,
come lui, avevano sentito quelle storie. Le denunce andavano
dai cavalli fantasma ai carri coperti che fluttuavano
a due spanne da terra. Lui per, fino a quel momento, non
aveva mai visto nulla di strano.
Sceriffo?  ancora l, capo?
Morgan si riscosse. S rispose, senza distogliere lo
sguardo dallo sconosciuto. S, sono qui. Notizie del Canadair?
Sta per decollare, e probabilmente ne arriveranno altri
due da Tucson. Ci vorr un po' per i permessi, ma ci
sto lavorando. Una volta ricevuto il via libera, saranno l in
venti minuti.
Morgan annu, ma non disse nulla. In venti minuti
l'incendio si sarebbe propagato, creando un fronte largo il
doppio o il triplo rispetto a quello che vedeva adesso. Altre
sirene si stavano avvicinando, tutti i mezzi che la citt poteva
mettere in campo, ma sapeva che non sarebbe bastato.
Chiama le contee vicine. Bisogna mettere posti di
blocco in tutte le strade, in modo che nessuno resti intrappolato
in questo casino, e ci vogliono anche delle barriere
tagliafiamme. E chiama a raccolta tutti quelli che hanno un
camion e una pala: se vogliono che le loro case siano ancora
in piedi quando caler il sole devono trovarsi al pi presto
all'ingresso del centro abitato, davanti al cartello segnaletico.
Agganci il microfono, infil una mano in tasca in cerca
del cellulare, selezion un contatto e apr un nuovo messaggio.
Le dita gli tremavano quando scrisse: Molla tutto. Il
funerale  finito prima. Trovato niente?
Invi il messaggio e torn a guardare lo sconosciuto.
Contemplava l'incendio con una strana espressione in
volto. Morgan sollev il cellulare, gli scatt una foto e lo
studi. Sembrava risplendere sull'arido sfondo del deserto.
Ricordava le illustrazioni dei libri e dei siti web che parlavano
dei fantasmi avvistati nei dintorni della citt, ma
quelli erano fotomontaggi mentre lo sconosciuto era tutt'altro
che finto. Era l davanti a lui, in carne e ossa, e guardava
i rottami dell'aereo con occhi grigio pallido che avevano la
stessa sfumatura della pietra. Fissava dritto nelle fiamme.
Il cellulare segnal l'arrivo di un messaggio. Era la risposta.
Niente di niente. Parto adesso.
Maledizione. Niente che andasse per il verso giusto,
quel giorno.
Prese il cappello e apr la portiera, avvertendo il ruggito
dell'incendio e il calore del deserto proprio mentre lo
straniero si voltava e riprendeva a correre.
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Capitolo 4.
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Guardo dritto dentro le fiamme e ho la sensazione che
qualcosa mi osservi. Ma non pu essere vero, non  possibile
e lo so, anche se l'aria turbina, ruggisce e geme come se
il mondo intero stesse soffrendo.
Un camion dei pompieri si ferma ai margini dell'incendio
e la squadra balza a terra, estraendo un lungo tubo
nero dalla sua pancia come se stessero sventrando un animale
da sacrificare al dio del fuoco. Sembrano cos piccoli
e le fiamme cos alte! Il vento le agita, piegandole verso la
strada, verso quegli uomini e verso di me.
Il terrore si riaccende. Mi volto per fuggire e quasi urto
una donna in uniforme arrivata all'improvviso alle mie
spalle.
Sta bene, signore? mi chiede, gli occhi preoccupati e
comprensivi. Vorrei abbracciarla e vorrei che anche lei mi
abbracciasse, ma il terrore  incontrollabile e tutto ci che
desidero  andare via. L'aggiro e continuo a correre, ma dietro
di lei c' un uomo che indossa la medesima uniforme.
Mi afferra per un braccio e io cerco di liberarmi, ma non ci
riesco.  troppo forte e questo mi sorprende, come se non
fossi abituato a essere debole.
Devo andare via gli dico nella mia voce bassa e strana,
guardando dietro di me. Il vento soffia forte e le fiamme
si avvicinano sempre di pi.
Non si preoccupi.  al sicuro adesso mi risponde con
una calma professionale che serve solo a rendermi pi ansioso.
Come fa a sapere che sono al sicuro?
Guardo alle sue spalle, verso la citt e il cartello stradale,
ma c' un'ambulanza ferma che mi impedisce di vedere,
un'altra cosa che manda la mia ansia alle stelle.
Devo andarmene subito gli ripeto, strattonando per
liberarmi, cercando di fargli capire. Credo che il fuoco sia
qui a causa mia!
Lui annuisce come se mi capisse, ma lo vedo sollevare
l'altra mano per afferrarmi. Allora lo prendo per il braccio
e tiro forte, spazzandogli via i piedi con un repentino movimento
della gamba e mi sposto di scatto per togliermi
dalla traiettoria, mentre lui cade a terra. Una mossa che mi
viene naturale come respirare, armoniosa come un passo di
danza che ho praticato mille volte. I miei muscoli, a quanto
pare, ricordano. Guardo il suo volto stupefatto. Mi spiace,
Lawrence gli dico, leggendo il nome sul distintivo, poi mi
volto e ricomincio a correre, verso la citt, lontano dal fuoco.
Riesco a fare solo un passo prima che la sua mano mi
stringa la gamba, le dita che si chiudono intorno alla mia
caviglia come manette.
Incespico, riprendo l'equilibrio, mi volto e alzo l'altro
piede. Non volevo fargli nulla, ma adesso sono pronto a
colpirlo in piena faccia pur di costringerlo a lasciarmi. Se
penso al mio tallone che gli fracassa il naso, lacerandogli
la cartilagine e facendo uscire un fiotto di sangue, avverto
una strana sensazione, come se una corrente d'aria calda
mi attraversasse. Ma  piacevole e questo mi turba come
l'inspiegabile familiarit con l'odore della morte che ho
provato prima. Cerco di concentrarmi su qualcos'altro, di
controllare l'istinto e fermarmi prima di colpire ma, in quel
momento, qualcosa di grosso e pesante si abbatte su di me,
strappandomi la gamba dalla solida stretta di quell'uomo.
Cado a terra e un lampo di luce bianca mi esplode nel
cranio quando batto la testa sull'asfalto. Una rabbia omicida
mi pervade. Lotto per liberarmi da chiunque mi abbia
placcato e sento il suo fiato sulla guancia, caff misto
al marcio di un dente cariato. Mi volto e guardo in faccia il
poliziotto che mi schiaccia sotto il suo peso. Si calmi mi
dice, siamo qui per aiutarla.
Ma non  vero. Se volessero aiutarmi, mi lascerebbero
fuggire.
In una remota parte di me so che potrei morderlo, affondargli
i denti nella guancia o nel naso e lacerarli. Potrei
attaccarlo con una ferocia tale che la sua voglia di lasciarmi
andare sarebbe pi di quanta ne abbia io di liberarmi. La
consapevolezza che potrei sconfiggerlo ma che qualcosa
dentro di me mi trattiene mi riempie di stupore, fascino e
sgomento.
Altre mani mi afferrano e mi schiacciano duramente
a terra. Sento un improvviso dolore al braccio, come se
mi avesse punto un grosso insetto. Una donna in camice
bianco  inginocchiata accanto a me, gli occhi puntati sulla
siringa che mi ha piantato nella carne.
Cos non vale provo a dire, ma mi accorgo che riesco
solo a biascicare l'ultima parola.
Tutto comincia a diventare fluido e sento i muscoli rilassarsi.
Una mano mi stringe la testa e l'appoggia gentilmente
a terra. Cerco di resistere, mi impongo di tenere gli
occhi aperti. Vedo la citt in lontananza, presa tra la strada
e il cielo. Provo a dire a tutti loro di fuggire, perch il fuoco
sta arrivando e devono sbrigarsi, ma le parole non escono.
Poi la vista si restringe, come se un cerchio nero si chiudesse
sempre pi, come se stessi cadendo in un pozzo profondissimo.
Ora riesco a vedere il cartello dietro l'ambulanza.
Le lettere sono chiare, riesco a leggerle nella forte luce del
sole e l'ultima cosa che vedo prima che gli occhi si chiudano
e cali definitivamente il buio :
WELCOME TO THE CITY OF REDEMPTION
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Capitolo 5.
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Mulcahy si appoggi alla Jeep e guard la linea irregolare
formata dalle ali degli aerei dietro il reticolato che recintava
il vecchio aerodromo. Da l poteva vedere un B52
della guerra del Vietnam con una trentina di adesivi da
missione sulla fusoliera, un bombardiere della Seconda
Guerra Mondiale, un mastodontico aereo da trasporto che
sembrava una balena e uno squadrone di caccia dal muso
appuntito e dall'aria letale provenienti da svariati Paesi, tra
i quali spiccava un vecchio MIG russo con la stella rossa
sulla fiancata e due piccole stelle dorate sotto l'abitacolo che
indicavano gli aerei abbattuti.
Dietro quella sfilata di vecchie glorie la pista si allungava
nel cuore della caldera, il calore che saliva spiraleggiando
nel cielo. Verso nord alcuni avvoltoi volavano in cerchio sopra
una preda morta o moribonda. Non c'era altro, nemmeno
una nuvola, anche se poco prima gli era parso di sentire
un tuono. Ovunque stesse piovendo, si trovava ben lontano
da l. Peccato, perch un po' di pioggia sarebbe stata la benvenuta.
Solo Dio sapeva quanto ne avevano bisogno.
Controll l'orologio.
Era tardi.
Il sudore gli bagnava i capelli e gli colava lungo la
schiena, impregnando la camicia. Faceva un caldo insopportabile.
La Grand Cherokee metallizzata contro cui era
appoggiato aveva vetri oscurati, freschi sedili di pelle e un
climatizzatore di prim'ordine che sputava aria a diciotto
gradi. Lo sentiva ronzare sotto il cofano, ma preferiva la calura
del deserto ai due imbecilli a cui doveva fare da balia.
Non ne poteva pi delle loro idiozie.
Ehi, quanti nazi avr fatto secchi quel gioiellino?
E il bombardiere? Quello s che avr incenerito un po' di
bravi bambini!
Per qualche motivo si erano convinti che lui fosse un
ex militare, cosa che, nelle loro testoline irrequiete e bruciate
dalla droga, lo rendeva automaticamente un esperto di
tutte le guerre e gli apparecchi usati per combatterle. Pi
volte aveva spiegato loro di non essere mai entrato nell'esercito
e di saperne quanto chiunque altro di war games
giocati dal vivo, ma non era bastato a porre fine alle loro
insulse domande e alle fantasticherie ancora pi insulse.
Guard di nuovo l'orologio. Una volta consegnata la
merce sarebbe stato libero di andarsene, farsi una bella
doccia fresca e dimenticare quella giornata. Un finestrino
si abbass dietro di lui e un soffio d'aria gelida usc dall'abitacolo.
Dove diavolo  l'aereo? chiese Javier, basso, grasso
e stupido. Un lontano parente di Papa Tio, il big boss dalla
parte del Messico.
Non qui rispose Mulcahy.
Questo lo vedo anche io. Dimmi qualcosa che non so,
piuttosto.
Non saprei da dove cominciare.
Cosa?
Mulcahy si allontan dalla Jeep e si stiracchi fino a
sentire le vertebre schioccare. Non preoccuparti disse.
Se qualcosa fosse andato storto, mi avrebbero mandato
un messaggio.
Javier ci pens su per un attimo, poi annu. Aveva
ereditato l'arroganza del boss, ma neppure un grammo
del suo cervello. Aveva ereditato anche i tratti di famiglia,
purtroppo per lui, e la combinazione tra la bassa statura,
la pelle unta e butterata e le labbra carnose e petulanti lo
faceva sembrare pi un rospo in jeans e maglietta che un
essere umano.
Chiudi quella cazzo di finestra. Entra un caldo fottuto!
Quello era Carlos, l'imbecille numero due. Non faceva
parte della famiglia, almeno per quanto ne sapeva Mulcahy,
ma era chiaramente in buoni rapporti con il cartello
se gli avevano permesso di salire su quella macchina.
Sto parlando ringhi Javier. Chiuder quando avr
finito, chiaro?
Mulcahy guard il cielo in cui volavano solo avvoltoi.
Che aereo aspettiamo? Uno di questi bombardieri dal
culo grosso? Ragazzi, su uno di quelli s che sarebbe bello
fare un giro.
Mulcahy pens di non rispondere, ma quella era una
cosa che sapeva perch faceva parte delle istruzioni. Inoltre,
pi parlava a Javier e pi il finestrino restava aperto,
facendo uscire l'aria fresca ed entrare quella calda Aspettiamo
un Beechcraft rispose.
Che aereo ?
Un modello d'epoca, suppongo.
Tipo un jet privato?
Turboelica, credo.
Javier strinse i labbroni da pugile e annu. Comunque
 sempre meglio della barca su cui sono fuggito io. Era notte,
non si vedeva un cazzo e il fiume quasi ci spazzava via.
Per sei qui, dico bene?
S, sono qui.
Ed  questa la cosa pi importante. Mulcahy si accigli.
Una chiazza scura era comparsa nel cielo proprio dietro
un grosso mucchio di detriti dalla parte opposta dell'aerodromo.
Non importa come hai fatto, l'importante  che
te la sei cavata.
La chiazza si scur ancora di pi, fino a diventare una
densa colonna di fumo nero che saliva rapida nel cielo. Sent
in lontananza l'urlo di molte sirene e in quel momento il
cellulare cominci a vibrargli nella tasca.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Solomon si svegli di soprassalto.
Apr gli occhi e vide un tettuccio bianco, una sacca di
soluzione fisiologica sospesa sopra di lui e un tubicino lungo
e sottile che scendeva da essa avvitandosi su se stesso
come un serpente di plastica trasparente che oscillava a ritmo
con l'ambulanza.
Bentornato tra noi. La dottoressa si chin in avanti e
gli punt un sottile raggio di luce nell'occhio sinistro. Solomon
avvert un dolore acuto e cerc di alzare una mano per
ripararsi, ma il braccio non si mosse. Volt la testa e il mondo
prese a girare mentre un sapore chimico gli riempiva la
bocca. Spesse cinghie di nylon azzurro gli circondavano i
polsi e le gambe, bloccandolo sulla barella.
Per la sua protezione durante il trasporto spieg la
dottoressa come se non stesse accadendo nulla di speciale.
Ma lui sapeva a cosa servivano. Avevano dovuto sedarlo
per caricarlo sull'ambulanza e quelle cinghie evitavano
loro la fatica di sedarlo ancora.
Odiava sentirsi legato in quel modo. Risvegliava qualcosa
dentro di lui, come se sapesse cosa significava essere
prigionieri e non volesse provarlo mai pi. Si concentr su
quella sensazione cercando di ricordare da dove nascesse,
ma la mente restava ostinatamente vuota.
Il movimento dell'ambulanza gli dava la nausea, come
il cocktail di odori intrappolati in quell'angusto spazio: iodio,
bicarbonato e naloxone cloridrato, a cui si aggiungevano
sudore, fumo di sigarette e l'aroma di un deodorante per
automobili al cocco che veniva dai sedili anteriori. Solomon
voleva sentire il terreno sotto i piedi e il vento soffiargli
sul viso. Voleva essere libero di concentrarsi e ricordare chi
fosse e perch si trovasse l. Il bruciore al braccio torn a
tormentarlo e le sbarre della barella tremarono come ferraglia
quando prov a spostare l'altra mano.
Non pu allentare queste cinghie? chiese, sforzandosi
di suonare calmo e collaborativo. Giusto quanto basta
per muovere il braccio.
La dottoressa si morse il labbro e giocherell con la
collanina su cui spiccava il nome Gloria in caratteri dorati.
Okay disse infine. Ne toglier una, ma se si agita di
nuovo la rispedir all'istante nel mondo dei sogni, capito?
Alz la mini torcia e l'agit davanti ai suoi occhi. Deve
lasciarmi fare il mio lavoro.
Solomon annu. La dottoressa attese ancora qualche
istante per fargli capire chi comandava, poi sfil dal passante
la linguetta che bloccava la cinghia e lui sollev il
braccio per massaggiarsi la spalla dolorante.
Mi spiace di averle dovuto fare l'iniezione. La dottoressa
si chin in avanti e torn a puntargli la mini torcia in
un occhio. Era il modo pi veloce per calmarla prima che
facesse male a qualcuno. La luce della torcia gli diede una
nuova fitta, ma questa volta riusc a sopportarla. Come si
chiama? gli domand la donna, passando all'altro occhio.
Era cos vicina che Solomon sentiva il suo fiato solleticargli
la pelle, mettendogli una gran voglia di alzare la
mano e toccarla per capire che effetto faceva. Sembrava una
persona con cui entrare in contatto con gentilezza, piuttosto
che con violenza. Non lo ricordo le rispose. Non ricordo
nulla.
Che ne dice di Solomon? chiese una voce maschile
dal timbro acuto, ma con un sottofondo roco. Solomon
Creed le dice qualcosa?
Gloria si chin a scrivere qualcosa sulla cartella clinica
e Solomon vide l'agente che l'aveva steso sulla strada spuntare
dietro di lei.
Solomon ripet e subito sembr calzargli a pennello,
come un paio di scarpe con cui aveva percorso miglia e
miglia. Solomon Creed. Guard il poliziotto e si chiese
se sapeva qualcosa di pi oltre al nome. Lei mi conosce?
L'agente scosse la testa e gli mostr un libro tascabile.
Aveva questo addosso.  dedicato a Solomon Creed, quindi
suppongo che sia lei. Anche perch sulla sua giacca compare
lo stesso nome. Con un cenno indic l'indumento
piegato sulla barella accanto a lui.  ricamato sull'etichetta,
con filo dorato. Ma la scritta  in francese. Pronunci la
parola francese come se sputasse veleno.
Solomon guard il libro. La copertina mostrava un'antica
foto color seppia di un uomo dall'aria dura. Il titolo era
scritto in antiquati caratteri maiuscoli.
RICCHEZZA E REDENZIONE. LA NASCITA DI UNA CITT.
Memorie del Reverendo Jack "King" Cassidy,
fondatore e primo cittadino
Avrebbe voluto strapparglielo di mano e sfogliarlo.
Non l'aveva mai visto. Non se lo ricordava. Non ricordava
nulla, ma quel libro doveva essere importante. Si sent frustrato.
C'era da impazzire. E perch avevano frugato nelle
sue tasche? Il pensiero lo spinse a chiudere le mani a pugno.
Allora, Mr. Creed riprese il poliziotto, ha idea del
perch stesse fuggendo da quell'aereo in fiamme?
Non ricordo rispose lui, guardando la targhetta appuntata
sulla camicia su cui c'era scritto Sceriffo Garth B.
Morgan. Il nome suggeriva discendenze gallesi, il che spiegava
la pelle chiara e lentigginosa, del tutto inadatta a quel
sole, proprio come la sua.
Che diavolo ci faceva l?
 possibile che lei fosse un passeggero? riprov lo sceriffo.
No.
Morgan si accigli. Se non ricorda nulla, come fa a esserne certo?
Solomon guard fuori dal lunotto posteriore, verso
l'aereo in fiamme, e un torrente di nuove informazioni si
rovesci nella sua mente cristallizzandosi in una risposta.
Per il modo in cui sono inclinate le ali.
Lo sceriffo si volt, seguendo il suo sguardo. Solo una
delle due ali resisteva ancora, puntata verso il cielo. Si
spieghi meglio.
Quell'ala indica che l'aereo si  schiantato a terra con
il muso. Qualunque passeggero sarebbe stato scagliato in
avanti, non verso l'esterno, e con una forza tale da ucciderlo.
Inoltre  evidente che l'impatto ha causato la rottura dei
serbatoi e l'incendio del carburante. Quello usato per gli
aerei pu raggiungere i quattrocento gradi se arde all'aria
aperta, abbastanza da carbonizzare una persona in pochi
istanti. Di conseguenza, se fossi stato su quell'aereo, adesso
non sarei qui a parlare con lei.
Morgan fece una smorfia, come se qualcuno gli avesse
pizzicato il naso. E allora da dove spunta, se non era
sull'aereo?
Io ricordo solo la strada e l'incendio rispose Solomon,
massaggiandosi la spalla. Le fitte stavano lasciando il
posto a un dolore costante.
Mi lasci dare un'occhiata intervenne Gloria, chinandosi
su di lui e nascondendo Morgan.
Solomon cominci a slacciarsi i bottoni, guardando il
movimento delle dita. La pelle era bianca come la camicia.
Prima ha detto di avere qualcosa a che fare con l'incendio
riprese Morgan. Mi spieghi cosa intendeva.
Solomon ricord l'assoluto terrore, il panico, la spinta
inarrestabile a fuggire.  una sensazione pi che un ricordo
prov. Come se l'incendio fosse in qualche modo
collegato a me. Non so spiegarlo. Si slacci il polsino, sfil
il braccio dalla manica e nell'ambulanza cal un attonito
silenzio.
Gloria si sporse in avanti, guardando perplessa la sua
spalla. Anche Morgan lo stava fissando. Solomon segu il
loro sguardo e vide l'origine rosso fuoco del dolore che lo
torturava.
Cos'? mormor Gloria.
Ma lui non aveva una risposta neppure per quello.
...
.
...
Capitolo 7.
...
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...
Precipitato? Cosa vuol dire precipitato?
La Grand Cherokee si stava allontanando a tutta velocit
dal campo d'aviazione, sollevando una nuvola di
polvere. Seduto al volante, Mulcahy non perdeva d'occhio
la colonna di fumo. Un incidente aereo. Hai presente, no?
Sono abbastanza famosi per questo genere di cose.
Javier guardava il fumo con occhi sgranati, gli osceni
labbroni da rospo socchiusi e umidicci mentre cercava di
dare un senso alla situazione. Carlos era seduto sul sedile
posteriore, muto, teso e pallido in volto. Mulcahy non poteva
dargli torto. Papa Tio era noto per il trattamento che
riservava a coloro che combinavano un casino. Se il carico
era andato perduto nello schianto, soprattutto quel carico,
erano nella merda fin sopra i capelli. Nessuno se la sarebbe
cavata, neppure il cugino labbrone seduto accanto a lui.
Stiamo calmi disse, cercando di convincere se stesso
prima che gli altri. Sappiamo solo che  caduto un aereo
nei paraggi. Ma non  detto che sia il nostro, e comunque,
prima di parlare, cerchiamo di capire fino a che punto la
situazione  grave.
A me sembra maledettamente grave borbott Javier,
indicando la colonna di fumo che si gonfiava sempre pi.
Mulcahy stava stringendo il volante cos forte che gli
facevano male le dita. Con uno sforzo allent la presa e
sollev un poco il piede dall'acceleratore. Aspettiamo e
vediamo cosa succede ribad, cercando di suonare ragionevole.
Per ora seguiamo il piano. L'aereo non  arrivato
e quindi dobbiamo raggiungere il rifugio, contattare Tio e
aspettare nuove istruzioni.
In realt, l'istinto gli diceva di squagliarsela pi in fretta
possibile, dopo aver piantato una pallottola nel cranio
a quei due imbecilli e scaricato i loro cadaveri nel deserto
per assicurarsi un buon vantaggio iniziale. Che lo schianto
dell'aereo non fosse colpa loro aveva poca importanza:
probabilmente Papa Tio li avrebbe uccisi tutti e tre, giusto
per mandare uno dei suoi famosi messaggi. D'altro canto,
se avesse eliminato Carlos e Javier per poi sparire, il boss si
sarebbe convinto che c'era lui dietro il disastro e non avrebbe
mai smesso di dargli la caccia. Mai. Inoltre, nonostante
il suo curriculum molto poco rispettabile, ammazzare la
gente a sangue freddo non gli piaceva, e ancor meno gli
piaceva l'idea di darsi alla latitanza. Mulcahy non poteva
lamentarsi della vita che faceva: aveva una bella casa e un
paio di donne divorziate con figli che si accontentavano di
ci che lui poteva offrire e che non facevano domande su
come si procurasse i soldi o sulle cicatrici che gli ricoprivano
il corpo. Certo, non era granch rispetto al grande
disegno dell'universo, ma in quel momento, di fronte alla
prospettiva di perdere tutto, si rendeva conto di quanto tenesse
a ci che aveva.
Rispetteremo il piano ribad. Chi non  d'accordo
pu anche scendere dalla macchina.
E chi ti ha messo al comando, pendejo?
Tio in persona, okay? Mi ha chiamato e mi ha chiesto
di fargli un favore personale prelevando questo carico.
Poi ha chiesto se ero disposto a portarvi con me, e visto
che sono un coglione gli ho detto: "Ma certo, nessun problema".
Se vuoi prendere tu il comando e beccarti tutta la
responsabilit, accomodati pure. Altrimenti chiudi il becco
e lasciami pensare!
Javier si fece piccolo piccolo sul sedile, come un adolescente
a cui avessero proibito di uscire.
A ovest adesso si distinguevano le fiamme. Era un
muro di fuoco che si innalzava dalla terra ondeggiando e
sembrava propagarsi alla velocit del pensiero. Si vedeva
anche un sacco di luci lampeggianti, il che significava che
gli sbirri sarebbero stati troppo occupati per badare a loro.
Guarda! grid Javier, indicando la direzione da cui
erano venuti. L'aereo!
Mulcahy sent riaccendersi una vaga speranza. Forse
sarebbe andato tutto bene. Forse potevano tornare indietro,
prendere in consegna il carico e poi riderci sopra davanti
a una bella birra ghiacciata. Forse sarebbe persino riuscito
a tenersi la sua vita comoda e senza complicazioni. Smise
di accelerare e si volt, distogliendo per un attimo gli
occhi dalla strada per capire che aereo avesse visto Javier.
Ma quando scorse il grosso bimotore giallo librarsi sopra il
campo d'aviazione si gir rabbiosamente e diede gas, premendo
il pedale a tavoletta per recuperare il tempo perduto.
Che diavolo fai? gli chiese Javier, guardandolo come
se fosse impazzito.
Quello non  l'aereo che stiamo aspettando spieg,
sentendo tutto il peso di quell'allucinante situazione sulle
proprie spalle. E sta decollando, non atterrando.  un aereo
cisterna, probabilmente del MAFFS.
Il MAFFS? Che cazzo sarebbe il MAFFS?
Ne parlano da settimane, da quando  cominciata la
siccit. Significa Modular Airborne Fire Fighting System.
 il programma anti incendio messo in piedi dallo Stato.
Il rombo delle eliche echeggi sopra di loro quando l'aereo
li super. Mulcahy sent ogni giro dei turbocompressori
vibrargli nel torace.
Javier torn a rannicchiarsi sul sedile e scosse la testa.
MAFFS disse, come se fosse la parolaccia pi sconcia che
avesse mai sentito. Hai visto, Carlos? Te l'avevo detto che
lui era un fottutissimo militare!
...
.
...
Capitolo 8.
...
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...
La pelle di Solomon scintillava sotto le luci, il segno rosso
che spiccava vivido sulla spalla. Era leggermente in rilievo,
lungo e spesso quanto un dito umano, con due linee sottili
che lo intersecavano alle estremit dandogli la forma di
una I maiuscola.
Sembra un marchio da bestiame disse Morgan,
sporgendosi in avanti. O forse... Lasci la frase in sospeso,
infil la mano in tasca ed estrasse il cellulare.
Gloria saggi cautamente la pelle attorno al segno con
la mano guantata. Ha idea di come se l' procurato?
Solomon ricordava soltanto l'intenso dolore che aveva
provato quando il nome James Coronado gli era balenato
nella mente, come se gli avessero premuto sulla pelle del
metallo rovente. Solo che quando era accaduto indossava
camicia e giacca, e aveva avuto la sensazione che il dolore
provenisse da dentro. No rispose, non volendo condividere
quel dettaglio con Morgan.
Gloria vers dell'alcol su un batuffolo e lo premette pi
volte sull'area arrossata.
 gi stato nella nostra citt, Mr. Creed? chiese lo
sceriffo.
Lui scosse la testa. No, non credo.
Ne  sicuro?
No rispose lui. Perch?
Anzitutto per quella croce che porta al collo. Ricorda
dove l'ha trovata?
Solomon abbass lo sguardo e solo allora si accorse
della croce, un monile stilizzato che pendeva da una stringa
di cuoio. La strinse e ne saggi il peso. No. Non sapevo
neppure di averla. La volt, poi se la rigir lentamente
tra le dita nella speranza che facesse emergere un qualche
ricordo. Era abbastanza rudimentale, realizzata con due
vecchi chiodi per la ferratura dei cavalli saldati al centro e
con le estremit attorcigliate a spirale, eppure l'insieme era
equilibrato e simmetrico, come se l'artista, chiunque fosse,
volesse nascondere l'accuratezza del lavoro usando materiale
di scarto e tralasciando le rifiniture. Perch questa
croce le fa pensare che sia gi stato qui?
Perch  identica a quella sull'altare della nostra chiesa.
E non dimentichi il libro che le ho trovato in tasca: la
storia di Redemption non  abbastanza importante da trovarla
esposta nelle librerie di altre citt. Deve avergliela
data qualcuno della zona.
Qualcuno della zona. Qualcuno che mi conosce e che pu
spiegarmi tutto.
Posso vedere il libro? domand Solomon.
Morgan lo studi come un giocatore di poker che provi
a capire quali carte ha in mano l'avversario e lui sent la
rabbia divampare per l'impotenza a cui era costretto. Il suo
corpo si irrigid, come se volesse balzare in avanti e strappargli
il libro di mano, ma lo sceriffo era troppo lontano e
le cinghie gli bloccavano ancora le gambe. Non sarebbe mai
stato abbastanza rapido, e in ogni caso Gloria era pronta a
iniettargli la stessa roba che l'aveva gi steso prima. Probabilmente
propofol, vista la rapidit con cui si era ripreso...
Propofol? Come diavolo faceva a saperlo?
E com'era possibile che gli venissero in mente le nozioni
pi disparate eppure non ricordasse nulla di se stesso?
Ho una I marchiata a fuoco sulla spalla e non ho idea di chi
sono!
Trasse un lento respiro e cerc di pensare.
Risposte. Aveva pi bisogno di risposte che di qualcosa
su cui sfogare la rabbia. Risposte che lo avrebbero
placato, portando ordine nel caos che gli turbinava dentro.
Risposte che si trovavano nel libro che Morgan teneva in
mano, ne era certo.
Lo sceriffo guard il volumetto, cercando di decidere
se ridarglielo oppure no. Alla fine decise di non farlo,
ma lo sollev, voltandolo verso di lui per mostrarglielo. Era
aperto alla pagina delle dediche, una finezza concepita per
spingere la gente a regalarlo. C'era scritto:
Una pagina di storia americana in regalo
e sotto:
a - Solomon Creed
da - James Coronado
Una fitta di dolore gli percorse il braccio quando lesse
quel nome, e di nuovo Solomon prov la stessa sensazione
che aveva avvertito sulla strada, una sorta di senso del
dovere verso quell'uomo che non ricordava, ma che apparentemente
lo conosceva abbastanza bene da regalargli un
libro.
Ha idea di come mai conosceva Jim? chiese Morgan.
Jim, non James. Lo sceriffo sapeva chi era, quell'uomo
era l, in quella citt. Credo di essere venuto qui per lui
rispose Solomon, avvertendo un'emozione nuova prendere
forma dentro di lui.
L'incendio  scoppiato perch io sono qui.
E io sono venuto per James Coronado.
Morgan inclin la testa di lato. Si spieghi meglio.
Solomon guard fuori dal lunotto posteriore, verso
l'incendio ormai lontano. Un aereo giallo volava basso nel
cielo azzurro. Raggiunse il fronte orientale dell'incendio e
dalla coda scatur una nube di vapore rosso che disegn
una striscia attraverso il fumo nero e scese verso il terreno.
Si dissolse prima di aver coperto met dell'area in fiamme.
Non era sufficiente. Non sarebbe mai stato abbastanza. Il
fuoco avrebbe ripreso forza, avanzando verso di loro, verso
la citt e tutti i suoi abitanti. Una minaccia. Un'enorme, infernale
minaccia. Distruttiva. Catartica. Proprio come lui. E
la risposta che cercava gli balz alla mente.
Credo di essere venuto per salvarlo disse, voltandosi
verso Morgan, sicuro che fosse.cos. Sono qui per salvare James Coronado.
Un lampo attravers gli occhi dello sceriffo. Il modo in cui lo guard non prometteva nulla di buono. James Coronado  morto annunci con voce piatta, volgendo lo sguardo verso le montagne dietro la citt. L'abbiamo sepolto stamattina.
...
.
...
LIBRO SECONDO.
...
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...
Estratto da: RICCHEZZA E REDENZIONE. LA NASCITA DI UNA CITT.
...
Memorie del Reverendo Jack "King" Cassidy, fondatore e primo cittadino di Redemption, Arizona
...
(25 dicembre 1841 - 24 dicembre 1927)
Si tratta, suppongo, di una maledizione che interessa
chiunque entri in possesso di un grande tesoro: per il resto
della vita dovr raccontare come l'ha trovato. Cos spero
che, mettendolo per iscritto, la gente mi lascer in pace, perch
sono stanco di parlarne. La mia vita era molto diversa
prima che la ricchezza le conferisse il colore dell'oro, ma se
potessi ritornare a quell'esistenza grigia e anonima lo farei.
Purtroppo non si pu disfare ci che  fatto e una volta
suonata la campana non  pi possibile tornare indietro.
La storia di come trovai una fortuna e la usai per erigere
una chiesa e fondare la citt che ho chiamato Redemption
 tragica e brutale, e tuttavia contiene in s i semi del
Divino, poich  stato Dio a guidarmi nell'impresa, come
sempre avviene per tutti noi, e a condurmi al tesoro. Non
con una mappa e una bussola, bens con la Bibbia e la croce.
La Bibbia fu la prima ad arrivare. La presi dalle mani
di un sacerdote moribondo, padre Damon O'Brien, che
aveva lasciato la sua terra natia per sfuggire a un'ingiusta
persecuzione. Lo conobbi a Bannack, Montana, dove era arrivato,
come me, inseguendo il richiamo dell'oro, solo per
scoprire che la vena si era esaurita. Era gi prossimo alla
morte quando le nostre strade si incrociarono. A corto di
soldi e di fortuna, presi il letto accanto al suo in un dormitorio
perch nessun altro lo voleva, tanto temevano i deliri di
un prete visionario e il suo terrore per le ombre che solo lui
vedeva. Era convinto che venissero per rubargli la Bibbia,
la quale, mi raccont, avrebbe condotto chi la possedeva a
un tesoro cos grande da poter finanziare la costruzione di
una chiesa e poi di una citt nell'arido deserto dell'Ovest.
La Creazione  qui diceva, stringendosi al petto il
vecchio libro consumato come se fosse il suo bambino.
Qui  il seme che va piantato, poich Egli ci indica la retta via e la luce.
Il padrone del dormitorio, un uomo assai superstizioso,
non voleva cacciare padre O'Brien e quindi cominci a
passarmi qualche soldo perch mi prendessi cura di lui, lo
facessi bere e, soprattutto, lo tenessi tranquillo. Essendo caduto
in miseria, prendevo i Soldi e asciugavo il sudore dalla
fronte di quel poveretto, gli compravo il pane e il whisky e
lo ascoltavo farneticare delle visioni che aveva avuto, a proposito
dell'oro che riluceva nella nuda terra e della grande
chiesa che avrebbe costruito e di come la Bibbia sarebbe
stata la bussola che lo avrebbe guidato l.
Quando infine giunse il suo momento, mi disse con
gli occhi spalancati che sentiva l'Angelo Nero battere le ali
vicino al letto e mi mise la Bibbia tra le mani, facendomi
giurare solennemente che avrei continuato la sua missione
portando le Scritture laddove Dio voleva che arrivassero.
Diffondi la Sua parola nel deserto mi disse. Diffondi
la Sua parola e porta la Sua croce, poich Egli ti protegger
e ti doner ricchezze che vanno oltre la tua immaginazione.
Mi disse anche di avere dei soldi nascosti nella fodera
della giacca, un piccolo gruzzolo per suggellare il patto e
aiutarmi a partire. Io lo presi e giurai di fare ci che mi
chiedeva, e lui mi affid la Bibbia come se mi stesse consegnando
il suo atto di morte, dopodich si addorment e
non si svegli mai pi.
Ammetto con somma vergogna che tale giuramento
nasceva pi dalla primordiale brama delle ricchezze di cui
parlava che dal nobile desiderio di edificare una chiesa. Ma
credevo che avesse perso il senno molto tempo prima di
perdere la vita, e tutto ci che sentivo era il tintinnio dei
suoi dollari d'argento, che mi avrebbero finalmente sollevato
dalla miseria in cui ero caduto.
Con essi mi pagai il viaggio verso l'Ovest, e lessi quella
Bibbia, dalla Genesi alla Rivelazione, dapprima nei vagoni
ristorante dei treni, poi sulle diligenze e infine sui carri coperti
dei pionieri fino ad arrivare ai confini della civilt nel
sud dell'Arizona. Mi aspettavo che il libro contenesse una
mappa o fornisse qualche indicazione che mi suggerisse
dove cercare il tesoro di cui aveva parlato padre O'Brien,
ma tutto ci che trovai fu l'ulteriore prova della sua mente
debilitata: passaggi delle Scritture sottolineati, appunti
scribacchiati sulle pagine che parlavano di deserto, fuoco e
ricchezze. Mai, per, una pista chiara da seguire.
Durante il viaggio studiavo il libro e la notte, per tenerlo
al sicuro da mani disoneste, lo usavo come cuscino.
Presto le visioni di padre O'Brien iniziarono a insinuarsi
nei miei sogni. Vedevo la chiesa nel deserto, bianca e splendente
come lui la descriveva, con la Bibbia aperta sul leggio,
all'entrata. E poi vedevo la pallida figura di Cristo su una
croce bruciata sospesa sull'altare.
Era la chiesa che in qualche modo avrei dovuto edificare.
...
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...
Capitolo 9.
...
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...
Mrs. Coronado?
Holly Coronado fissava la bara del marito e le poche
manciate di terra arida e sassi sul coperchio di legno di
pino.
Signora, un incendio si avvicina alla citt. Mi  stato
chiesto di aiutare...
Quando il sindaco aveva lasciato cadere la terra sulla
bara e le pietre pi grandi avevano colpito il legno aveva
avuto quasi l'impressione che la bara fosse vuota e che quel
funerale fosse solo una recita, un'elaborata ricostruzione
storica, e si fossero dimenticati di dirglielo.
... ma non posso raggiungere gli altri finch c' ancora
gente qui.
Non era stata lei a volere quella bara. E neppure quel
cimitero.
Signora, devo riempire la fossa, ma c' bisogno di me
in citt, per via dell'incendio.
Lei aveva accettato solo perch era inebetita dallo
shock e dal dolore. E perch sapeva che a Jim sarebbe piaciuto
essere sepolto l, insieme ai duri pionieri e ai sanguinari
fuorilegge di cui nessuno al di fuori di Redemption
aveva mai sentito parlare.
Torner pi tardi a finire il lavoro, va bene?
Jim aveva amato quella cittadina, con tutte le sue storie
e le sue leggende. Con tutte le nobili intenzioni che ne avevano
accompagnato la nascita.
Forse dovrebbe tornare indietro con me, signora. Posso
darle un passaggio fino a casa, se vuole.
Jim le aveva parlato di quella strana cittadina nel deserto
la prima volta che si erano incontrati, al party delle
matricole di Giurisprudenza dell'Universit di Chicago.
Ricordava ancora la luce che gli riempiva gli occhi mentre
le raccontava episodi della sua infanzia. Lei veniva da un
anonimo sobborgo di St. Louis, e quella cittadina fondata
da un predicatore tra la sabbia, le rocce e i cactus, all'ombra
di montagne rosso fuoco, l'aveva immediatamente affascinata;
come lui, del resto.
Mrs. Coronado? Si sente bene?
Holly si volt e fiss quel ragazzo biondo e magro
dall'espressione seria. Indossava una tuta da lavoro impolverata
e stringeva tra le mani un consunto berretto da baseball
che tormentava con imbarazzato rispetto, i capelli color
miele che gli cadevano sulla fronte del medesimo colore.
Come ti chiami? gli chiese.
Billy. Billy Walker.
Hai una pala, Billy?
Una ruga segn la fronte del ragazzo sotto il segno
lasciato dal berretto. Chiedo scusa?
Una pala. Non dirmi che non ce l'hai.
Lui batt le palpebre, sconcertato, poi si rese conto di
cosa implicava quella richiesta e scosse il capo. Ma non
deve... voglio dire, pi tardi torner qui e finir il lavoro...
Quando? Quando pensi di tornare?
Lui si volt verso il deserto, dove un muro di fuoco e
fumo stava rapidamente divorando la vegetazione. Presto.
Non appena l'incendio sar sotto controllo.
E se morirai? La ruga che segnava la fronte di Billy si
fece pi profonda. Se l'intera citt bruciasse insieme a tutti
coloro che ci vivono? Come potresti seppellire mio marito?
Credi che dovrei lasciarlo l perch se lo mangino i coyote?
No, signora, credo di no.
La gente fa programmi di ogni sorta, Billy, e si riempie
la bocca di promesse che poi non manterr. Nei miei
piani, dovevo vivere accanto all'uomo in quella bara finch
non fossimo stati entrambi vecchi e stanchi, e invece questo
non accadr. Ma stamani ho promesso che mi sarei alzata,
pettinata e truccata, per poi venire qui e offrire a mio marito
una degna sepoltura. Ed  quello che far. Una pala mi
faciliterebbe parecchio il compito, non pensi?
Billy guard il berretto che torceva tra le mani, apr la
bocca per dire qualcosa, la chiuse. Poi si volt e corse gi
per la collina, verso il pick-up parcheggiato all'ombra di un
pioppo che cresceva in mezzo al cimitero. Nel cassone c'era
un bidone da cui spuntavano attrezzi di ogni sorta e un
bulldog grasso e brutto aspettava seduto dietro il volante,
le orecchie puntate in avanti. Fissava il fumo che saliva dal
deserto e neppure si mosse quando Billy salt sul cassone
mettendo le sospensioni a dura prova. Mantenne lo sguardo
sull'incendio, con la lingua grossa e umida che ciondolava
dalla bocca.
Il fumo copriva ormai un'ampia frazione del cielo azzurro
e continuava a dilatarsi come un velo nero che lentamente
oscurava il sole. Macchine e persone cominciavano a
raggrupparsi sotto il cartello turistico che segnava il confine
cittadino, puntini neri sul polveroso sfondo arancio.
Solo qualche settimana prima, Jim sarebbe stato in
mezzo a loro, a organizzare le squadre, guidando la battaglia
per salvare la citt, mettendo a rischio la propria vita se
fosse stato necessario. E alla fine era proprio ci che aveva
fatto.
Holly ud un rumore di passi affrettati che risalivano
la collina fino a fermarsi a poca distanza. Perch non
lascia che l'accompagni a casa? chiese Billy, parlando pi
alle sue scarpe che a lei. Torner prima del tramonto e
metter tutto a posto, glielo prometto.
Dammi la pala, Billy.
Lui sollev l'attrezzo e lo guard. Sembrava nuovo,
l'acciaio cos lucido da riflettere il sole.
Se non mi dai quella dannata pala seppellir mio marito
a mani nude.
Billy scosse la testa come se si sentisse deluso, o forse
sconfitto. Non dovrei gemette, ma poi raddrizz la pala
e la piant nel terreno come una lancia. La lasci qui da
qualche parte disse, voltandosi e tornando di corsa verso
il pick-up. La riprender dopo.
Holly attese che il pick-up si allontanasse, lasciando
posto al silenzio del cimitero e al sibilo del vento. Rest
immobile a lungo, ascoltando gli schiocchi della fune
che sbatteva sul pennone dell'ingresso mentre la bandiera
dell'Arizona sventolava a mezz'asta e il ronzio della linea
dell'alta tensione che scendeva lungo la collina. Si chiese
quante vedove avessero vissuto quella scena, immobili davanti
alla fossa ancora aperta del marito mentre ascoltavano
il canto della pi tetra solitudine.
Bene, Jimbo, eccoci qui sussurr al vento. Finalmente
soli.
Erano stati l l'ultima volta due o tre mesi prima, per
un servizio fotografico durante la campagna elettorale di
Jim. Si era messa in posa accanto a suo marito davanti a
una manciata di fotografi e reporter, tra le vecchie lapidi,
con Redemption sullo sfondo e lui che illustrava i suoi piani
per il futuro senza immaginare che non ne avrebbe mai
fatto parte.
Raggiunse il cumulo di terra accanto alla fossa e afferr
il telo grigio che lo copriva. Tir per spostarlo e incespic
quando i tacchi affondarono nel terreno e l'abito aderente
limit i movimenti delle gambe. L'aveva comprato per
l'investitura di Jim, un grazioso tubino nero di classe ma
non cos sexy da distogliere l'attenzione dal suo splendido
marito, la vera star dello spettacolo. Era il solo vestito nero
che possedeva.
Inciamp di nuovo e quasi cadde, con i tacchi e l'abito
attillato che rendevano difficile stare in equilibrio.
Merda! url nel silenzio. Merda, merda, MERDA!
Scalci via le scarpe, facendole volare in aria. Una
and a cadere sulle grosse foglie acuminate di un'agave,
l'altra rimbalz su una lapide che contrassegnava il luogo
dell'eterno riposo di un certo J.J. James, morto di febbri nel
1882.
Poi afferr l'orlo del vestito e lo strapp lungo la cucitura.
Non lo avrebbe indossato mai pi. Nessun accessorio,
nessuna cintura, sciarpa o borsetta avrebbe mai potuto
cancellare il ricordo a cui era legato. Tir con tutte le forze,
lacerando il tessuto fino alle cosce. Stava meglio adesso,
senza tacchi e con le gambe nude. Si sentiva di nuovo se
stessa. Piant i piedi per terra, prese la pala e l'affond nel
cumulo di terriccio, con i muscoli delle spalle e delle braccia
che si tesero quando la sollev, si volt e rovesci nella
fossa la prima, rabbiosa, miserabile palata.
Polvere e pietrisco si abbatterono come grandine sul
coperchio di pino della bara.
Legno. Il quinto anniversario  detto Nozze di legno. Era
stato Jim a dirglielo.
Avevano trascorso il loro primo anniversario l a
Redemption, prendendosi una vacanza dallo studio perch
Jim potesse mostrarle il luogo di cui sperava di diventare
un giorno lo sceriffo. L'aveva presentata in giro, erano andati
a ballare nella sala dei concerti dove lo conoscevano
tutti e, a tarda sera, si erano inoltrati nel deserto, dove si
erano amati su una coperta accanto al fuoco, sotto un cielo
ammantato di stelle come se al mondo esistessero solo loro
e l'amore che li univa. Il giorno dopo lei gli aveva comprato
una stella di latta in un negozio di souvenir: un regalo e un
augurio, una stella giocattolo in attesa di quella vera.
Ma il primo anniversario  dedicato alla carta, le aveva detto
lui con un sorriso. La latta si regala al decimo.
L'aveva sempre adorato per quel genere di cose, piccole
sciocchezze romantiche che suonavano ancora pi dolci in
bocca a un ragazzone grande e grosso come lui... come era
stato lui.
Non era mai riuscito ad appuntarsi al petto la stella
vera e il legno del loro quinto anniversario era quello della
bara in cui giaceva, in fondo a una fossa di due metri.
Si pass la mano sulla guancia e la sent bagnata.
Accidenti! Aveva promesso a se stessa che non avrebbe
pianto. Almeno non c'era nessuno che la vedesse. Non voleva
dare loro quella soddisfazione. Non voleva dare loro assolutamente
nulla... non dopo che si erano presi cos tanto.
Ricordava l'ultima volta che aveva visto Jim vivo, seduto
alla scrivania del suo studio a casa, gli occhi rossi
come se avesse pianto.
Devo sistemare le cose, si era limitato a dirle. Questa citt
va sistemata.
Poi aveva infilato dei documenti nella ventiquattrore
ed era salito in macchina, sparendo nella notte. Era stato
il sindaco Cassidy a presentarsi alla loro porta alle tre del
mattino per darle la notizia di persona, le sue parole che
suonavano piene di significato e al tempo stesso... vuote.
Un tragico incidente... sono addolorato per la sua perdita...
se possiamo fare qualcosa, qualunque cosa... tutta la citt le  accanto
in questo terribile momento.
Holly gett una palata di terra nella fossa, poi un'altra
e un'altra ancora, soffocando la pena e la rabbia con la fatica
fisica di seppellire il marito. A ogni palata mormorava
una preghiera, ma non per il suo amore perduto. Mentre le
lacrime le rigavano le guance e l'odore del fumo che giungeva
dal deserto si faceva sempre pi acre, pregava perch
l'incendio fosse una punizione divina, un segno della collera
dell'Onnipotente che avrebbe raso al suolo la citt.
Se possiamo fare qualcosa, aveva detto Cassidy, con il
cappello in mano e gli occhi bassi. Qualunque cosa.
Che morissero tutti e bruciassero all'inferno.
Ecco cosa potevano fare per lei.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Com' successo? Solomon suonava calmo, ma in realt
voleva urlare e spaccare qualcosa. La frustrazione che provava
era qualcosa di fisico, come una tempesta che gli imperversava
dentro, un peso che lo schiacciava. Ritrovarsi
confinato in quell'ambulanza non lo aiutava affatto.
Un incidente rispose Morgan, tenendo gli occhi puntati
sul finestrino, verso la cresta delle montagne. Guidava
a tarda notte e ha avuto un colpo di sonno o, magari, ha
sterzato bruscamente per evitare un animale ed  finito in
una scarpata. Ha battuto la testa e si  fracassato il cranio.
Era gi morto quando l'hanno trovato.
Morto quando anch'io l'ho trovato...
Si volt e guard fuori dal parabrezza. Erano al confine
tra la citt e il deserto, ma vedeva solo scheletri di vecchie
staccionate e casupole in rovina con la vernice scrostata
e i tetti di lamiera arrugginita. Nulla sembrava familiare.
Questa zona  abbandonata?
S. Sono le vecchie case dei minatori spieg Morgan.
Le teniamo cos per l'atmosfera, tanto per dare ai turisti
qualcosa da vedere prima che vadano nella Main Street.
Oggi la maggior parte della gente vive in centro.
Un cartello turistico comparve per un attimo a lato
della strada, dando il benvenuto nella storica citt di Redemption
con le tipiche scritte del West. Solo dopo averlo
oltrepassato le strade cominciarono a riempirsi. Graziose
villette dai colori pastello si susseguivano sulla Main Street
dietro candide staccionate che delimitavano giardini verdi
e ben tenuti. Sotto un grande pioppo stazionava un'antica
diligenza, la scritta Wells Fargo ben visibile, i cavalli legati
a una stanga accanto a un abbeveratoio riempito con una
vecchia pompa a leva. Ma gli animali non bevevano e voltavano
la testa verso l'incendio, innervositi dall'odore di
fumo, ansiosi di fuggire. Solomon sapeva cosa provavano.
Anche lui voleva fuggire, via dal fuoco, via da quella citt
e dallo strano senso di responsabilit che nutriva verso un
morto.
James Coronado aveva famiglia? domand.
S, c' Holly disse Gloria, applicando garza e cerotto
sul marchio che lui aveva sulla spalla. Sua moglie.
Holly ripet Solomon. Forse dovrei vederla.
Morgan scosse la testa. Non  una buona idea.
Perch no?
Ha appena sepolto suo marito. Suppongo che voglia
restare sola.
Ma lei potrebbe sapere chi sono.
Lo sceriffo si mosse sul sedile come se l'idea lo mettesse
a disagio. Meglio lasciarla in pace in un momento come
questo.
Solomon inclin la testa di lato. Non pensate che sia
una strana usanza lasciar sola la gente nei momenti in cui
ha pi bisogno di conforto? Se suo marito mi conosceva,
allora potrebbe conoscermi anche lei. E forse vedere un
vecchio amico l'aiuterebbe molto.
Posso controllare, se crede disse Morgan, estraendo
il cellulare dalla tasca. Vediamo se salta fuori qualcosa.
Si chiese perch lo sceriffo sembrasse cos restio a farlo
parlare con quella donna. Aveva ancora pi voglia di vederla.
Lo guard mentre componeva un numero, per poi
aspettare che qualcuno rispondesse, fissandolo con aria
tranquilla.
Ehi, Rollins, sono Morgan. Dovresti controllarmi un
nome: Solomon Creed. Lo scand lettera per lettera guardando
l'iscrizione sul libro, poi torn su di lui.  alto circa
un metro e ottanta, tra i venticinque e i trent'anni, caucasico...
e con questo intendo completamente bianco, con la
pelle candida e i capelli come neve. Tacque, poi annu.
Esatto, albino. Pur con il forte accento dell'Arizona, non
molte parole venivano trascinate e divise in due. Un'altra
era negro o, meglio, neegro. No, aspetto in linea. Controlla
con l'NCIC e vedi se c' qualcosa su di lui.
Solomon sent l'ansia che gli chiudeva lo stomaco crescere
di uno scalino. NCIC stava per National Crime Information
Centre. Morgan voleva capire se fosse un pregiudicato
o un ricercato in Arizona o in altri Stati. E il fatto che
lui sapesse cos'era l'NCIC lasciava intendere che si fosse gi
confrontato con la legge.
L'ambulanza svolt dalla strada principale e un grande
edificio bianco riemp il retro di luce riflessa. Solomon
socchiuse gli occhi e contempl dal lunotto una chiesa immensa
per una cittadina cos piccola, con il campanile che
si stagliava contro il cielo del deserto con il suo tetto rivestito
in rame. Se ne sent stranamente attirato, come se la
conoscesse, anche se non poteva esserne certo. Ma, secondo
Morgan, la croce che portava al collo era identica a quella
che troneggiava sull'altare e prov l'insano istinto di liberarsi
dalle cinghie che gli bloccavano le gambe, saltar gi
dal veicolo in corsa e varcare quel portone per vedere di
persona.
S, sono qui. Morgan annu e ascolt. Okay, grazie.
Chiuse la chiamata, poi annu. Bene, Mr. Creed, a quanto
pare non c' nulla su di lei dichiar, infilando il cellulare
nella tasca.
Sembrava deluso e Solomon lo era a sua volta, perch
se il suo nome fosse saltato fuori nel database della polizia,
avrebbe almeno avuto un'idea della sua identit.
L'ambulanza rallent, svolt di nuovo e si ferm davanti
a un edificio di mattoni. Gloria porse a Solomon la
camicia e si mosse con rapidit ed esperienza, aprendo i
portelloni posteriori e lasciando entrare un'esplosione di
luce e di calore. Quindi si volt e sganci la barella dai supporti
che la bloccavano, spostando le attrezzature mediche
per poi scendere e prepararsi a tirarlo gi.
Posso camminare disse lui, infilando la camicia.
No, non pu. Procedura sanitaria rispose la dottoressa.
Stia fermo.
L'autista arriv ad aiutarla e la barella venne estratta
dall'ambulanza con Solomon sdraiato. Le gambe pieghevoli
sferragliarono mentre si aprivano e la forte luce del
sole lo costrinse a socchiudere gli occhi. Sto bene ribad,
studiando la scritta color bronzo che spiccava sulla facciata
dell'edificio: King Community Hospital.
Mr. Creed, lei soffre di amnesia totale. Dobbiamo fare
degli esami.
Che risultati ha dato il PERL? chiese lui, coprendosi
gli occhi con un braccio.
Be', si direbbe che... Un momento... lei  un medico?
Pu darsi. Ma le mie pupille sono uguali e reattive
alla luce? Sicuramente in quel momento lo erano.
S.
E allora non ho bisogno di esami urgenti. Si chin in
avanti per liberarsi delle cinghie e, non appena tocc terra
con i piedi nudi, si sent molto pi tranquillo.
L'autista avanz verso di lui, ma Solomon frappose la
barella tra di loro e arretr, tenendosi lontano. Voleva rimettersi
a correre, andarsene da quella gente, ma non poteva
farlo. Non ancora. Morgan scese dall'ambulanza con
la sua giacca in mano, il libro infilato in una tasca. Perch
non lascia che le facciano gli esami? chiese. Meglio essere
sicuri adesso che pentirsi dopo.
Sicuro. Che parola interessante. Sicuro da chi? Sicuro
da cosa?
La mia giacca insistette lui, tendendo la mano.
Morgan l'alz. La vuole? Vada con loro e gliela...
Solomon scatt in avanti, spingendo la barella verso lo
sceriffo con un improvviso sferragliare che lo colse di sorpresa.
Morgan tese istintivamente le mani e lui ne approfitt
per riprendersi la giacca cos velocemente che quasi
nessuno se ne accorse.
Non ho bisogno di esami,'ripet cominciando ad arretrare,
via da quella barella, via da quella gente e da qualunque
cosa volessero fargli. Ho solo bisogno di andare in chiesa.
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
Il sindaco Cassidy chiuse la porta del suo studio, si tolse la
giacca e la lasci cadere a terra. Si piazz sotto la corrente
d'aria creata dal ventilatore sul soffitto, slacci la cravatta e
il primo bottone della camicia. Aveva il colletto impregnato di sudore.
Il funerale si era trasformato in un disastro, con il suo
grande gesto unificatore vanificato da una lieve, inconsistente
zaffata di fumo. Tutti se n'erano andati prima che la
cerimonia si concludesse. All'inizio si trattava solo di Morgan
e pochi altri ma, non appena sentite le sirene, la folla
si era voltata verso il deserto per poi precipitarsi verso le
auto come una mandria di bufali impazziti. D'altro canto,
chi poteva biasimarli? Il vento soffiava verso la citt e tutti
avevano una casa, una famiglia, un'attivit di cui preoccuparsi.
Li capiva, anche se sperava in un esempio un po' pi
limpido di vicinanza alla vedova da parte della comunit.
E poi c'era la questione di cosa avesse provocato l'incendio,
una domanda alla quale non voleva neppure pensare.
Sent vibrare il cellulare e una morsa gli strinse il cuore.
Guard la giacca appoggiata alla sedia e vide tremare la
stoffa nera della tasca, come se vi fosse entrato un grosso
insetto che adesso cercava di liberarsi. Not anche un piccolo
buco nel tessuto e questo lo riemp di rabbia. Maledette
tarme, la casa ne era infestata. I Cassidy ci vivevano fin dai
tempi di Jack Cassidy ma adesso veniva mangiata e ruminata:
il legno consumato dai tarli, i vestiti dalle tarme. Sapere
che fino a poco prima era stato in piedi davanti a tutta
la citt con un buco nella giacca lo riempiva di imbarazzo.
Il loro lacero, cencioso sindaco aveva le toppe sul sedere.
Il cellulare smise di vibrare e nello studio torn il silenzio.
Poteva essere stato chiunque a chiamare. Era scoppiato
un incendio ai margini della citt e la gente voleva
essere rassicurata, guidata, organizzata da lui e da nessun
altro. Tutti volevano qualcosa, ma nessuno era disposto a
dare. Non a lui. Non pi.
Guard la foto incorniciata sulla scrivania, la foto di
Stella nel giardino sotto un albero di jacaranda con il sole
che le riempiva i capelli di riflessi e il suo bel sorriso in
volto. L'aveva scattata lui un anno prima che il cancro la
divorasse da dentro, portando via lei, la sua gioia di vivere
e i suoi splendidi capelli. Erano passati sei anni da quando
piangeva sulla sua tomba, ma continuava a sentire la sua
mancanza, soprattutto in quegli ultimi mesi, in cui aveva
un disperato bisogno di parlare con qualcuno per alleviare
il peso che gli gravava sulle spalle. Qualcuno che gli dicesse
che Dio l'avrebbe capito, perch il fine giustifica i mezzi
e non era poi cos terribile fare qualcosa di male per una
buona ragione.
Il cellulare torn a vibrare, ronzando come un insetto
morente che si aggrappava tenacemente alla vita. Poi smise
o, magari, mor.
Reclin la testa all'indietro e lasci che un soffio di
aria fresca scendesse su di lui. Si sentiva distrutto. Sconfitto.
Avrebbe voluto prendere la giacca, usarla come cuscino
e mettersi a dormire sul pavimento, lasciandosi alle spalle
quel mondo mangiato dalle tarme, per sprofondare nel
dolce oblio. Arriv quasi a pentirsi di essere uno che non
beveva, di non potere stappare una bottiglia di pessimo
whisky e perdersi nei fumi dell'alcol. Ma lui era un Cassidy
e il suo cognome compariva su una buona met degli edifici
cittadini. I Cassidy non bevevano, n si sdraiavano sul
pavimento chiudendo gli occhi davanti alle loro responsabilit.
E questa era una sua responsabilit, dall'inizio alla
fine. La citt, la gente, la vedova che aveva lasciato da sola
davanti alla tomba del marito, l'incendio scoppiato nel deserto...
tutto. Era intrappolato, incatenato dagli obblighi del
sangue, dal nome che portava e da generazioni di vecchie
ossa sepolte sul fianco della montagna.
Il suo sguardo and al ritratto appeso sopra il grande
camino. Gli occhi di Jack "King" Cassidy sembravano studiarlo
duramente attraverso un secolo di storia, come per
dirgli: Non ho fondato questa citt dal nulla per vedere un mio
erede che fugge, lasciandola morire.
Lo so mormor al suo antenato. Infatti non vado da
nessuna parte.
Il telefono sulla scrivania prese a squillare, alto e improvviso,
con la vecchia campanella d'ottone che echeggi
nel silenzio riverberandosi sui pannelli di quercia e sui volumi
rilegati in pelle allineati sugli scaffali. Si chin, prese
la giacca, la infil e si spost da sotto il ventilatore. Con
la giacca addosso si sentiva pi formale e temeva di aver
bisogno di tutta la sua autorit per sostenere quella conversazione.
Tir un profondo respiro, come se stesse per
tuffarsi nelle gelide acque di un lago di montagna e alz il
ricevitore.
Cassidy. Per un attimo, gli parve che la sua voce venisse
da lontano. Chi parla?
Sono Morgan.
Croll sulla sedia, tirando un sospiro di sollievo.
Com' la situazione?
Pessima.  l'aereo.
Cassidy chiuse gli occhi e annu. Temeva fosse l'aereo
fin dal momento in cui aveva visto il fumo. Ascolta disse,
prendendo il comando con assoluta naturalezza. Chiamer
il nostro socio e gli spiegher cos' successo. Penseremo
a qualcosa, a qualche tipo di risarcimento. Gli incidenti
capitano. Gli aerei precipitano. Sono certo che capir. Sono
certo che riusciremo...
No disse Morgan. Non capir. Questa faccenda non
si sistema con i soldi.
Cassidy batt gli occhi, poco avvezzo a venir contraddetto.
 un uomo d'affari. Le cose possono anche andare
storte negli affari e quando succede c' sempre un risarcimento
da offrire.  di questo che sto parlando, di un risarcimento.
Tu non capisci rispose Morgan. Non esiste risarcimento
per ci che  successo. I soldi non sistemeranno
nulla, dammi retta. Dobbiamo escogitare qualcosa. Ma
non voglio parlarne al telefono. Devo raggiungere gli altri
e pensare all'incendio, prima per passer da te. Non muoverti
e non chiamare nessuno, okay? Non prima di aver
parlato con me di questo disastro.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
Mulcahy usc dall'autostrada prendendo la rampa che conduceva
al Best Western. Attraversarono Globe, un paese
minerario che aveva visto tempi migliori e si aggrappava
tenacemente alla speranza di rivederli ancora. Non appena
il motel di mattoni e cemento si par davanti a loro, Javier
schiocc la lingua. Sarebbe questo? Non hai trovato nulla
di meglio?
Guid con calma lungo l'accesso a senso unico del
motel, poi parcheggi di fronte alla camera prenotata la
sera prima con un falso nome. Aveva evitato di proposito
i piccoli alberghi a conduzione familiare perch non voleva
scocciatori tra i piedi. Non gli importava di ottenere un
buon servizio, n del contatto personale. Preferiva il perfetto
anonimato offerto da un impiegato alla reception che
veniva pagato una miseria e non alzava neppure gli occhi
quando ti consegnava le chiavi della stanza.
Spense il motore e tolse le chiavi dal quadro. Aspettate
cinque minuti, poi venite dentro.
Cinque minuti? E perch dovremmo aspettare cinque
minuti?
Perch se un gringo entra in una camera per conto
suo passa inosservato, mentre se ci entra con due messicani,
tutti pensano a un losco affare di droga o di armi. E noi
non vogliamo che qualcuno chiami gli sbirri, vero? Apr la
portiera e la calura del giorno lo invest con forza. Quindi,
datemi cinque minuti, okay?
Usc e chiuse la portiera prima che Javier avesse la
possibilit di ribattere, poi si avvicin a una massiccia porta
grigia sulla quale spiccava il numero 22. Con il motore
spento, il condizionatore non andava e presto la macchina
sarebbe diventata un forno. Avrebbe dato ai due imbecilli
tre minuti al massimo prima che scendessero e lo seguissero
ma non importava. Tre minuti sarebbero bastati.
Apr la porta ed entr in una stanza buia e deprimente
con due scomodi letti e una vecchia TV rivestita in finto
legno. Sul retro c'era un cucinotto e poi il bagno: la classica
stanza in cui, in genere, alloggiava.
Prese il cellulare dalla tasca, si colleg al Wi-Fi del motel,
poi apr Skype e selezion Casa dall'elenco dei contatti,
portandosi il telefono all'orecchio.
Un vecchio condizionatore cigolava e vibrava sotto la
finestra, agitando la tendina verde e riempiendo la stanza
di aria fresca e odore di muffa. Fuori vedeva il faccione di
Javier dietro il parabrezza del Grand Cherokee, accanto al
quale era parcheggiata una Buick Verano blu scuro coperta
da una patina di polvere che rivelava le miglia percorse nel
deserto per arrivare in quel luogo dimenticato da Dio. La
macchina di un rappresentante, nessun dubbio.
La segreteria di casa scatt dopo quattro squilli e la
sua stessa voce gli disse di lasciare un messaggio. Ehi,
pap, se ci sei rispondi.
Rest in attesa ma nessuno prese il telefono. Chiuse la
chiamata, cerc un nuovo contatto, poi richiam.
Anche suo padre guidava una Buick quando faceva il
rappresentante, trattando dapprima forniture per ufficio e
poi farmaceutiche in tutto il Midwest. All'epoca Mulcahy
aveva dieci, undici anni al massimo. Sua madre se n'era
andata da un pezzo, quindi l'et era pi o meno quella. La
domenica pomeriggio gli lavava la macchina, poi la lucidava
con la cera e, in cambio, veniva pagato cinque dollari
che dovevano durargli tutta la settimana. Luned mattina
suo padre lo accompagnava a scuola sull'auto tirata a lucido
e poi partiva, diretto in altri Stati e in citt dai nomi che
accendevano la sua fantasia di ragazzino: Oklahoma City,
Des Moines, Shakopee, Omaha, Kansas City. Lo rivedeva
solo venerd sera, quando veniva a prenderlo inizialmente
da sua zia e poi, un po' pi tardi, quando divenne chiaro
che sua madre non sarebbe pi tornata, da qualche fidanzata
o amica. La Buick era sempre coperta di polvere, proprio
come la Verano parcheggiata fuori.
Sent il telefono squillare ma anche stavolta rispose la
segreteria telefonica. Salve, lasciate un messaggio e vi richiamer
disse seccamente la voce di suo padre.
Pap, sono io. Ascolta, non andare a casa mia. Gira al
largo per un po', va bene? Chiamami quando senti questo
messaggio e stai tranquillo, non c' nulla di cui preoccuparsi.
Solo... chiamami.
Appese e sospir. C'era molto di cui preoccuparsi,
invece. Non era cos che doveva andare. Qualcuno aveva
cambiato il copione e adesso suo padre non rispondeva al
telefono. Guard l'ora: senza dubbio Tio si stava chiedendo
perch tardasse tanto a chiamarlo. Forse sapeva gi tutto.
Avrebbe dovuto dire al vecchio di farsi un viaggio, mandarlo
via nel caso qualcosa andasse storto, ma i tirapiedi di Tio
lo tenevano sicuramente sotto controllo. Un anno prima,
uno dei luogotenenti del cartello era finito in mano ai
Federales messicani. In cambio dell'immunit e di una nuova
vita, aveva messo sul piatto la data di arrivo di un carico e
i nomi di diversi pesci grossi. Il giorno prima dell'operazione
gli era stato concesso di mandar via la famiglia e Tio la
sorvegliava. I Federales avevano ritrovato il luogotenente e
i familiari una settimana dopo, i corpi decapitati e allineati
in un fosso. Il messaggio era chiaro: Vi tengo d'occhio. Se
non mi siete fedeli siete morti e con voi moriranno anche i vostri
cari. Ecco perch non aveva detto a suo padre di partire. E
adesso l'aereo era precipitato e non riusciva a trovarlo. Era
andato tutto a puttane e doveva escogitare subito un modo
per rimettere le cose in carreggiata.
Il riflesso accecante del sole sul finestrino gli disse che
Javier aveva aperto la portiera per sfuggire al forno che era
diventata la Jeep. Sembrava furioso. Carlos usc a sua volta,
la testa china, lo sguardo che saettava qua e l. Si avviarono
verso la stanza, offrendo la peggior interpretazione possibile
di due normali clienti che non devono dare nell'occhio.
Selezion un nuovo contatto dal menu di Skype e riport il
telefono all'orecchio proprio mentre Javier batteva pesantemente
la mano sulla porta.
 aperto grid e i due entrarono.
Che cazzo credi di fare? Lasciarci cos in macchina
come due fottuti animali...
La linea gracchi. Tio disse con tutta la calma possibile,
la voce abbastanza alta da permettere a Javier di sentire.
Sono Mulcahy.
Javier rest paralizzato sulla soglia di colpo e Carlos ci
and a sbattere contro.
Dev'esserci stato un problema. Mulcahy parlava e
guardava Javier che sudava copiosamente. L'aereo non 
arrivato e non sappiamo dove sia. Quindi, non abbiamo prelevato tuo figlio.
...
.
...
Capitolo 13.
...
.
...
Solomon camminava spedito sotto i portici, tenendosi
all'ombra ed evitando il sole il pi possibile. Sotto i piedi
nudi sentiva le assi di legno del marciapiede, calde e lisce.
Non si era mai voltato verso l'ospedale perch si sarebbe
certamente accorto se qualcuno lo seguiva.
Tir un profondo respiro per calmarsi e annus l'odore
delle case: legno, vernice e polvere, catrame e decadenza.
Si sentiva pi calmo adesso che era uscito dallo spazio ristretto
dell'ambulanza con i suoi nauseanti scossoni.
Perch ritrovarmi rinchiuso per cos poco tempo mi ha messo
una tale voglia di fuggire?
Forse era stato in carcere, anche se sarebbe saltato fuori
con il controllo all'NCIC. D'altro canto, esistevano molti
modi di venir imprigionati.
Davanti a lui, la candida chiesa torreggiava sulla citt
e splendeva al sole come se irradiasse luce. Nella piazza si
ergevano il municipio e il museo, e una villa monumentale
seminascosta da grandi alberi di jacaranda, forse edificata
nello stesso periodo della chiesa, a giudicare dallo stile e
dal tetto rivestito di rame.
Le case della storica via che percorreva, per contro,
erano tutte variazioni dello stesso tema e offrivano una
fila di negozi di souvenir che vendevano tutti le stesse
cose. Tra globi in cui scendeva la neve bronzo e oro, mappe
dei dintorni con Il tesoro perduto di Jack Cassidy scritto
in caratteri d'epoca e T-shirt con il nome della citt stampato
nello stesso stile, vide decine di piccoli libri identici
a quello che aveva in tasca, le Memorie del Reverendo Jack
"King" Cassidy.
Senza pensarci, prese il suo libro e cominci a sfogliarlo,
ansioso di scoprire cosa c'era scritto, pregando che un
particolare riuscisse ad accendere un ricordo. Ma a parte la
dedica, l'unica cosa che trov fu un capoverso sottolineato
alla fine del libro.
...
Ho sempre sospettato che in quel Libro vi fosse un indizio capace
di condurmi a favolose ricchezze, ma quando lo trovai e ne compresi
il significato, per me era troppo tardi. E quindi, ho deciso di
portarmi il segreto nella tomba.
...
Altri segreti, ma nessuno che lo interessasse. Torn
alla dedica e studi la grafia, pulita e comprensibile e tracciata
da un pennino. Pareva vecchia e formale, ma non la
riconosceva. Forse il racconto conteneva qualche indizio.
Pass alla prima pagina e cominci a leggere.
Si tratta, suppongo, di una maledizione che cade su chiunque entri
in possesso di un grande tesoro: per il resto della vita, dovr
raccontare come l'ha trovato.
Continu a leggere, assorbendo avidamente la storia
di Jack Cassidy. Via via che voltava le pagine, la mente si
riempiva delle immagini e degli orrori che il reverendo
descriveva. Il suo viaggio nel deserto era stato un'odissea.
Le memorie erano lunghe novanta pagine ma, gi prima
di arrivare a met della strada che portava alla chiesa, le
aveva gi lette tutte. Torn a studiare la foto in copertina e
si chiese per quale motivo James Coronado poteva avergli
dato quel libro. Ma forse non gliel'aveva mai dato. Forse lui
non si chiamava Solomon Creed anche se sentiva con tutto
se stesso che era cos. Quel nome gli calzava a pennello,
come peraltro la giacca. Sulla quale era ricamato il medesimo
nome.
Pieg il risvolto della tasca destra per leggere l'etichetta
che vi era stata cucita. Ce costume a tfait au trsor pour
M. Solomon Creed: Questo abito  stato confezionato perch
il signor Solomon Creed ne faccia tesoro.
Questo abito...
Quindi, dov'era il resto? Perch aveva solo la giacca?
Dov'erano le scarpe? Com'era possibile che sapesse il francese?
E, in nome del cielo, come aveva potuto leggere novanta
pagine in pochi minuti?
Je suis Solomon Creed'disse e quell'affermazione suon
quanto mai familiare. Ne conosceva la cadenza, la sfumatura
e l'accento, un accento greve e trascinato, da sud
della Francia piuttosto che parigino.
Sud della Francia! Come faceva a saperlo? Come poteva
parlare francese e conoscere l'origine del suo accento
senza ricordare non solo di non aver mai studiato quella
lingua ma anche di non essere mai stato in Francia? Quanto
aveva perduto di se stesso?
Torn a guardare l'etichetta e not una scritta in caratteri
pi piccoli. Fabriqu en Rue Obscure 13, Cordes-sur-Ciel,
Tarn.
Il Tarn. Francia sud occidentale. La terra dei Catari.
Costituito come dipartimento nel 1790 dopo la Rivoluzione
Francese. Capitale Albi. Luogo di nascita di Toulouse Lautrec.
Vi sorge una maestosa cattedrale medioevale, molto
pi grande della chiesa verso cui si dirigeva. Edificata in
mattoni, non in pietra.
Si colp alla testa con il palmo della mano per bloccare
quella voce interiore che non gli dava pace.
Zitta disse, rendendosi conto solo allora di quanto
dovesse apparire folle alla gente intorno a lui. Si guard in
giro, ma non vide nessuno. Forse era davvero pazzo, uno
squilibrato perso in un mondo tutto suo che la mente riciclava
di continuo. Come altro spiegare quelle informazioni
che gli balenavano in testa senza alcun motivo, come un
rumore di fondo che non smetteva mai?
Sono davvero pazzo? si chiese, come se scoprirlo costituisse
il primo passo verso la cura. Lo disse di nuovo,
poi lo ripet in francese, russo, tedesco, spagnolo e arabo.
Torn a colpirsi alla testa, stavolta pi forte, cercando di
zittire quella voce o di farle, perlomeno, tirar fuori qualcosa
di pi utile, ma non serv. Doveva concentrarsi sulle cose
concrete che potevano aiutarlo a ricordare chi fosse, le cose
che lo legavano al passato: il libro, la giacca, la croce attorno
al collo. Oggetti fisici, la cui presenza era innegabile.
Raggiunse la fine del portico e attravers la piazza
sotto un sole implacabile. La chiesa era ancora pi impressionante
vista da vicino, con il campanile che costringeva
a guardare verso il paradiso com'era tipico delle grandi
strutture religiose.
Impara qual  il tuo posto, sembrava dire. Accetta il fatto
che sei insignificante davanti a Dio Onnipotente.
Un cartello all'inizio del viale che conduceva all'ingresso
la definiva La chiesa dei comandamenti perduti, un
riferimento a un passaggio contenuto nelle memorie del
reverendo. Pass oltre e osserv la fontana che si ergeva
nel prato. Attorno a un enorme macigno spaccato a met
e ancora striato dall'acqua che un tempo vi sgorgava, era
stata costruita una vasca circolare per permettere a tutti
di prelevarla. Anche quello era citato nel libro: l'acqua che
sgorga dalla roccia, un miracolo biblico avvenuto nel Sinai
e ripetutosi in un altro deserto. Ma la fontana che lo celebrava
si era inaridita.
Si avvicin e, subito sopra il portale, vide le parole
scolpite nella pietra: il primo dei comandamenti perduti
che davano alla chiesa il suo nome.
I - Non avrai altro Dio all'infuori di me.
Ricordava un po' il cartello No Guns esposto fuori dal
saloon nella via principale. Niente pistole nel saloon, niente
fedi diverse da quella cristiana l dentro. Studi il numero
romano, incredibilmente simile alla I che gli marchiava la
spalla. Forse non era una lettera, ma un numero. O magari
non era nulla e la chiesa non gli avrebbe fornito alcuna
risposta.
Entriamo e vediamo, no? mormor, varcando il portale
e inoltrandosi nella penombra per ritrovarsi in una delle
chiese pi strane che avesse mai visto.
...
.
...
Capitolo 14.
...
.
...
Cassidy sedeva dietro l'ampia scrivania di quercia, la bocca
aperta, gli occhi fissi su Morgan. Quando i dottori gli avevano
detto che il tumore di Stella non rispondeva ai trattamenti
e che le restavano solo poche settimane di vita si
era sentito esattamente cos, come se l'ossigeno fosse stato
risucchiato fuori dalla stanza e l'aria che restava non bastasse per respirare.
Ramon mormor, ripetendo il nome appena fornito da Morgan.
Lo sceriffo annu. Ramon Alvarado. Il figlio di Tio.
Ma cosa... voglio dire, perch era sull'aereo?
Qualche guaio in Messico. Doveva fuggire alla svelta.
Non ho chiesto i dettagli rispose lui con un'alzata di spalle.
Cassidy guard fuori dalla grande finestra del suo studio
e gi lungo il filare di alberi di jacaranda che incorniciavano
la chiesa al di l del muro di cinta. Sopra il tetto
vedeva il fumo che si levava dal deserto: era stato quello
a occupare tutti i suoi pensieri fino a quando Morgan non
gli aveva rivelato la causa dell'incendio. Adesso sembrava
l'ultima cosa di cui preoccuparsi.
Perch non me l'hai detto?
Perch non credevo ti interessasse saperlo.
Non credevi... Ma questa  follia! Il figlio di Tio. Non
pensi che avresti almeno dovuto avvisarmi?
Non c'era tempo. Mi hanno chiamato e ho dovuto
prendere una decisione.
Quindi potevi anche rifiutare?
No. Non ho avuto scelta, va bene? Quando uno come
Tio ti chiama per un favore non te lo chiede, ma te lo impone.
Tu avresti risposto diversamente da me? Gli avresti
detto: "Mi spiace che tuo figlio sia nei guai, ma noi non
possiamo aiutarlo"? Non prendertela con me per quant'
successo. Non  colpa mia se l'aereo  precipitato.
Cassidy si alz e prese a passeggiare. Dobbiamo fare
il possibile per accelerare le indagini sul disastro disse.
Trovare le prove che  stato un incidente.
E se non fosse stato un incidente?
Cassidy lo guard come se gli avesse appena detto che
la Terra era piatta. Ma certo che  stato un incidente!
Morgan estrasse di tasta il cellulare. Mentre raggiungevo
il luogo dello schianto, ho quasi investito questo tizio
disse, porgendogli l'apparecchio.
Cassidy infil gli occhiali da lettura e studi la foto sul
display. Era stata scattata dall'interno della macchina e una
nuvola di polvere confondeva un po' l'immagine, ma l'uomo
al centro si vedeva bene. Sembrava risplendere sotto il
sole, il viso rivolto verso l'alto come se guardasse qualcosa
che la foto non mostrava. E questo chi ?
Dice di non ricordare nulla, ma un'etichetta nella sua
giacca lo identifica come Solomon Creed. Pass un dito
sul display e gli mostr un'altra foto. Guarda. Ha questo
su un braccio.
Cassidy contempl la piaga rosso vivo sulla pelle candida
dello sconosciuto, poi pos gli occhi su Morgan per
cercare una spiegazione.
Si direbbe il marchio di un omicidio spieg lui. I
cartelli li imprimono sulla pelle dei killer per provare che
hanno ammazzato qualcuno di importante. In genere sono
tatuaggi, ma a volte sono scarnificazioni o addirittura marchi
a fuoco come questo.
Cassidy guard la foto, rendendosi conto di cosa stava
suggerendo Morgan. Pensi che questo tizio possa...
Aver abbattuto l'aereo? Forse. Mettiamo che gli abbia
sparato un missile e sia stato coinvolto nell'esplosione,
uscendone sano e salvo ma perdendo la memoria. O magari
sta solo fingendo. In ogni caso, i cartelli messicani usano
spesso dei tipi insoliti come killer perch questo stuzzica la
fantasia, soprattutto di noi nortenos. Quindi, la possibilit
che abbiano usato un albino  tutt'altro che remota, anche
perch hanno un sacco di superstizioni sugli albini. Pensano
che il loro pallore indichi la presenza di poteri sovrannaturali
come se fossero benedetti da Dio o qualcosa del
genere. Comunque, in Messico le superstizioni si sprecano.
Ci che conta per noi  che quel tizio potrebbe avere a che
fare con questa storia. Era l, fuggiva dal luogo del disastro,
ha persino detto che l'incendio  scoppiato per causa
sua e ha quel marchio sul braccio. Certo, queste prove non
convincerebbero nessun tribunale, ma noi non dobbiamo
portarlo davanti a un giudice. Dobbiamo solo far s che Tio
ci creda. Qualcuno dovr pagare per la morte di suo figlio,
ma con il sangue e non certo con i soldi. E quindi, gli daremo
il sangue. Abbiamo il colpevole perfetto: un tizio spuntato
dal nulla sul luogo dell'incidente. Uno sconosciuto di
nome Solomon Creed.
Cassidy pass di nuovo il dito sullo schermo e guard
in silenzio la foto di quell'uomo cos pallido sulla strada nel
deserto. Poi scosse la testa e restitu il cellulare a Morgan.
Credo che dovrei parlare a Tio, cercare una soluzione
diplomatica prima di... di offrirgli un sacrificio umano. Non
sappiamo neppure chi sia questo tizio. Hai fatto un controllo
su di lui?
S. Non ha precedenti.
Questo significa solo che non  mai stato processato.
Controlla anche tra gli elenchi delle persone scomparse,
tipo il DMV e in quelli della Social Security.
E a cosa servirebbe?
Morgan, qui stiamo parlando di una vita umana.
No. Stiamo parlando di parecchie vite umane, incluse
la tua e la mia. Stiamo parlando della sopravvivenza di
questa citt. E quindi non voglio sapere chi  questo tizio,
perch non mi importa un accidenti. E ti dir anche un'altra
cosa: in tasca aveva una copia delle memorie di Jack
Cassidy, con una dedica di Jim Coronado sul frontespizio.
Cassidy impallid. Pensi che conoscesse Jim?
Lui dice di non ricordarlo, ma quando gli ho chiesto
del libro ha risposto che sentiva di essere venuto qui per
lui. Anzi, ha detto che era qui per salvarlo.
Ges! Ha detto questo?
Morgan annu. Mi ha chiesto com' morto e se poteva
parlare a Holly. Quindi, comunque tu la voglia mettere,
questo tizio costituisce un problema per noi. Ma al contempo,
potrebbe rappresentare la soluzione. Per come la vedo
io, Tio scoprir la sua esistenza molto presto e questo significa
che  un uomo morto qualunque cosa noi decidiamo di
fare. E allora, meglio offrirglielo su un piatto d'argento, in
modo da ribadirgli la nostra lealt e uscire da questo disastro
senza un graffio. Inoltre, se ci pensa lui, non dovremo
preoccuparci di capire qual era il suo rapporto con Jim e se
possa davvero diventare una minaccia.
Cassidy si sentiva nauseato da quella discussione. Si
volt e lanci un'occhiata al severo ritratto del suo antenato.
Da sempre gli sembrava che il reverendo lo guardasse,
giudicando il modo in cui amministrava la citt che aveva
edificato dal nulla, nel deserto. Lui aveva affrontato delle
dure sfide in quegli ultimi anni, roba da far accapponare la
pelle, ma nessuna era paragonabile a questa. Qui si parlava
dell'Armageddon, dell'Apocalisse, della fine del mondo.
Una sirena echeggi da fuori. Alz lo sguardo e vide
una pattuglia fermarsi bruscamente sul viale davanti alla
villa, con i lampeggianti che gettavano riflessi blu e rossi
sui pannelli di quercia. Ecco il mio passaggio disse Morgan,
puntando verso la porta.
Dov' questo tizio? chiese Cassidy. L'hai trattenuto
per interrogarlo?
No. Ho pensato che era meglio non portarlo in Centrale,
casomai dovesse... scomparire. L'ultima volta che l'ho
visto si stava dirigendo verso la chiesa.
Cassidy lanci un'occhiata fuori dalla finestra verso la
candida chiesa oltre il muro di tinta. Andr a parlarci.
E perch mai dovresti farlo?
Perch se devo sacrificare la vita di un uomo per salvare
la mia citt, voglio guardarlo negli occhi.  il minimo
che possa fare. Inoltre, continuo a pensare che prima
di decidere qualunque cosa, bisogna stabilire se l'aereo sia
precipitato per un guasto oppure no.
Morgan scosse la testa e si ferm prima di aprire la
porta. Dev'essere bello vivere nel tuo mondo fatto di lucida
quercia, dove tutti giocano secondo le regole e le dispute
possono venir risolte con una stretta di mano. Ma lascia
che ti dica come funziona nel mondo vero. Parlare a quel
tizio non serve a nulla. Al massimo riuscir solo a complicare
le cose, perch non instauri un rapporto personale con
uno che stai per ammazzare. A Tio non importa di sapere
perch l'aereo  precipitato: suo figlio  morto e qualcuno
dovr pagare. Qualcuno o qualcosa. Mai sentito parlare di
un paese di nome El Rey?
L'ho sentito, s.
Una manciata di case sperdute tra le Durango Mountains.
I bandidos locali ne avevano preso possesso e sono
diventate la Shangri-La di tutti i ricercati americani che riuscivano
a passare la frontiera. Chiunque aveva abbastanza
soldi per pagare la protezione poteva restare, sapendo che
la legge non sarebbe pi riuscita a raggiungerlo. El Rey 
anche il luogo dove Tio  nato. Anzi, lo era, visto che non
esiste pi.
Cos' successo?
La vendetta di Tio, ecco cos' successo. Non conosco
i dettagli, ma so che da ragazzo  stato colpito da una tragedia
familiare che cost la vita a suo padre e suo fratello.
Forse avevano pestato i piedi a qualche boss ma, qualunque
cosa sia successa, Tio non l'ha mai dimenticata. E cos,
quando ha preso il potere, parecchi anni dopo, ha pensato
anzitutto a vendicarsi. El Rey era diventato il quartier generale
dei vecchi boss, quindi poteva limitarsi a prenderne
il controllo dopo averli uccisi. Ma a lui non bastava. Ha
massacrato tutti gli abitanti, poi ha incendiato il paese e
lo ha raso al suolo. Un atto simbolico, suppongo: via con
il vecchio, avanti con il nuovo, ma anche una rappresaglia
pura e semplice, una sanguinosa vendetta vecchio stile. Si
dice che abbia giustiziato di persona i superstiti, in modo
da far capire a tutti cosa succedeva a coloro che provavano
a toccare lui e la sua famiglia. Si volt e indic la colonna
di fumo nero dietro la chiesa. E adesso, suo figlio  morto
a poche miglia dal nostro prezioso aerodromo. Pensaci
quando parlerai a quel tizio. Io mi terr sempre in contatto,
casomai avessi bisogno di me.
E con questo infil la porta e se ne and.
...
.
...
Capitolo 15.
...
.
...
Solomon si ferm sull'ingresso per abituare gli occhi alla
penombra. Grandi vetrate multicolori permettevano alla
luce di illuminare l'interno, riempiendo di riflessi quella
che sembrava, a prima vista, una collezione di rottami.
Alla sua sinistra spiccava un carro da pionieri, con la
statua di un cavallo attaccata alle stanghe e un manichino
sul sedile vestito nei tipici abiti del West. Alla sua destra
invece c'era un grosso vagliatore Long Tom ancora funzionante
ma, a differenza dei tempi della corsa all'oro, non vi
veniva convogliato il fango, ma acqua pulita il cui continuo
gocciolare ricordava quello di un tetto che perdeva. Attorno
al vagliatore si poteva ammirare una serie di setacci,
picconi, finti candelotti di dinamite, frantumatori e ferrivecchi
di vario genere tutti classificati, dal cartello che li
sovrastava, come: Gli strumenti del cacciatore di tesori. Poco
oltre c'era una teca di vetro rettangolare con vari minerali,
tra cui quarzo aurifero, argentite e malachite. Un'altra teca
conteneva invece degli effetti personali: occhiali da lettura,
penne, guanti, tutti accuratamente sistemati ed etichettati.
Su un tavolo c'era anche un modellino in scala della Redemption
di cent'anni prima, ma ci che catturava subito
l'attenzione era il leggio che troneggiava al centro dell'edificio,
rivolto verso l'ingresso in modo da attirare lo sguardo
dei visitatori sulla vecchia Bibbia che vi era appoggiata sopra.
Solomon lo raggiunse, sentendo sotto i piedi il freddo
pavimento di pietra. Guard la Bibbia, aperta e protetta da
una teca e vide i resti di una pagina sporgere dalla rilegatura,
come se fosse stata strappata. Era una pagina dell'Esodo,
capitolo venti e ventuno: i capitoli in cui Mos porta
al popolo ebraico le Tavole della Legge con i dieci comandamenti
ricevuti da Dio sul monte Sinai.
La chiesa dei comandamenti perduti mormor tra
s, avanzando verso il centro della navata e inalandone gli
odori: polvere, crema lucidante, candele, rame, muffa.
I comandamenti erano visibili ovunque: scolpiti nella
pietra e incisi sugli schienali dei banchi, scritti sul pavimento
in lettere color rame, persino dipinti sulle grandi
vetrate multicolori. Era come se, dopo quella pagina strappata,
la chiesa fosse stata educata per rimediare all'affronto
fatto a Dio. Il suo sguardo and all'altare e alla grande
croce di rame che si ergeva su una base: un plinto di pietra.
La studi mentre si avvicinava, seguendo con occhi ansiosi
le linee ondulate identiche a quelle della croce che portava
al collo. Sperava di riconoscerla, di ricordare, ma anche ammettendo
che fosse gi stato davanti a quell'altare e a quella
croce, il velo non si alz. La nebbia continu a regnare sovrana
e un'amara frustrazione subentr alla speranza che
lo riempiva poco prima.
La chiesa sembrava pi buia in quel punto, come se
l'altare fosse circondato da pannelli di mogano. Si avvicin
ancora e cap cosa causava quell'effetto. Affreschi scuri e
molto elaborati coprivano le candide pareti che caratterizzavano
il resto dell'edificio. Ritraevano un paesaggio
desertico di notte, popolato da creature da incubo: gobbi
deformi, donne scheletriche e bambini dagli occhi pesti
e scavati, tutti vestiti di stracci. Alcuni montavano cavalli
denutriti con il costato che sporgeva dal mantello spelacchiato,
lo sguardo febbrile, le espressioni affamate quanto
quelle dei loro cavalieri.
Sotto quello stuolo di dannati si estendeva un mondo
di fiamme e sofferenza zeppo di diavoli con zanne animalesche
e ali di pipistrello. Qualcuno infilava l'artiglio in uno
squarcio del terreno provando ad afferrare i miserabili che
vi camminavano sopra. Quelli che ci erano riusciti sghignazzavano
e trascinavano verso l'inferno le loro vittime,
le quali, prima di sprofondare nel tormento, posavano gli
occhi terrorizzati sul distante bagliore emesso dal paradiso
ormai irraggiungibile. Poi, si rese conto che c'era qualcos'altro:
una figura che sembrava muoversi nell'ombra, pallida
come un fantasma, come se volesse uscire dall'affresco per
ghermirlo. Solo dopo un attimo si rese conto che era il suo
riflesso, catturato da uno specchio posizionato in modo tale
che, chiunque lo guardasse, diventava parte dell'affresco.
Ai due lati dello specchio spiccava una figura dipinta: un
angelo da una parte, un diavolo dall'altra, entrambi voltati
verso l'altare e con gli occhi puntati sull'attonito osservatore.
Solomon si avvicin fino a riempire lo specchio con la
sua immagine, poi si guard. Era la prima volta che ne aveva
l'occasione, ma gli sembrava di contemplare il ritratto di
uno sconosciuto. Nulla nel suo volto gli risultava familiare,
non gli occhi grigio pallido, n il naso sottile, n tantomeno
le guance scavate sotto zigomi appuntiti e prominenti. Era
estraneo persino a se stesso.
Chi sei? chiese e un sonoro battito echeggi nella
chiesa come per rispondergli. Ma poi ud il rumore di passi
che si avvicinavano da dietro la tenda che divideva la navata
dalla sacrestia e si volt proprio mentre un uomo l'apriva.
Stupefatto, si ritrov a contemplare la versione moderna di
Jack Cassidy. Per un attimo si guardarono negli occhi. Il volto
del nuovo arrivato si riemp di curiosit e sospetto mentre
lo studiava da cima a fondo, lo sguardo che si soffermava
sui piedi nudi. Lei dev'essere Mr. Creed disse. Io sono
il sindaco Cassidy. E si avvicin a lui con la mano tesa.
Solomon la strinse e qualcosa si accese nella sua mente
quando sent un vago odore di sostanze chimiche provenire
dagli abiti che Cassidy indossava.
Naftalina. Usata nella pirotecnica e come insetticida domestico
per la conservazione di indumenti.
Vide un buco sfilacciato all'altezza della tasca. Cassidy
puzzava di naftalina e aveva i vestiti mangiati dalle tarme.
L'abito era nero, non scuro, un completo da funerale. Avete
appena sepolto James Coronado gli disse, provando un
forte bruciore al braccio non appena pronunci quel nome.
Il sindaco annu. Una vera tragedia. Ma come fa a conoscerlo?
Sto cercando di ricordarlo gli rispose, tornando a fissare
l'agghiacciante affresco. Tra quelle figure tormentate,
ne era certo, c'era la ragione per cui la croce che portava al
collo l'aveva condotto l, in quel luogo dominato dalla sua
replica in grandezza naturale.
Impressionante, non trova? disse Cassidy, avvicinandosi
alla parete e premendo un interruttore. Si accese
una serie di fari che illuminarono la composizione in ogni
suo macabro, terribile dettaglio.
Molte pi figure popolavano l'affresco di quante ne
risultassero visibili con le luci spente. Le loro braccia tese
e i corpi smagriti avevano la stessa sfumatura del terreno,
rendendoli quasi indistinguibili, come se fossero fatti
di terriccio polveroso e ancora legati alla terra che li aveva
generati. Qualcuna era senza testa. Le altre mostravano
dei volti cos realistici da spingere Solomon a chiedersi se
ritraessero gente vissuta veramente e, in tal caso, che cosa
avesse pensato quella gente vedendosi immortalata in un
macabro deserto di dannati. Tutti, comunque, sembravano
vagare senza meta, con i volti scavati e gli occhi puntati
verso il lontano paradiso. Solomon alz lo sguardo a sua
volta verso l'affresco e vide un'altra cosa che il buio nascondeva:
una scritta nera su fondo blu scuro.
Tutti noi fuggiamo dalla dannazione eterna, ma solo chi affronta
il fuoco timorato delle leggi di Dio, solo chi  pronto a salvare gli
altri prima di se stesso, pu sperare di sfuggire all'inferno e ascendere
alla santit del paradiso.
Il marchio sul braccio riprese a bruciare mentre leggeva
quelle parole, riportando a galla la sensazione che aveva
gi provato sulla strada: quella di essere l per un motivo,
di avere qualcosa di molto speciale da fare.
Solo chi  pronto a salvare gli altri prima di se stesso, pu
sperare di sfuggire all'inferno...
E io sono qui per salvarlo mormor tra s, sfregando
la mano sul punto che bruciava.
Chi? chiese Cassidy.
James Coronado.
Cassidy batt gli occhi. Lei vuole... ma l'abbiamo sepolto
un'ora fa.
Solomon sorrise. Non ho mai detto che sarebbe stato
facile.
Una sirena pass a tutta velocit sulla strada e spinse
entrambi a voltarsi. Un camion dei pompieri si stava precipitando
fuori citt. Solomon sent odore di fumo entrare
dalla porta aperta.
L'incendio.
Solo chi affronta il fuoco timorato delle leggi di Dio...
Tutti i cittadini di Redemption si stavano dirigendo
verso i confini della citt, pronti a difendere le loro case
dalla minaccia della distruzione incombente. La maggior
parte probabilmente conosceva James Coronado. E forse ci
sarebbe stata anche la sua vedova.
Si sente bene? chiese Cassidy, avvicinandosi. Mi
sembra un po' scosso. Forse dovrebbe tornare all'ospedale
e lasciare che le facciano degli esami.
Solomon torn a guardare la sua immagine riflessa tra
l'angelo e il diavolo che puntavano gli occhi dipinti su di lui
come per chiedergli: Chi sei di noi due?
Ebbene, si disse, era arrivato il momento di scoprirlo.
Non appena lo pens, il bruciore al braccio divenne ancora
pi forte.
Scosse la testa e si volt verso Cassidy. No, non devo
andare all'ospedale disse. E devo tornare all'incendio.
...
.
...
LIBRO TERZO.
...
.
...
Estratto da: RICCHEZZA E REDENZIONE. LA NASCITA DI UNA CITT.
...
Memorie del Reverendo Jack "King" Cassidy
Quando arrivai a Fort Tucson, l'oro di padre O'Brien era ormai
finito. Per rimpinguare le mie finanze e, con mia eterna
vergogna, cercai di vendere la Bibbia a un predicatore
itinerante che rispondeva al nome di Banks, il quale per
vacill alla vista del Libro affermando che, se Dio voleva
mandargli un segno, gli avrebbe senz'altro mandato una
Bibbia tascabile. Mi parl quindi di una missione di gesuiti
a sud di Tucson dove un esempio cos antico e raffinato
delle Scritture avrebbe trovato posto su un solido leggio,
invece di gravare col suo peso su una povera anima che
non possedeva neppure un mulo per portarlo.
Incolpavo lo spettro della devastante povert per la
decisione di separarmi da quel Libro ma, in realt, sentivo
la presa che esercitava su di me e ne ero spaventato. Le
visioni della chiesa bianca e del pallido Cristo sulla croce
avevano preso a tormentarmi anche da sveglio e temevo
di star perdendo il senno come padre O'Brien. Ma adesso,
mentre scrivo queste righe, mi sembra cos evidente
come tutto facesse parte del disegno di Dio: il prete fuggito
dall'Irlanda che si ritrova nel letto accanto al mio, la sua
decisione di affidarmi le Scritture, l'oro con cui mi sono pagato
il viaggio verso Ovest e la mia fortuita conversazione
con il predicatore, senza la quale non avrei mai scoperto
l'esistenza della missione gesuita e dunque il pallido Cristo
sulla croce bruciata.
Fu durante il secondo giorno di viaggio, qualche ora
dopo l'alba, che vedemmo un denso fumo levarsi nel cielo
terso del mattino. Per maggior sicurezza mi ero aggregato
a un convoglio dell'esercito diretto a sud per portare
provviste a Fort Huachuca, passando dall'emporio accanto
al quale sorgeva la missione. Sentimmo l'odore di morte
ben prima di vedere i cadaveri, povere anime riconsegnate
sommariamente a Dio dalle frecce e dagli affilati coltelli dei
selvaggi. L'emporio era diventato un inferno, con le travi
che spuntavano come costole fumanti dalle mura annerite
mentre una grande croce bruciata si ergeva tra le rovine
ancora in fiamme di quella che era stata la missione. Da
lontano osservai che la croce e il Cristo crocifisso parevano
troppo grandi per una cappella cos umile. Solo quando ci
avvicinammo intuii la verit. La figura che bruciava era un
uomo in carne e ossa.
Ardeva come una macabra torcia, ogni segno della
sua umanit divorato dal fuoco, la testa gettata all'indietro
in agonia e le fiamme che uscivano dalla bocca spalancata
come se le sue urla incendiassero l'aria.
Il capitano Smith, ufficiale al comando, ordin ai soldati
di passare una corda attorno a quel poveretto e trascinarlo
a terra con la croce, in modo che nessun altro dovesse
sopportare quella vista, ma non ci fu corda in grado
di cancellare quell'immagine dalla mia mente. Recitai una
preghiera, raccomandando la sua anima immortale a Dio
perch gli donasse la pace eterna liberandolo dal dolore
che gli avevano inflitto chiss quali demoni per pura crudelt.
E quando conclusi, udii un mormorio attorno a me e
mi resi conto che i miei dissoluti compagni, normalmente
cos superbi e sprezzanti quando si crogiolavano nel caldo
abbraccio di una bottiglia o sedevano attorno a un fuoco da
campo, avevano pronunciato i loro amen, tornando senza
remore alla bont e alla misericordia del Signore davanti
a quell'orribile esempio di cosa poteva fare il Suo nemico:
l'Angelo Caduto.
Dopo aver donato cristiana sepoltura a quel poveretto,
cominciammo a spegnere l'incendio spalando terra. Mentre
sudavo insieme agli altri, mi chiedevo come fosse possibile
che Dio Onnipotente avesse permesso agli adoratori
del Demonio di uccidere tutti i Suoi umili servitori e di distruggere
la Sua casa. Non vedevo alcuno scopo in tutto
questo e pensavo che, nell'eterna battaglia tra il bene e il
male, fosse quest'ultimo ad avere pi possibilit di vincere.
Solo allora, mentre mi dibattevo nell'abisso del dubbio,
Cristo in persona mi apparve, levandosi dalle ceneri della
chiesa distrutta per mostrarmi la via e la verit.
Dapprima vidi il volto, candido e splendente nella
cenere. Egli mi guardava con un tale dolore, con una tale
angoscia, da farmi arretrare impaurito. Posai lo stivale sui
resti carbonizzati di una trave del tetto e questa fece leva,
innalzando la croce davanti a me perch la vedessi per intero.
Era davvero il Cristo, una statua di puro marmo bianco,
adagiato su una semplice croce di legno danneggiata
dal fuoco ma ancora solida.
Dalla sua posizione tra le rovine, capii che doveva trovarsi
sopra l'altare e immaginai il dolore con cui il Cristo
doveva aver guardato l'orda di demoni dalla pelle rossa
mentre sgozzava i Suoi figli e incendiava la Sua chiesa. Ma
era un miracolo che la croce fosse intatta, un miracolo che
io l'avessi trovata. Fu allora che ricordai le parole del delirante
padre O'Brien mentre mi consegnava la Bibbia e mi
incaricava di completare la missione per lui: Porta la Sua
parola nel West. Porta la Sua parola e porta la Sua croce, poich
Egli ti protegger e ti doner ricchezze che vanno oltre la tua immaginazione.
E davanti a me c'era la croce.
Scavai tra le rovine fumanti e presi il pallido Cristo
tra le braccia: la Sua croce adesso era la mia, il mio fardello
diventava il Suo. Subito sentii il legno compatto irradiare il
calore rimasto intrappolato dall'incendio. Era come se l'amore
divino mi riempisse e allora capii perch Dio aveva
permesso ai selvaggi di massacrare dei buoni cristiani e
bruciare la Sua casa fino alle fondamenta.
L'aveva fatto per me. Per me.
Egli mi mostrava, con un atto cos limpido da venir
compreso persino da un'anima semplice come la mia, che
la chiesa che dovevo costruire andava edificata con un materiale
ben pi solido. Se doveva resistere al male che imperava
in quelle terre senza legge, doveva essere come il pallido
Cristo che aveva resistito a ogni tentativo del maligno
di distruggerlo.
La chiesa che dovevo costruire sarebbe stata in pietra.
...
.
...
Capitolo 16.
...
.
...
Ha detto che dobbiamo restare qui?
Esattamente. Mulcahy era in piedi accanto alla finestra
della stanza, il cellulare in mano, lo sguardo puntato
sul parcheggio attraverso la fessura tra le tende.
Dietro di lui, Javier andava avanti e indietro alzando
polvere e odore di muffa dal tappeto. Ha detto altro?
Molte cose, ma il succo  che dobbiamo stare qui e
aspettare che ci richiami.
Javier scosse la testa e continu a passeggiare. Era gi
andato in bagno diverse volte nei venti minuti o poco pi
trascorsi dal loro arrivo e Mulcahy l'aveva sentito tirare l'acqua
solo una volta, cosa che suggeriva una pessima igiene
oppure un uso diverso del bagno da quello che ci si poteva
aspettare in una situazione simile. A giudicare dal luccichio
sospetto nei suoi occhi, era quella l'ipotesi pi probabile.
Pensi che Tio sappia dove siamo? chiese Javier, flettendo
le dita e poi sfregandole sui pantaloni come se fossero
sporche di lubrificante.
Probabile.
Che cazzo significa probabile? Lo sa o non lo sa?
Mulcahy non si degn neppure di rispondergli. Si
volt verso la TV, unica fonte di luce nella stanza, che trasmetteva
i programmi di una stazione locale con il volume
al minimo. Carlos sedeva sul letto e guardava lo schermo
come se ne fosse ipnotizzato. Pareva stordito e non proferiva
parola da quando aveva sentito gli ordini di Tio, dopo
essere entrato con Javier. Mulcahy conosceva quello sguardo:
era lo stesso di un detenuto in un carcere fuori Chicago,
quando lui indossava ancora una divisa e nell'Illinois
vigeva la pena di morte. Lo stesso di un paio di vittime che
lo guardavano negli occhi prima che premesse il grilletto.
Rivelava tutta la rassegnazione con cui un uomo accetta il
suo destino, come un coniglio in mezzo a una strada che
vede i fanali avvicinarsi cos rapidamente da non offrirgli
scampo.
Avete ancora il cellulare? chiese Mulcahy.
Certo che ho il cellulare replic Javier come se gli
avesse chiesto se avesse ancora i testicoli. Alz un BlackBerry
con la cover d'oro tempestata di brillanti e gli mostr
il display. Naturalmente l'ho spento, stronzo. Non
sono un idiota.
Buon per te. Chi paga la ricarica?
E questo cosa c'entra?
Se la ricarica te la paga Papa Tio, allora pu fare quello
che vuole col tuo telefono. Tra cui, rintracciarti anche
quand' spento.  lui che ti paga la ricarica?
Javier non rispose, il che diceva tutto.
Lui annu. Allora sa perfettamente dove siamo. Si
volt e guard fuori, socchiudendo gli occhi per la luce.
Dietro la palazzina della reception vedeva il traffico scorrere
sull'autostrada. Prese il cellulare e ricontroll l'app
di Skype per accertarsi che fosse ancora attiva. Tio aveva
detto che intendeva fare alcune telefonate per poi richiamarlo,
ma non era per quello che stava controllando. Suo
padre non si era ancora fatto sentire.
Come mai il tuo cellulare non  spento, pendejo?
Lui continu a guardar fuori dalla finestra, sentendo il
calore del giorno filtrare attraverso il vetro e il debole getto
d'aria fredda fornito dal vecchio condizionatore rinfrescargli
le gambe.
Ti ho fatto una domanda, stronzo.
Mulcahy tir un profondo respiro e lo lasci uscire
piano piano. Se avesse dovuto ammazzare Javier nei prossimi
cinque minuti, cosa assolutamente possibile, avrebbe
perlomeno riscattato una gran giornata di merda. Papa
Tio non mi paga la bolletta rispose. Non  l'intestatario
del mio abbonamento e quindi non conosce il mio numero,
n la mia compagnia telefonica. Perch chiamo sempre con
Skype e quindi ci vuole un bel po' prima che qualcuno mi
rintracci. E tra poco, non sar pi qui annunci. Ma il
motivo principale per cui tengo il cellulare acceso  che lui
deve richiamarmi, ovviamente con Skype, e se non ci riesce
si insospettir e chieder ai ragazzi di scovarmi per capire
come mai ho spento il cellulare. E i ragazzi sapranno subito
dove cercare, perch voi due siete troppo stupidi perfino
per farvi un abbonamento del telefono. Questo risponde
alla tua domanda, stronzetto?
Oh no. Oh no, guardate! Carlos era balzato in piedi
e indicava la TV.
Un tremolante filmato preso da un elicottero riempiva
lo schermo. Fiamme enormi si levavano nel deserto dietro
la scritta: Ultim'ora: disastro aereo scatena un gigantesco incendio
alla periferia di Redemption, Arizona.
Dov' il telecomando? Javier aveva smesso di passeggiare
e guardava fisso lo schermo. Dov' il fottuto telecomando?
Carlos glielo mostr e lui indic la TV. Alza il
volume, presto!
Carlos obbed e la stanza si riemp del tono grave di
un mezzobusto che annunciava qualcosa di serio. Mulcahy
guard la carcassa contorta di un aereo avvolto dalle fiamme,
con il deserto che bruciava tutt'attorno e l'annunciatore
che diceva: Le prime dichiarazioni parlano di un aereo
d'epoca che stava per atterrare al museo dell'aeronautica
nei dintorni di Redemption....
No, no, no, non doveva andare cos. Il disastro aereo
non era nel copione. Senza dubbio si trattava di un incidente,
l'aereo era d'epoca e i vecchi aerei si schiantavano molto
pi frequentemente di quelli nuovi. Ma, purtroppo, Papa
Tio non credeva agli incidenti. Non credeva nelle coincidenze
n tantomeno nelle scuse. Se qualcosa andava storto
c'era sempre un motivo e quindi c'era sempre qualcuno che
doveva pagare.
E Tio non aveva ancora richiamato.
Come peraltro suo padre.
Si volt e studi il traffico sull'autostrada - un fiume
di lamiera e vetro che sfrecciava rapido sull'asfalto - provando
una certa invidia per le piccole vite sicure che riempivano
quelle macchine. Voleva unirsi a loro, fuggir via da
l, ma ormai era troppo tardi. Se ne rese conto non appena
vide un SUV imboccare l'uscita e percorrere dopo pochi
istanti la rampa che portava al motel. Era una Jeep Grand
Cherokee dai vetri oscurati, proprio come la sua. Rallent
alla fine della rampa e si ferm davanti alla reception, ma i
due passeggeri non parvero interessati a entrare. Controllavano
il parcheggio in cerca di qualcuno.
In cerca di lui.
...
.
...
Capitolo 17.
...
.
...
Cassidy guidava e Solomon sedeva accanto a lui, il finestrino
completamente abbassato in modo che potesse sentire
il vento sul viso. Era una vecchia macchina con i sedili in
pelle, le rifiniture cromate e un sacco di spazio.
Lincoln Continental Mark V: cos lo inform la sua
mente.
Era sicuramente meglio dell'ambulanza, con quei sedili
in vera pelle e le portiere imbottite che rendevano meno
asettica l'esperienza che, comunque, non gli piaceva affatto.
Potrebbe chiudere il finestrino? L'aria condizionata
non serve a nulla con il vetro abbassato.
Solomon premette il pulsante per alzare il finestrino.
Stava pensando alla chiesa, alla croce sull'altare, all'iscrizione
sopra l'affresco e tutto ruotava attorno al ricordo della
sua immagine riflessa, lo sconosciuto nello specchio, il
mistero al centro di ogni cosa. La chiesa era indubbiamente
particolare e forse questo spiegava lo strano richiamo che
esercitava su di lui. Anzitutto, sembrava troppo grande per
una cittadina cos piccola, come se fosse stata costruita per
dichiarare qualcosa di grandioso o, magari, per espiare dei
peccati molto gravi. Poi c'era l'interno, con quell'affresco
che ricordava pi una basilica medievale europea che una
chiesa del vecchio West. E infine c'era quella strana mostra
di cimeli, ammassati subito dopo l'ingresso come se fossero
stati aggiunti dopo.
Perch nella chiesa c' una mostra di vecchi attrezzi
da miniera? chiese, muovendo le dita dei piedi sul tappetino
per la crescente sofferenza di sentirsi rinchiuso.
Per i turisti spieg Cassidy con un tono che tradiva
tutto il suo disgusto. Circa un anno fa  saltata fuori l'idea
di esporre in chiesa una parte di ci che conteneva il museo,
in modo da spingere pi turisti a entrarvi. Purtroppo,
si direbbe che oggigiorno la gente sia pi interessata a delle
anticaglie polverose che alla parola di Dio e questo lo trovo
davvero triste.
Solomon annu e strinse forte il sedile, cercando di rilassarsi
e di soffocare la nausea crescente.
Parecchi si sono opposti, dicendo che la chiesa non 
stata edificata per questo. Incassano gli assegni che la fondazione
cittadina manda loro, ma non vogliono chiedersi
da dove arrivino i soldi. Non c' nulla da guadagnare a
fare il sindaco di una citt come questa. Solo responsabilit
e nessuno che ti apprezzi. Un po' come crescere dei figli,
suppongo.
Lei non ha figli, vero?
No. Mai stato benedetto dall'arrivo di un bambino.
Ma lei sta bene? Mi sembra agitato.
S, sto bene replic Solomon.  solo che gli spazi
chiusi mi mettono a disagio.
Cassidy lo guard come se temesse di vederlo vomitare
nella sua bella macchina d'epoca. Allora abbassi pure il
finestrino, se vuole.
Grazie. Solomon lo abbass completamente e si godette
il vento caldo sul viso. Adesso sentiva l'odore dell'incendio.
Guard avanti e vide una densa cortina di fumo
nero salire verso il cielo, con piccole figure e autoveicoli
sparsi qua e l davanti al fuoco. Solo coloro che affrontano
le fiamme possono sperare di sfuggire all'inferno mormor.
Gi. E sa chi l'ha scritto?
Solomon ci pens su e fu sorpreso di scoprire che non
lo sapeva. Finalmente! Vista la pedanteria persino perversa
con cui la sua mente gli forniva informazioni di ogni genere,
non sapere qualcosa costituiva un sollievo oltre a rappresentare
un possibile indizio. No rispose, non lo so.
Jack Cassidy. Ha progettato lui la chiesa, poi ha dipinto
quell'affresco. Era un po' come un artista del Rinascimento
o, almeno, cos l'hanno definito. Sapeva fare di
tutto: il minatore, l'uomo d'affari, l'architetto, il pittore, lo
scrittore. Aveva svolto tutti i lavori del mondo e, probabilmente,
con successo. Niente male per un uomo che aveva
cominciato come fabbro ferraio.
Un uomo molto in gamba? ma anche tormentato. Sicuramente
aveva la sua bella dose di demoni interiori.
Be', lui... forse  vero, ma cosa glielo fa pensare?
Le figure dell'affresco. Le parole nere che ha scritto
su un cielo nero. Il fatto che abbia dipinto un inferno cos
vasto e reale, mentre il paradiso  piccolo e distante.
S, direi che era un uomo complicato. Ma anche coraggioso,
serio e determinato. Dovrebbe leggere le sue memorie.
Solomon estrasse il libro dalla tasca e se lo rigir tra le
mani. Le ho lette, difatti. Volt la copertina e contempl
la pagina con la dedica, provando quel familiare bruciore
al braccio quando la lesse. E che mi dice di James Coronado?
Anche lui era un uomo tormentato?
Jim? No, non direi. Era proprio l'opposto: schietto e
diretto, come un libro aperto.
Che lei sappia era nei guai?
No.
Ne  sicuro?
Tutti gli volevano bene.
Ma io non le ho chiesto se la gente gli voleva bene,
piuttosto se era nei guai. Secondo lei, pu esserci qualche
sospetto sulla sua morte?
Non sia ridicolo sbott Cassidy un po' troppo rabbiosamente.
Ma poi si ricompose. Ascolti, non so come e
da cosa pensava di salvarlo, ma Jim  morto. E non c' nulla
di strano in un incidente avvenuto in piena notte probabilmente
a causa di un colpo di sonno.  terribile,  una
tragedia, ma non ha senso rimestare nel torbido in cerca
di qualcosa che non esiste. Otterrebbe solo il risultato di
far soffrire ancor di pi della gente che gi soffre, terribilmente.
Lo disse come se stesse chiudendo una porta e Solomon
decise di lasciarla chiusa. Chiaramente il sindaco non
voleva parlarne e insistere sarebbe stato solo una perdita di
tempo. No, l'unica persona con cui voleva veramente parlare
era la vedova di Coronado. Forse, nonostante la perdita
che aveva appena subito, sarebbe venuta anche lei ai confini
della citt per cercare di salvare insieme agli altri la
propria casa.
Svoltarono e imboccarono la discesa che portava ai
margini del centro abitato. Poco oltre, il mondo intero pareva
bruciare. Il fumo era cos alto e denso da oscurare il sole
e le fiamme che lo alimentavano sembravano attorcigliarsi
per poi divampare verso il cielo, creando una linea di fuoco
che si avvicinava implacabile. Le squadre di volontari erano
posizionate a mezzo miglio dalle ultime case e, pi o meno,
alla stessa distanza dal fronte dell'incendio. Lavoravano su
linee parallele, piccole figure avvolte dalla polvere che loro
stesse sollevavano mentre ripulivano con pale e picconi il
terreno da qualunque cosa potesse prendere fuoco.
A sinistra della strada, un trattore avanzava come un
modellino radiocomandato verso un canale di drenaggio in
calcestruzzo che tagliava il deserto dritto come un fuso fino
alle pendici delle montagne. Sulla destra, una terrazzatrice
arrancava sul terreno irregolare per il quale non era stata
certo progettata, puntando verso il cumulo di rocce grigio
pallido che rafforzava la base di un vecchio mulino a vento
per il pompaggio dell'acqua. Le due macchine sradicavano
la vegetazione con grande efficacia ma in mezzo restava
poco pi di un miglio affidato solo ai volontari ed era qui
che si combatteva la vera battaglia: un centinaio di uomini
con le loro pale contro un incendio di proporzioni bibliche.
Deve dir loro di arretrare afferm Solomon.
Sarebbe fiato sprecato replic Cassidy. La gente 
piuttosto testarda da queste parti. Preferiscono correre il rischio
di bruciare vivi piuttosto che permettere all'incendio
di avvicinarsi alle loro case.
Si fermarono a lato della strada tra le macchine e i pick-up
dei volontari. Cassidy spense il motore e Solomon
balz fuori, ansioso di sentire di nuovo il terreno sotto i
piedi. Una folata di vento salut il loro arrivo, sibilando e
portando con s, dal deserto, l'odore dell'incendio.
Bene, Mr. Creed, apprezzo molto il fatto che si offra
volontario disse Cassidy, scendendo a sua volta e calcandosi
sulla testa un cappello da cowboy. Ma se vuole darci
una mano, allora avr bisogno di un paio di scarpe. Indic
un pick-up parcheggiato accanto a un'ambulanza attorno
alla quale si affannava un gruppo di persone e aggiunse:
Vede quel giovanotto con la camicia verde? Si chiama Billy
Walker. Gli dica che la mando io e si faccia dare un paio di
scarponi da lavoro, poi si unisca a una delle squadre. Mi
spiace lasciarla cos, ma c' una citt da salvare e la gente
si aspetta che sia io a guidarla in questa impresa. E con
questo se ne and, puntando verso Morgan che guardava
un carro attrezzi trainare fuori da un fossato il SUV dello
sceriffo, sbilenco e coperto di polvere.
Grida speranzose echeggiarono dalle squadre. Molti
puntavano il dito verso l'alto, indicando un Canadair giallo
che si stava abbassando per scaricare. Dopo qualche istante
liber una scia rosso intenso, come una nube composta
da goccioline di sangue che si allargava sempre pi. Sbuffi
di fumo e di vapore si levarono sfrigolando verso il cielo
quando il prodotto chimico estinguente invest le fiamme,
ma riusc a coprire solo un quarto del fronte dell'incendio.
L'aria si riemp di cenere e lapilli, che cadevano lentamente
come fiocchi di neve nera. Solomon ne prese uno tra le dita
e lo sfreg: era caldo, ma innocuo. Tuttavia si trovava lontano
da quell'inferno e senza dubbio i lapilli che cadevano
pi vicini al fuoco incendiavano ogni cosa con cui venivano
a contatto. Presto, altri focolai sarebbero divampati alle
spalle dei volontari, rendendo vani i loro sforzi. Erano nel
punto sbagliato, destinati solo a sprecare tempo ed energie.
Se continuavano cos, l'intera citt sarebbe bruciata fino
alle fondamenta, e allora lui cosa avrebbe fatto? Che risposte
poteva mai ottenere da un mucchio di tizzoni ardenti?
Una nuova folata soffi dal deserto, alimentando l'incendio
e sollevando un muro di fiamme rosso e arancio alto
decine di metri. A Solomon parve che si inclinassero verso
di lui, annusando l'aria, seguendo il suo odore. Raggiunse
l'ambulanza e, per un attimo, si godette l'ombra gettata dal
cartello che dava il benvenuto in citt ai visitatori.
Il giovanotto con la camicia verde stava aiutando il
gruppo a mettere in piedi un ospedale da campo. Uomini
e donne in abiti ospedalieri verdi e zoccoli di gomma bianchi
andavano avanti e indietro senza sosta, scambiandosi
istruzioni, consultando elenchi e portando dentro casse e
attrezzature. Lui riconobbe Gloria, intenta ad aprire delle
casse di gel antiustioni e kit FAST-1 per la somministrazione
di infusioni per via intraossea.
 lei Billy Walker? chiese. Il giovanotto in camicia
verde si volt. Mi manda il sindaco Cassidy.
Billy lo squadr con una rapida occhiata, soffermandosi
sui piedi nudi. Mi faccia indovinare: ha bisogno di
un paio di scarpe.
No. Speravo solo che potesse darmi un cappello.
Billy lo guard stupefatto, poi, scuotendo la testa, si
avvi verso il pick-up.
Il vento soffi di nuovo, stavolta cos forte da far ondeggiare
il cartello e avvolgere nel fumo i volontari. Solomon
ne inspir l'odore: sembrava contenere qualcos'altro,
qualcosa di infausto e familiare.
Gloria comparve accanto a lui- Si sente meglio adesso,
Mr. Creed?
S, sto bene le rispose, annusando di nuovo il fumo.
Siete pronti qui?
Lei indic il gruppo di medici e paramedici che si affannava
senza sosta. Pronti come non mai, suppongo.
Meglio cos, perch credo proprio che tra poco avrete
molto da fare.
Aveva appena finito di parlare che il suono di una lontana
sirena echeggi dal deserto. Un attimo pi tardi la radio
dell'ambulanza gracchi.
Emergenza. Stiamo arrivando disse una voce con
tanta enfasi da tacitare tutti. La livellatrice  stata investita
dalle fiamme. Il conducente  gravemente ustionato. Lo stiamo portando da voi.
...
.
...
Capitolo 18.
...
.
...
Mulcahy non perse di vista la Jeep un solo istante.
L'angolazione del sole e i vetri oscurati trasformavano
gli uomini sui sedili anteriori in due nere figure. Impossibile
capire se dietro ci fosse qualcuno, forse erano in tre: due
killer per fare il lavoro e uno che restava al volante pronto
a ripartire. Sapeva come si sarebbero mossi e sapeva che, in
quel momento, stavano ricevendo istruzioni per telefono.
Non era difficile immaginare da chi.
Fermi all'entrata del motel, sembravano studiare proprio
il blocco in cui si trovava la loro stanza. Dovevano aver
notato la sua Jeep, parcheggiata di fronte. Si chiese se vedevano
la tenda muoversi per l'aria sparata fuori dal condizionatore.
Pens di spegnerlo, ma questo avrebbe attirato
l'attenzione di Javier e Carlos e non voleva che i due idioti
si accorgessero di cosa stava succedendo. Avrebbero perso
la testa e tirato fuori le pistole, dando il via a un assedio che
poteva rivelarsi disastroso.
La portiera sul lato passeggero si apr e un messicano
tarchiato e muscoloso scese dal SUV. Attorno all'occhio
sinistro aveva un tatuaggio alla Mike Tyson e muoveva il
collo come un pugile pronto a salire sul ring mentre raggiungeva
la reception, senza dubbio per chiedere all'impiegato
in quale stanza alloggiasse il proprietario del Grand
Cherokee parcheggiato davanti al blocco G. Mulcahy lo
immagin mentre si avvicinava al banco mostrando un distintivo
falso tipo FBI o guardia di frontiera. L'impiegato,
quasi certamente un clandestino, sarebbe impallidito per
poi dirgli tutto quello che voleva, magari consegnandogli
pure un passepartout. Purtroppo and persino peggio di cos.
Tyson, infatti, ricomparve un attimo pi tardi, camminando
spedito e nascondendo qualcosa sotto la giacca.
Mulcahy si rese conto di essere stato troppo ottimista.
Niente distintivo falso, perch non ce n'era bisogno: non
aveva sentito lo sparo, ma non per la distanza o la TV accesa.
Quei due usavano il silenziatore. Si muovevano solo per uccidere.
Tyson risal in macchina e si chin verso il suo socio.
La Jeep si mosse, avanzando lentamente nel parcheggio.
Qualcuno vuole del ghiaccio? chiese Mulcahy, sforzandosi
di star calmo. Voglio prenderne una secchiata e
piazzarla su questo schifo di condizionatore, cos magari ci
dar un po' di fresco. Chiss quanto resteremo qui concluse,
posando sul tavolo le chiavi della macchina e assicurandosi
che gli altri le vedessero.
Lo sguardo di Javier pass da lui alle chiavi. S, prendi
il ghiaccio disse, come se fosse una sua idea. Sembrava
guardingo, ogni tracotanza spazzata via dalle pessime notizie
che la TV elargiva a raffica. Il volto era una maschera
di sospetto e di tensione, pieno di tic indotti dalla droga:
sapeva che essere cugino di Tio, un lontano cugino di terzo
grado o anche peggio, non gli sarebbe servito a molto
in quella situazione. Il boss tendeva a favorire i familiari
nella sua organizzazione ma, se combinavano un casino,
ricevevano lo stesso trattamento di tutti gli altri. E vedi di
sbrigarti aggiunse con un tono da piccolo, insulso bullo di
quartiere.
Un minuto e torno replic Mulcahy, guardando fuori
dalla porta a vetri. La Jeep aveva svoltato a destra dopo la
reception e si trovava sul lato opposto del blocco G. Tirando
un silenzioso sospiro di sollievo apr e usc nella luce e nel
calore del giorno, poi chiuse e si avvi con calma. Sapeva
che Javier lo teneva d'occhio dalla finestra, con la paranoia
indotta dall'anfetamina che lo rendeva sospettoso persino
di un passo troppo lungo. Se la Jeep non si fermava, sarebbe
riemersa da dietro l'edificio dopo una decina di secondi.
Lo sapeva perch l'ultima volta che era stato l aveva trascorso
un intero pomeriggio a monitorare i movimenti delle
macchine. Tuttavia, considerando il cadavere che si erano
lasciati dietro, forse i killer avrebbero accelerato i tempi.
Diciamo che ho cinque secondi.
Non appena si allontan dalla finestra part di corsa,
cercando di fare meno rumore possibile e tenendosi basso
mentre oltrepassava i distributori automatici piazzati nel
corridoio da cui partivano le scale. Intanto rovistava nella
tasca, cercando le altre chiavi.
Quattro secondi.
Le frecce di una Chevrolet Cruze bianca ferma in fondo
al parcheggio lampeggiarono quando premette il tasto
di apertura porte. Era la macchina di riserva, quella con cui
pensava di fuggire se le cose si fossero messe male e, peggio
di cos non potevano andare. Aveva appena due anni
e le strade d'America ne erano piene, visto che si trattava
della terza macchina pi venduta in quel periodo. Anonima,
scattante, perfetta. Il suo sguardo and all'angolo del
blocco C, quello da cui sarebbe spuntata la Jeep. I killer se
la prendevano comoda. Meglio cos.
Tre secondi.
Raggiunse la Chevrolet e si accorse di dover entrare
dal lato passeggeri, perch un dannato idiota aveva parcheggiato
la sua Pontiac troppo vicina alla portiera del guidatore.
Due secondi...
Strinse la maniglia, apr la macchina e si lanci dentro,
chiudendo la portiera e guadagnando in tutta fretta il sedile
del conducente.
Uno.
Sedette, si chin in avanti e tir la leva che abbassava il
sedile, poi si gett con forza contro lo schienale.
Adesso!
Lo schienale si abbass, permettendogli di sdraiarsi
e scomparire dalla vista. Appena in tempo: l'ombra nera
della Jeep comparve sull'angolo dell'edificio e lui si appiatt
sul sedile, respirando profondamente per calmarsi. Sudava
per il caldo, perch la macchina era rimasta al sole tutto il
giorno. Si sentiva cuocere come una pizza in un forno.
Il basso, cupo brontolio del motore V8 del Cherokee si
avvicin. Lo sentiva sopra il battito del cuore impazzito e
il continuo sfrecciare delle macchine sull'autostrada. Cerc
di mettersi nei panni dei due killer, ammettendo che fossero
solo due, e di ragionare come loro. Tyson aveva gi ammazzato
l'impiegato alla reception, quindi non si sarebbero
persi in chiacchiere. Avrebbero aperto la porta, poi imbottito
di piombo chiunque si trovassero davanti. Javier e Carlos
erano destinati a morire prima ancora di rendersi conto di
cosa stava succedendo, ma senza dubbio quei due sapevano
che i bersagli erano tre, quindi avrebbero pensato che lui si
fosse nascosto in bagno. E trattandosi dell'unico elemento
davvero pericoloso, si sarebbero avvicinati con calma per
non correre rischi, crivellando la porta di proiettili per poi
aprirla con un calcio. Era quello il momento di agire, l'unico
che gli offriva la possibilit di uscirne vivo.
Sent la Jeep passare, poi fermarsi nel parcheggio. A
giudicare dal rumore, si trovava a sette, otto piazzole dalla
Chevrolet. Il motore si spense, poi vi fu il lieve tonfo delle
portiere che sbattevano. Due portiere. Due killer. Forse un
terzo rimasto al volante.
Il suo sguardo and al cassetto del cruscotto, in cui
aveva lasciato la Beretta con i caricatori e il silenziatore.
Fremeva per sentire tra le dita il suo confortante peso, ma
per raggiungerla doveva spostarsi, rischiando di far oscillare
la macchina e quindi di rivelare la sua presenza.
Di nuovo, prov a mettersi nei panni dei killer. Una
volta scesi dalla macchina, avrebbero puntato verso la porta
22 tenendo le braccia accanto al corpo per nascondere le
pistole. Uno di loro avrebbe estratto dalla tasca la chiave
prelevata alla reception e l'avrebbe infilata nella serratura,
mentre l'altro si teneva pronto, guardandosi attorno e fermandosi
a un passo dal muro per avere la miglior visuale
della stanza. Poi avrebbe puntato la pistola, facendo un
cenno al killer con la chiave e alla fine...
Uno schianto improvviso echeggi quando la porta
della stanza venne aperta con un calcio, seguito da un grido
che mor all'istante sotto una raffica di schiocchi. Erano
i proiettili che si piantavano nei muri, nei mobili, in qualunque
cosa si trovasse sulla linea di tiro.
Mulcahy si protese verso il cassetto del cruscotto, apr
lo sportellino, prese l'astuccio degli occhiali da sole e la pelle
di daino in cui era nascosta la pistola. Poi socchiuse la
portiera e, trattenendo il fiato, riusc a infilarsi nello stretto
spazio che separava la Chevrolet dalla Pontiac.
La secca raffica di spari silenziati cess. I suoni della
TV accesa echeggiarono dalla porta aperta. Mulcahy apr
la pelle di daino e prese la pistola e un caricatore, che infil
in tasca per poi prelevare il silenziatore dall'astuccio degli
occhiali da sole e avvitarlo alla canna della Beretta.
I killer stavano certamente controllando la stanza, assicurandosi
che le prime due vittime fossero morte. Poi si
sarebbero messi a cercare la terza.
Si accert di aver montato a dovere il silenziatore, tolse
la sicura alla Beretta e prese a strisciare tra le macchine,
puntando verso la Jeep con cui erano arrivati i messicani.
Il vetro oscurato rendeva difficile guardare dentro, ma non
sembrava esserci nessuno e il motore era spento. Due killer,
allora. In una squadra di tre, uno restava sempre al volante.
Raggiunse la Buick impolverata e cautamente si sporse
fuori.
Uno dei due bastardi, il conducente, era fermo in piedi
appena oltre la porta. Gli dava le spalle e il tessuto della
giacca si tendeva sulle spalle, indicando che teneva la pistola
davanti a s con due mani. Mulcahy si avvicin, tenendosi
basso e non perdendolo mai di vista. Poteva sparargli
in qualsiasi momento ma, visto che i silenziatori rendevano
le armi assai imprecise, pi si avvicinava e pi possibilit
aveva di centrarlo in pieno. Non vedeva l'interno della
stanza, ma probabilmente Tyson si trovava davanti alla
porta del bagno, pronto ad aprirla e a esplodere una raffica
di pallottole all'interno. Nel massimo silenzio continu ad
avanzare, accrescendo le possibilit di liquidare il killer al
primo colpo. Fu allora che ud una voce venire da dentro.
Una voce che conosceva bene.
 andato da quella parte. Carlos emerse da dietro il
killer sulla porta e indic il corridoio in cui si trovavano i
distributori. Ha detto che voleva prendere del ghiaccio.
La piccola serpe impugnava una pistola, una Glock
senza silenziatore. Allora era una squadra di tre killer, dopotutto.
Prese di mira Carlos proprio mentre lui voltava la testa
e lo vedeva. Fu rapido ad alzare la Glock, ma non abbastanza.
Mulcahy premette due volte il grilletto, colpendolo
in pieno petto. Carlos sussult, poi cadde a terra senza un
grido.
Il killer si volt, puntando la lunga canna della pistola
verso il punto da cui erano partiti i colpi. Mulcahy spar di
nuovo, dapprima un colpo e poi un altro per buona misura,
facendolo cadere all'indietro nella stanza con il corpo che
restava fuori per met.
A quel punto balz in piedi e prese a correre, inondando
la stanza di proiettili nella speranza di colpire Tyson
almeno una volta o, comunque, di tenerlo inchiodato finch
non riusciva a entrare. Raggiunse la porta e scavalc il primo
killer, spalancando gli occhi per abituarsi alla penombra
dell'interno.
Javier giaceva morto nell'angolo pi lontano, una striscia
di sangue sulla parete dietro di lui. Di Tyson non c'era
traccia. Mulcahy si lanci di lato, appostandosi dietro il
letto per sfruttare il poco riparo che offriva e tenendo gli
occhi e la pistola puntati sulla porta del bagno.
La TV gettava la sua luce tremolante nella penombra
della stanza e i toni modulati del telegiornale riempivano il
silenzio. Cerc di distinguere un respiro o, magari, lo scatto
di una pistola che veniva ricaricata. Pens di sparare alla
televisione per sentire meglio, ma aveva gi esploso dieci
colpi e la Beretta ne conteneva solo undici. Doveva ricaricarla,
ma Tyson poteva averli contati e forse aspettava in
bagno per sentire il rumore del caricatore che veniva estratto,
pronto ad approfittare dei pochi istanti in cui restava
disarmato.
Il suo sguardo and ai due bastardi che aveva eliminato.
Carlos giaceva sulla schiena, gli occhi aperti e puntati
su una grossa macchia d'umidit che sporcava il soffitto.
Il killer era caduto accanto a lui, con le gambe che sporgevano
fuori dalla porta. Doveva tirarlo dentro prima che
qualcuno lo vedesse ma, per farlo, doveva dare le spalle
alla stanza e quindi a Tyson. Prese il nuovo caricatore dalla
tasca e torn a studiare il corridoio.
Non c'era sangue vicino al bagno o sulle piastrelle
bianche del cucinino, n sentiva un respiro affannoso o i
tipici, faticosi movimenti di qualcuno che lotta contro il
dolore o lo shock. Quindi, non l'aveva colpito. Rifiutava di
pensare che fosse stato cos fortunato da centrarlo in pieno
e farlo cadere all'indietro dove non riusciva a vederlo. Era
una possibilit troppo remota per farci affidamento e con
tipi come quelli bastava un solo errore per beccarsi una pallottola.
Aveva visto troppa gente morta con un'espressione
di assoluto stupore in volto.
Alz il caricatore pieno e lo tenne davanti a s, cambiando
l'angolo di tiro in modo da tenere sotto controllo un
punto poco pi avanti della porta del bagno, un metro da
terra e mezzo metro dalla parete. Poi inspir profondamente,
lasci uscire il fiato piano piano e mosse il pollice sulla
Beretta fino a premere il tasto di espulsione.
Non appena il caricatore usc con uno scatto, un'ombra
si mosse tra il bagno e il cucinino. Mulcahy si alz, spar
il colpo in canna, poi torn ad abbassarsi e inser in fretta
il nuovo caricatore nel calcio della Beretta. Tolse la sicura
e studi la situazione sbirciando nello spazio tra il letto e
il pavimento. Tra involucri appallottolati di preservativi e
batuffoli di polvere, distinse chiaramente una forma scura
accanto alla porta del bagno. Si trascinava a terra, puntando
verso la pistola caduta sulle piastrelle a un metro di
distanza.
Mulcahy si alz, prendendo la mira mentre aggirava
il letto. Spar due colpi: il primo si piant tra le scapole di
Tyson, sollevando uno sbuffo di candido cotone e goccioline
rosa. Il secondo centr il killer in testa, staccando un
grosso frammento d'osso che schizz roteando sulle piastrelle
bianche fino a fermarsi contro la parete opposta. Lui
avanz tenendo Tyson sotto tiro e, non appena vide che
era morto, afferr il telecomando e abbass il volume della
TV per sentire eventuali sirene o passi che si avvicinavano.
Dopodich gett la pistola sul letto e trascin Carlos nella
stanza, lasciandolo accanto a Javier per poi afferrare l'altro
killer per le braccia. Era molto pi pesante di Carlos e dovette
tirare forte per spostarlo. Qualcosa schiocc nel torace
dell'uomo, che apr gli occhi e grid per il dolore.
Lasci andare le braccia di quel bastardo come se fossero
serpenti a sonagli, poi prese la Beretta e la punt contro
di lui. Il sangue usciva a fiotti dalle ferite sul torace, che
per si alzava e si abbassava piano. Respirava.
Era ancora vivo. E in mano sua.
...
.
...
Capitolo 19.
...
.
...
L'ambulanza si ferm all'ombra del cartello stradale, con
la sirena che continuava a lacerare l'aria mentre dottori e
paramedici si accalcavano vicino al portellone posteriore.
Tutti gli altri si tennero a distanza, cupamente affascinati e,
al contempo, timorosi per ci che stava per uscire.
Solomon conosceva gi l'orribile spettacolo che li attendeva.
L'odore di carne bruciata, stranamente familiare,
era inconfondibile e annunciava a chiare lettere la gravit
della situazione. Non appena l'autista spense la sirena, urla
acute echeggiarono da dentro.
Tenga. Billy Walker comparve accanto a lui e gli porse
un cappellino da baseball, per poi puntare lo sguardo
sull'ambulanza.  il meglio che ho trovato. Le ho portato
anche un paio di scarpe da lavoro.
Grazie. Solomon prese gli scarponi e guard il cappello.
Aveva un fiore rosso come logo e recava il nome di
un diserbante. Se lo calc sulla testa, piegando la visiera
con le mani fino a quando non si ritrov a guardare l'ambulanza
da sotto una specie di arco scuro.
Billy gli porse un tubetto quasi esaurito di crema solare
ad alta protezione. Forse anche questo le torner utile.
Le urla si fecero pi forti quando il portellone venne
aperto. Segu il secco sferragliare dei supporti mobili della
barella, poi un uomo o meglio, ci che ne restava, venne sospinto
verso l'ospedale da campo. Giaceva contorto e bruciato
sulle candide lenzuola inamidate, il corpo che tremava,
le mani piegate come artigli dal terribile calore. Le dita
si chiudevano e si aprivano a scatti nell'aria piena di fumo
mentre grida roche e disumane gli sfuggivano dalla gola
ustionata dalle fiamme.
Accidenti! esclam Billy, gli occhi sgranati dall'orrore.
Ma quello  Bobby Gallagher. Guidava la livellatrice. I
paramedici spinsero la barella dentro l'ospedale da campo
e i dottori si raccolsero subito attorno al ferito. Pensa che
riusciranno a salvarlo?
Solomon premette il tubetto e si spalm la crema sul
collo e sul dorso delle mani. Era unta e l'odore lo disgustava,
ma il fastidio del sole sulla pelle era insopportabile.
Loro? chiese. Non hanno la minima possibilit.
Bobby Gallagher guardava le facce sopra di lui. Occhi
pieni di preoccupazione lo fissavano.
Un dottore si sporse in avanti, coprendo tutti gli altri.
Gli stava parlando, vedeva la sua bocca muoversi, ma non
sentiva nulla. C'era troppo rumore e qualcuno stava urlando
a pi non posso. Almeno non provava alcun dolore. Meglio
cos, no? Senza dubbio sembrava un buon segno.
Una luce si accese, quella di una mini torcia. Il dottore
gliela puntava in un occhio e il mondo parve illuminarsi
di un chiarore bianco latte, come una specie di fumo che
avvolgeva ogni cosa... fumo...
L'incendio!
Aveva visto la lingua di fuoco protendersi verso di lui,
spuntando dal deserto che ardeva ormai come la superficie
del sole. Sospinto dal vento, l'incendio si era avvicinato
all'improvviso passando da un arbusto all'altro come se
fosse dotato di volont propria. Mai aveva pensato che le
fiamme potessero propagarsi cos rapidamente: erano molto
pi veloci della vecchia livellatrice, ma non veloci quanto
la Dodge su cui aveva messo gli occhi, quella grigio argento
con i vetri oscurati e un motore V8 sotto il cofano. La
Dodge s che gli avrebbe permesso di fuggire in tempo: voleva
comprarla, ma sarebbe rimasto senza soldi e stava risparmiando
per qualcos'altro. Era proprio curioso di vedere
la faccia del vecchio Tucker quando, alla fine dell'estate,
avrebbe incassato tutti gli straordinari accumulati durante
l'anno per poi comprare quel magnifico anello e infilarlo
al dito di Ellie. Oro a diciotto carati su cui spiccava un diamante
da un carato a forma di cuore: tremila e cinquecento
dollari puliti, tutti i suoi risparmi fino all'ultimo cent. Ma
lei valeva questo e altro. E il vecchio Tucker, che lo trattava
sempre come se non fosse neppure degno di pronunciare il
nome di sua figlia, sarebbe diventato verde di rabbia.
La luce della mini torcia si spense e il dottore si avvicin,
la bocca si muoveva ancora. Tutto sembrava succedere
cos lentamente, come se accadesse sott'acqua. Ma chi diavolo
stava gridando in quel modo? Gli ricordava un grido
sentito tanto tempo prima e ripensarci gli caus un tale
sgomento da farlo tremare come una foglia nonostante il
caldo soffocante.
Una volta, a otto anni, era andato a caccia con suo
padre. Quasi subito avevano trovato le tracce di un cervo
dalle grandi orecchie, un vecchio maschio che li aveva portati
a spasso per tre ore. Alla fine lo avevano avvistato, ma
invece di sparargli, pap aveva porto a lui il fucile. Era il
Remington appeso sulla cappa del camino, quello con il
calcio in noce graffiato dalle guance ispide di suo padre e
di suo nonno. Un gran bel fucile, che per pesava un sacco
e faceva male al dito per la forza con cui bisognava premere
il grilletto.
Forse per il peso del fucile o magari per l'emozione di
stringere tra le mani un'arma destinata a un uomo adulto,
quando aveva preso di mira il vecchio cervo, il cuore gli
batteva cos forte da temere che l'animale lo sentisse anche
se distava pi di cento metri. Lo aveva visto alzare il muso,
annusare l'aria e tendere i muscoli mentre si preparava a
fuggire ancora, e allora aveva premuto il grilletto, mirando
alla testa ma procurandogli invece un gran buco nella
pancia. Il cervo era corso via, lasciandosi dietro una scia
di sangue. Suo padre non aveva detto una parola, si era
limitato a riprendere il fucile e poi, portando con una sola
mano quell'arma che a lui sembrava cos pesante, si erano
lanciati all'inseguimento.
La scia di sangue fresco riluceva sull'arida terra arancione
del deserto. E il cervo bramiva mentre correva, urla
disperate che sembravano piene di rabbia, dolore e disperazione.
Anche pi tardi, mentre sedeva sul duro banco di
legno in chiesa e ascoltava il reverendo declamare i suoi
sermoni tutti inferno e dannazione, quelle urla gli riempivano
la mente. Era cos che doveva suonare l'inferno, pieno
delle grida tormentate di anime intrappolate per sempre, le
stesse grida che sentiva adesso.
Il dottore si chin di nuovo su di lui, avvicinando la
testa nella nebbiolina bianco latte. Ancora non riusciva a
capire una parola. Cerc di dirglielo, prov a chiedergli di
fare smettere quelle grida, ma riusc solo a tirare un faticoso
respiro e le grida cessarono. Allora riprov a parlare e le
grida ripresero, pi forti di prima, tanto forti da vibrargli
nel torace. Solo in quel momento si rese conto che era lui a
gridare e cominci a piangere.
Avevano raggiunto il cervo non molto dopo, trovandolo
inginocchiato a terra come se stesse pregando. Voleva
sparargli e porre fine alla sua agonia, ma era suo padre a
stringere il fucile e non osava chiederglielo. Erano restati
fermi a poca distanza, guardando l'animale mentre cercava
di rialzarsi, con gli occhi che si rivoltavano all'ins e
quel suono terribile che gli usciva dalla bocca. Lui si era
voltato per non vedere quella scena orribile, ma suo padre
gli aveva posato una mano sulla testa e lo aveva costretto
a girarsi.
Devi guardare gli aveva detto. Devi guardare e
ricordare, perch questo succede quando non fai le cose
bene. Hai combinato un disastro. Hai rovinato tutto.
Lo shock di sentirsi rimproverare in quel modo da suo
padre, un pap buono e dignitoso che non l'aveva mai sgridato
duramente fino a quel giorno, l'aveva colpito pi della
vista del cervo morente e dei bramiti che lanciava negli ultimi
attimi di vita.
Scusa... pap mormor come allora e il dottore torn
a chinarsi su di lui mentre quelle parole sembravano riecheggiare
in un grido terribile.
Credo che abbia chiamato suo padre disse il dottore.
Bobby, stiamo facendo tutto il possibile per te. Cerca
di resistere. Tieni duro! esclam qualcun altro.
Aveva cercato di allontanarsi dalle fiamme, ma la
dannata livellatrice funzionava a dovere solo sul terreno
pianeggiante e le asperit lo tenevano troppo vicino all'incendio.
Poi, di fronte a lui, aveva visto il posto giusto per
svoltare e allora aveva cercato di raggiungerlo, tanto preso
nello sforzo da non accorgersi del muro di fuoco che
avanzava da sinistra. Avrebbe potuto saltare gi e darsela
a gambe, ma questo avrebbe significato perdere la grossa
macchina e sapeva quant'era importante per salvare la citt.
E adesso persino il vecchio Tucker gli avrebbe mostrato
un po' di rispetto, visto che si era comportato da eroe.
La vampata l'aveva investito come un colpo di maglio,
bruciandogli i capelli, ustionando le dita con cui stringeva
il manubrio. Lui aveva socchiuso gli occhi e proseguito,
trattenendo il fiato come se fosse sott'acqua e premendo
l'acceleratore a tavoletta. Sapeva che, se avesse respirato,
le fiamme avrebbero raggiunto i polmoni bruciandolo da
dentro. L'unica era tener duro, pensare a Ellie, all'anello col
diamante e puntare dritto verso la spianata. Dopo pochi
istanti l'aveva raggiunta, svoltando verso le montagne e
proseguendo fino a portare la livellatrice al sicuro. Altro
non ricordava.
Torn a guardare il volto del dottore e cap che il fatto
di non sentir dolore non annunciava nulla di buono. Ma
non gli importava di se stesso: era il pensiero di Ellie a riempirlo
di dolore. Forse il vecchio Tucker aveva ragione,
forse lei se la sarebbe cavata meglio senza di lui. Aveva trascorso
una vita intera a fuggire da quel bramito, da quel
grido di rabbia, dolore e disperazione, e adesso era lui a
lanciarlo.
Mi spiace prov a dire. Ho combinato un disastro.
Ho rovinato tutto.
E fu allora che vide avanzare un uomo dal pallore innaturale.
...
.
...
Capitolo 20.
...
.
...
Mulcahy raggiunse la porta tenendosi il pi possibile lontano
dal killer ferito, poi guard fuori verso il parcheggio.
Non un movimento. Guard le finestre sul ballatoio, prima
a destra e poi a sinistra per vedere se qualche tenda ondeggiava,
ma anche qui tutto pareva immobile.
Chiuse la porta e tir la tendina della finestrella, poi si
volt verso il sicario steso a terra.
Giaceva sulla schiena, con le immagini dell'incendio
trasmesse dalla TV accesa che lo riempivano di riflessi rosso
fuoco dando l'impressione che stesse ardendo a sua volta.
Rantolava piano, un suono basso e pervasivo che sembrava
uscirgli dritto dal torace e si premeva le mani sulla
ferita al petto con tanta forza da trasformare il sangue che
gli inzuppava la camicia in bava rossiccia che spuntava tra
le dita. L'altro proiettile gli aveva bucato la pancia, ma lui
non sembrava accorgersene anche se la macchia si allargava
sempre pi, diventando quasi nera nella penombra della
stanza.
Si inginocchi accanto a lui, tenendogli la pistola puntata
alla testa. Ehi gli disse. Mi senti? Riesci a parlare?
Lo vide aprire gli occhi e allora chiese: Come ti chiami?.
La bocca del killer si pieg in una smorfia di dolore.
Luis gli disse tra i denti insanguinati.
Okay, Luis, io sono Mike. Ascolta, non ti prender in
giro dicendoti che andr tutto bene. Sei un bastardo, volevi
ammazzarmi e ti sei beccato una pallottola nel petto e una
nello stomaco. Sanguini, ma non sar l'emorragia a ucciderti.
Creperai prima per l'acido gastrico che si sta rovesciando
nelle tue interiora oppure per il sangue che ti riempir i
polmoni, impedendoti di respirare. La buona notizia, per,
 che, se riceverai delle cure mediche adeguate entro dieci o
quindici minuti, potresti anche cavartela. Prese il cellulare
e glielo agit davanti agli occhi. Quindi, vuoi che chiami
un'ambulanza, Luis?
Il killer trem come se gelasse dal freddo, anche se la
camera era diventata caldissima a causa della porta rimasta
aperta cos a lungo. Faticosamente annu.
Ottima scelta. Mulcahy si sporse in avanti. Ma prima,
devi dirmi per chi lavori.
Luis chiuse forte gli occhi e gemette. Poi respir, emettendo
un gorgoglio che non prometteva nulla di buono.
Fottiti rispose, stringendo le labbra per il dolore.
Mulcahy annu. Ah, Luis, come sei ridotto. Soffri a
ogni respiro, sei debole come un gattino, ma da vero duro
preferisci morire pur di non parlare. Ti ammiro, sai? Dico
davvero, anche se so che ti stai sacrificando inutilmente.
Perch nessuno sapr nulla del tuo coraggio, visto che io
sparger la voce che hai parlato e tutti sputeranno sulla tua
tomba. Quindi, pensaci bene: vuoi continuare a vivere per
un po', magari per molti, molti anni, oppure crepare per
nulla in questo fetido motel?
Luis lo guard attraverso gli occhi socchiusi, pensandoci
sopra. Mulcahy sapeva, per esperienza, di aver
raggiunto il punto di svolta, il momento in cui la vittima
decide di parlare o di tacere per sempre. A volte, la cosa
migliore  stare zitti e lasciare che un moribondo si alleggerisca
la coscienza dicendo tutto ci che sa. Altre ci vuole un
incentivo per spingerlo a collaborare. Il trucco  sempre lo
stesso: capire con chi hai a che fare. Luis sembrava un tipo
grande, grosso e taciturno, uno che era felice di restare in
silenzio nel suo angolo mentre gli altri facevano i piani. E
quindi, decise di spronarlo proponendogli un'alternativa.
Facciamo cos riprese, il tono basso e persino amichevole.
Adesso ti dico un nome e, se  quello giusto, tu
annuisci. In questo modo ne uscirai vivo e potrai dire in
giro che non hai parlato senza neppure mentire, okay?
Dannazione, gli occhi di Luis si stavano appannando. Nel
giro di un minuto non sarebbe stato neppure in grado di
annuire. Lavori per Papa Tio?  stato lui a mandarvi?
Luis non si mosse, ma continuava a guardarlo con gli
occhi socchiusi.
Hai sentito quello che ho detto? Lavori per Tio?
Il killer tir un gorgogliante respiro, chiuse di nuovo
gli occhi per il dolore e poi scosse la testa, un lento movimento
che lo fece trasalire per lo sforzo.
Mulcahy sedette a terra e si volt verso Carlos, morto
stecchito con un'espressione stupefatta in volto. Fin da
quando l'aveva visto comparire sulla porta con una pistola
in pugno sospettava che non ci fosse Tio dietro quella storia.
Il grande boss non avrebbe mai affidato a un estraneo
un lavoretto di quel tipo, non se poteva contare su un membro
della famiglia.
Torn a guardare Luis per proporgli un nuovo nome,
ma si accorse che era troppo tardi. Aveva gli occhi rovesciati
all'indietro e teneva la bocca spalancata, ma la ferita
nel petto non sanguinava quasi pi. Stava soffocando, con
i polmoni pieni di sangue che non inspiravano pi aria. E
difatti emise un ultimo, debole rantolo e poi la testa cadde
di lato. Mulcahy gli premette due dita sul collo e non sent
alcuna pulsazione.
Si rialz, afferr la manica della giacca che gli copriva
il braccio sinistro e la tir indietro, il pi possibile. L'avambraccio
era quasi completamente coperto dal tatuaggio
multicolore di Santa Muerte, con il teschio sogghignante
sotto il cappuccio nero e le mani scarnificate che reggevano
la sfera e lo scettro. Nulla di nuovo, visto che era il
tatuaggio preferito dai membri delle gang messicane. L'avambraccio
destro, per, raccontava una storia completamente diversa.
Sul polso aveva tatuato il filo spinato che dichiarava
al mondo intero la sua personale conoscenza delle carceri,
messicane o americane che fossero. Ma lo sguardo di Mulcahy
and alla colonna di numeri romani accuratamente
allineati, da I a IV, di fianco a una pistola con la canna rivolta
verso il palmo della mano. Quella indicava che Luis era
un killer, un sicario professionista del suo cartello, mentre
i numeri romani si riferivano alle vittime importanti che
aveva eliminato nella sua carriera. Sul calcio della pistola
comparivano delle tacche: quindici in tutto, tatuate con
un semplice ago intinto nell'inchiostro. Erano le cosiddette
uccisioni minori, i passanti, i poliziotti ammazzati durante
gli incarichi o magari per caso. Ricordavano le tacche che
i piloti si facevano dipingere sulla carlinga dei loro aerei:
stesso principio, guerra diversa. Ma solo un cartello usava
i numeri romani per ricordare le vittime importanti, un
omaggio alla fede cattolica che diceva di professare e di difendere:
Los Santos Latinos, i rivali pi spietati di Papa Tio.
Estrasse il cellulare dalla tasca per scattare una foto
e in quel momento vide un messaggio. Chiamata senza risposta.
Pap. Tirando un respiro di sollievo, si ripromise di
chiamarlo non appena usciva da quel casino. Adesso, per,
era pi importante fare un po' di pulizia.
Scatt una foto all'avambraccio di Luis, poi la controll
per assicurarsi che fosse perfettamente a fuoco. Doveva
esserlo, perch se i numeri romani da I a III apparivano finiti
da tempo, il IV era appena abbozzato, pronto per venir
completato non appena il lavoro fosse andato a buon fine.
Solo una vittima meritava di venir ricordata in quel modo
e sicuramente non si trattava di lui o di Javier.
Adesso s che le cose cominciavano a quadrare. Era
Carlos l'infiltrato, l'uomo che doveva controllarli, non Javier.
Tramite il cellulare, trasmetteva di continuo la loro
posizione alla squadra incaricata di eliminarli. Per questo
si mostrava cos taciturno, perch sapeva cosa stava per
succedere e temeva la reazione dei killer quando avrebbero
visto che il figlio di Tio non era l con loro. Probabilmente
lo faceva per pagare qualche debito, tradendo una banda di
assassini per placarne un'altra nella speranza di uscire da
una situazione di merda per infilarsi in un'altra, un po' pi
accettabile. Lui sapeva tutto di quel tipo di scambio. Mise
in tasca il cellulare e si alz.
Muovendosi con grande esperienza alla luce tremolante
della TV, pul con il fazzoletto tutto ci che aveva toccato
da quando aveva messo piede in quella stanza. Scatt
qualche altra foto, poi intasc il cellulare di Javier con la
cover d'oro tempestata di brillanti. Quindi prese uno dei
sacchi della lavanderia e raccolse le pistole.
Luis e Tyson usavano le FN Five-seven, meglio conosciute
come mata politia o ammazza poliziotti, per la loro
capacit di penetrare i giubbotti antiproiettile. Inoltre,
ognuno di loro aveva addosso due caricatori pieni e un migliaio
di dollari in contanti. Nelle tasche di Luis trov le
chiavi del Cherokee e prese anche quelle, oltre al coltello
che Javier portava nascosto in uno stivale. Chiuse il sacco,
poi estrasse il telefono dalla tasca, trov la chiamata persa
e selezion richiama.
Fermo davanti alla porta chiusa, controll la stanza
per l'ultima volta mentre aspettava che suo padre rispondesse.
Il suo sguardo and alla TV, che continuava a trasmettere
le immagini del deserto che bruciava mentre un
reporter mostrava le foto dell'aereo che aveva provocato
quel disastro. Poi, nella stringa sottostante, vide passare la
notizia di un possibile superstite: senza pensarci fece un
passo avanti, incapace di credere a ci che stava leggendo.
In quel momento, qualcuno rispose alla chiamata.
Pronto disse una voce. Non era quella di suo padre.
...
.
...
Capitolo 21.
...
.
...
Solomon guard l'uomo disteso sulla barella.
I medici applicavano al paziente i protocolli di soccorso
avanzato, sollevandogli le gambe ustionate e annerite,
prendendo la temperatura con un termometro digitale non
a contatto, coprendolo con lenzuola sterili per prevenire
l'ipotermia. E poi gli parlavano, dicendo che stava andando
tutto bene, incitandolo a resistere, facendogli coraggio
con la promessa di mandarlo in elicottero al centro grandi
ustionati di Maricopa. Erano troppo occupati per accorgersi
dell'estraneo infiltratosi tra loro, ma il giovane uomo sulla
barella lo vide e punt su di lui due occhi lattiginosi che
prima dovevano essere azzurri.
L'umore acqueo dell'occhio umano  una proteina, gli disse
la sua mente. Quando lo scaldi, diventa bianco come un uovo
sodo.
Lasci correre lo sguardo su quel corpo martoriato,
che tendeva a piegarsi in posizione fetale a causa delle contrazioni
muscolari provocate dalle ustioni. I medici stavano
tagliando ci che restava dei vestiti prima che la carne si
gonfiasse tanto da renderli stretti come lacci emostatici.
Lo guard negli occhi e sorrise. Emanava un odore
penetrante, un fetore quasi dolce di carne umana abbrustolita.
Ricordava a tal punto il maiale da fargli capire perch
alcune trib cannibali la definivano carne del maiale lungo.
Tese la mano e la pos su un braccio ridotto a un moncone
annerito, con la sua pelle candida che spiccava su quelle
carni bruciate in un tragico, orribile contrasto.
Ehi! grid una voce sorpresa e rabbiosa. Si allontani
subito! Non tocchi il paziente!
Solomon strinse la mano di quel poveretto, sapendo di
non procurargli alcun dolore. Riusciva a sentire i profondi
tagli che aveva nella carne e, quando guard le dita, vide il
bianco di una falange distale sporgere fuori da quello che
prima era un polpastrello. Il danno era cos esteso da aver
distrutto tutte le terminazioni nervose. Anche se fosse sopravvissuto,
quella mano sarebbe rimasta completamente
insensibile per il resto della vita. Tuttavia la strinse lo stesso,
facendo in modo che l'uomo lo vedesse.
Deve andarsene, signore.
Ci che state facendo  una perdita di tempo disse
Solomon, sempre guardando quel volto ustionato.
Questo lo lasci decidere a noi, se non le spiace!
Ma io non stavo parlando del vostro tempo replic
lui. Parlavo del suo.
Morgan avanz dietro di lui e gli strinse la spalla con
decisione. Lo lasci andare e si allontani. Sta impedendo ai
dottori di salvarlo!
Solomon non si volt neppure. Suppongo che conosciate
tutti la regola del nove disse invece al medico.
Mi scusi?
La regola del nove: si assegna un multiplo di nove
alle varie parti del corpo per stimare rapidamente la gravit
delle ustioni.
Io... s, certo che conosco la regola del nove.
E l'ha applicata a questo paziente?
Mr. Creed disse Morgan. Non lo ripeter pi.
No, aspetti intervenne il dottore, tornando a guardare
il paziente sulla barella. Tutto era accaduto cos rapidamente
da far partire in lui una sorta di pilota automatico,
spingendolo ad applicare il trattamento base. Gli aveva
controllato le vie respiratorie e le pulsazioni, si era accertato
che le gambe fossero rialzate per facilitare l'afflusso di sangue,
ma non aveva applicato la regola del nove. D'altro canto
non erano attrezzati per ustioni cos gravi, quindi non
potevano far molto. Potevano solo cercare di stabilizzarlo
prima di mandarlo in un centro specializzato. Lo lasci
qui disse a Morgan.  okay. Forse pu aiutarci.
Lo sceriffo avvamp come se il dottore l'avesse schiaffeggiato,
ma lasci andare Solomon e si allontan.
Lei  uno specialista? Come fa a conoscere la regola
del nove? gli chiese il medico.
Non lo so rispose lui, tornando a guardare l'uomo
sulla barella e stringendogli un poco le dita distrutte.
Quel tizio lo guardava, gli occhi grigio intenso, la pelle
e i capelli bianchi come nuvole. Aveva un aspetto cos straordinario
da far pensare a Bobby che lo stesse solo immaginando,
ma il dottore gli parlava e lui rispondeva con una
voce cos bassa da sembrare lontanissima. Poi era tornato
a sorridergli e a stringergli la mano, chinandosi su di lui e
permettendogli di vedere solo la sua faccia.
Sei vicino gli disse con quella voce cos bassa e tranquilla.
Sai cosa intendo, vero?
Lui cerc di annuire, ma il collo era troppo rigido.
Sembrava un pezzo di legno.
L'uomo inclin la testa di lato, come se avesse percepito
qualcosa di curioso in lui.
Hai paura?
Bobby ci pens sopra, rigirando la questione come si
rigirava il coltellino tra le mani quand'era uno sbarbatello.
Un po' di paura l'aveva, ma nulla di paragonabile al terrore
e allo smarrimento provati in altri momenti della vita,
per esempio il giorno in cui sua madre era stata male...
per poi rivelargli sul letto d'ospedale che sarebbe morta
perch aveva un tumore incurabile e nessuno poteva farci
nulla.
Pi che paura, provava un immenso rammarico. Piangeva
all'idea di non vedere pi Ellie, di non poterle stare accanto
per aiutarla nelle piccole cose della vita. E, per quanto
assurdo sembrasse, la cosa che pi lo faceva piangere era
l'idea che quella sera non si sarebbe seduto accanto a lei tenendole
la mano e dicendole che andava tutto bene, per poi
ridere insieme dell'ansia che l'aveva pervasa quando aveva
sentito cosa gli era accaduto.
Era... troppo rapida.
Lo strano forestiero si avvicin ancora, voltando la testa
per sentire meglio i suoi sussurri.
Che cosa era troppo rapida?
Quella cosa... nel fuoco. Era viva. Bobby deglut e
scopr di non riuscirci. Ditele che mi dispiace. Ditele che
andava fatto. Ditele che star bene...
Come si chiama? gli chiese lo straniero. Le dir che
pensavi a lei. Le dir che il suo nome  stata l'ultima parola
che hai pronunciato.
Quella voce era come un balsamo che curava ogni sofferenza.
Ellie gli rispose. Ellie Tucker.
Un brivido lo scosse, cos violento da far tremare la barella.
Voleva chiudere gli occhi, ma non voleva smettere di
guardare il forestiero. C'era qualcosa di incredibile in lui,
gli sembrava di guardare in un profondo oceano azzurro.
Non aveva pi paura, n si sentiva triste. Si sentiva leggero,
senza peso e quell'uomo era l'unica cosa che lo teneva ancorato
a questo mondo.
Mi spiace, Ellie disse di nuovo. Poi chiuse gli occhi e si arrese.
...
.
...
LIBRO QUARTO.
...
.
...
Soldato sconosciuto: Generale, l'Arizona ha bisogno solo di buoni cittadini e di pi acqua.
Generale Sherman: Figliolo, questo  ci di cui ha bisogno anche l'inferno.
Apocrifo.
...
.
...
Estratto da: RICCHEZZA E REDENZIONE. LA NASCITA DI UNA CITT.
...
Memorie del Reverendo Jack "King" Cassidy.
...
Lasciammo le rovine fumanti della missione e in
meno di un giorno giungemmo a Fort Huachuca, tanta era
la fretta di allontanarsi da quello scempio orribile. Al forte
restai solo tre giorni, quanto bastava per acquistare con gli
ultimi soldi di padre O'Brien tutto ci che mi serviva per
spingermi a Sud nello sconfinato deserto in cui, ne ero certo,
immense ricchezze mi aspettavano.
Comprai carne secca, tutte le provviste e l'acqua extra
che il mio mulo poteva portare, oltre a una mappa che illustrava
i territori conosciuti a sud del forte. Indicava anche
le sorgenti e il sergente Lyons, il furiere del distaccamento,
me ne parl bisbigliando in gran segreto per poi estrarla da
sotto il tavolaccio che fungeva da bancone della fureria. Me
l'apr davanti agli occhi e, toccandosi il naso tutto il tempo,
ne lod l'accuratezza, guardandosi attorno come se temesse
di venire scoperto. Era propriet dell'esercito, spieg, e
quindi non avrebbe potuto venderla a un civile. Convinto,
mi separai dagli ultimi dieci dollari pur di assicurarmela e
lo considerai un affare, poich l'acqua vale pi dell'oro nel
deserto e sapevo che le sole preghiere non sarebbero bastate
per sopravvivere.
Poi attesi la luna piena, intenzionato a partire nottetempo
per evitare il calore del giorno e beffare gli occhi
maligni che potevano pur sempre sorvegliare il forte da
lontano. Passai il tempo rileggendo i passaggi sottolineati
nella Bibbia e a volte guardavo a sud, verso l'ampia e arida
distesa al di l dell'alta palizzata in legno, anche se non
sapevo bene che cosa sperassi di vedere. La sola indicazione
in mio possesso, ammettendo che si potesse definire
tale, era un piccolo disegno tracciato dalla mano di padre
O'Brien sulla pagina finale delle Scritture: due sciabole incrociate
con una freccia rivolta verso sud e un versetto del
Deuteronomio trascritto proprio accanto.
Egli lo trov in una terra deserta, una landa piena di ululati solitari.
Lo educ, ne ebbe cura, lo allev...
Pensai che le sciabole si riferissero al forte, poich erano
il simbolo della cavalleria. Il resto, conclusi, doveva essere
una prova della mia fede o, magari, della mia sanit
mentale.
Partii poco dopo la mezzanotte di un giorno che inaugurava
un nuovo mese: il primo d'aprile, il giorno perfetto
per lanciarsi nell'impresa pi folle. La notte era gelida
quanto il giorno soffocante e procedevo avvolto nella coperta
per scaldarmi almeno un poco. Il mulo era carico di
tutte le provviste, ma io reggevo la Bibbia e la croce, poich
erano la mia guida e la mia bussola. E anche, lo sapevo con
certezza, il mio scudo contro tutto il male che mi attendeva
l fuori.
Un gruppo di cercatori d'oro mi vide uscire. Erano
accampati vicino alla garitta della sentinella, raggruppati
attorno al fuoco che, oltre a scacciare il freddo, illuminava
l'arida terra su cui lanciavano i dadi. Bevevano, passandosi
fiaschette di whisky e si giocavano sulla parola le fortune
che dovevano ancora trovare. I loro volti apparivano grotteschi
ai tremuli riflessi gettati dalle fiamme: sembravano
demoni profani, come i doccioni delle antiche cattedrali e
la loro vista mi mand un brivido lungo la schiena che rivaleggi
con quelli che gi suscitava l'aspra natura di quei luoghi.
Toh, ecco Ges disse uno di loro mentre aspettavo
che i soldati di guardia mi aprissero il cancello, indicando
la croce con la pallida figura del Signore che portavo sulla
schiena al posto del fucile. Riconobbi quella voce: apparteneva
a uno scozzese di nome Garvie, giunto al forte col mio
stesso convoglio. Quando beveva cercava la compagnia del
prossimo, mentre da sobrio era solitario e taciturno. Quella
sera, teneva banco rumorosamente grazie al whisky. Dove
vai, predicatore? L fuori non troverai Dio grid tra gli
sghignazzi dei suoi laceri compari. Troverai solo demoni,
inferno e dannazione!
Uscii con le risate che si spegnevano alle mie spalle,
sentendo il peso della croce e, aggrappandomi forte alla
mia Bibbia, mi accorsi di tremare molto pi per il gelo che
avevo nel cuore che per quello della notte nel deserto.
Fu solo durante la seconda settimana di marcia, quando
le scorte d'acqua cominciavano ad assottigliarsi, che
presi a seguire la mappa acquistata in gran segreto dal sergente.
Le indicazioni erano vaghe, le distanze misurate non
in miglia ma in giorni di cammino, tuttavia, alcune cose
combaciavano col panorama che vedevo e cos seguii il riferimento
offerto da una cresta rocciosa che si ergeva a est,
protendendosi verso sud come una grande, fragile spina
dorsale che spuntava dall'arido terreno. La mappa indicava
due vette che dominavano le altre. In mezzo era segnato un
fiume in secca e, risalendolo, sarei arrivato a una macchia
d'alberi indicata con una X. L, avrei trovato una sorgente.
Non appena vidi le due vette spiccare in lontananza, sotto
il sole, cambiai direzione e puntai verso di esse.
Dopo parecchie ore, raggiunsi il letto del fiume in secca.
In mezzo, con mia sorpresa, vidi le tracce lasciate da un
carro, le seguii con lo sguardo e mi accorsi che puntavano
verso i picchi sfruttando il terreno compatto. Andavano
nella mia stessa direzione e i solchi sembravano freschi,
poich la sabbia portata dal vento che sferzava di continuo
quelle aride pianure non li aveva ancora riempiti. Erano
tracce profonde e questo, su un fondo cos duro e cotto dal
sole, significava che il carro portava un grosso carico. Calcolai
che doveva essere passato di l da meno di un giorno
e sentii il cuore riempirsi di sollievo all'idea di incontrare
un'altra anima cristiana dopo tanti giorni trascorsi in solitudine.
Condussi il mulo tra i solchi e ripresi la mia marcia,
felice dell'ordine creato, nel caos della natura, dal carro di
un solitario avventuriero.
Forse proprio per questo, non molto dopo, mi accorsi
che il carro aveva cominciato a sbandare, all'inizio giusto
un poco, ma poi sempre di pi. Il letto del fiume era ampio
e pianeggiante e tuttavia quei solchi sembravano seguire
un cammino pi complesso come se, durante la marcia, il
carrettiere fosse stato costretto a evitare degli ostacoli che a
me risultavano invisibili.
Dopo un'ora che seguivo le tracce sempre pi irregolari
del carro, vidi davanti a me uno strano oggetto che riluceva
tra i solchi lasciati dalle ruote. Era una gabbia metallica
finemente lavorata e dipinta di bianco come quelle
che si vedono nei salotti delle case signorili o negli angoli
dei saloon pi lussuosi. Giaceva su un lato, le sbarre sottili
piegate dalla caduta, lo sportello aperto. Dell'uccellino che
conteneva non c'era traccia, salvo alcune piume rimaste impigliate
nei cardini metallici.
Era un oggetto insolito per un cercatore d'oro e cos
conclusi che quel carro doveva trasportare una famiglia.
Forse la gabbia apparteneva alla moglie e il marito aveva
acconsentito a portarla con loro in quell'impresa, magari
per dare alla consorte un po' di conforto o per ricordare la
casa che si erano lasciati alle spalle. Comunque fosse, sembrava
chiaro che un sobbalzo l'avesse fatta cadere. Mi chinai
quando vi passai accanto, raccogliendola senza fermarmi
e assicurandola ai miei bagagli. Intendevo restituirla ai
proprietari non appena li avessi raggiunti e immaginai la
felicit che avrebbero provato vedendosi ridare un oggetto
al quale tenevano tanto da portarlo con loro in quel viaggio
avventuroso e pieno di speranza.
Ma i ringraziamenti che gi pregustavo non sarebbero
arrivati. Perch, purtroppo, la gabbietta ammaccata non era
l'unica cosa che avrei trovato seguendo il carro.
...
.
...
Capitolo 22.
...
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...
Pronto? ripet la voce con un accento molto pesante.
Mulcahy strinse il cellulare cos forte da sentire qualcosa
spaccarsi all'interno. Dov' mio padre?
Vi fu una pausa, seguita dai rumori del cellulare che
passava di mano. Sentiva l'odore metallico del sangue, misto
a muffa e polvere e sudava copiosamente mentre il telefono
rischiava di sfuggirgli dalle dita.
Che diavolo sta succedendo, Mikey? La voce di suo
padre suonava acida e incazzata, ma lui sent la paura che
la riempiva. Echeggiava leggermente, quindi parlava in vivavoce
e gli uomini con cui si trovava sentivano ogni parola.
Killer come quelli che giacevano stecchiti sul pavimento,
bastardi con quei medesimi, dannati tatuaggi.
Ciao, pap. Stai calmo e andr tutto bene, okay? gli
disse, gli occhi fissi sulla TV. Ho tutto sotto controllo.
Davvero? Non si direbbe, dal mio punto di vista.
Fammi parlare un attimo con il loro capo.
Ti sei per caso messo nei guai, Michael?
Mulcahy chiuse gli occhi e scosse la testa. Era tipico
di suo padre dare per scontato che, in un modo o nell'altro,
avesse combinato un casino e fosse tutta colpa sua. Ripens
a qualche anno prima, quando lui aveva dovuto cedere
al cartello per evitare che facessero a pezzi il suo vecchio.
Anche allora era saltato fuori con una cosa del genere, riuscendo
a rigirare la faccenda in modo tale da trasformarla
in un altro esempio del suo fallimento come poliziotto,
come uomo e come figlio. No, pap rispose. Stavolta non
c'entro affatto.  solo un grande malinteso: passa il telefono
al loro capo e sistemer tutto.
Sent i lievi urti del cellulare che passava di mano, poi
il tizio che aveva parlato prima riprese la linea. Ovviamente
l'eco era scomparsa.
Lo voglio rivedere senza un graffio ringhi Mulcahy.
Ma davvero? Per un attimo cal il silenzio, poi Mulcahy
sent un urlo di dolore in sottofondo e strinse il telefono
cos forte da incrinare il vetro del display. Non sei tu a
dare gli ordini disse il messicano. Mi hai capito?
La sua mente prese a valutare le possibili opzioni come
un guidatore che sta per imbeccare una curva correndo
troppo. Los Santos non potevano sapere dove viveva suo
padre, dunque stava parlando con i tirapiedi di Tio. Una
mossa per garantirsi la sua lealt.
Va bene, non sono io a dare gli ordini concesse. Ma
tu sai che ho una linea diretta con il capo, quindi ecco cosa
far. Adesso chiamo Tio, gli spiego tutto, poi gli chieder
gentilmente di richiamarti. Per cui, resta tranquillo e dammi
dieci minuti.
Chiuse la telefonata prima che quel bastardo potesse
rispondere o colpire di nuovo suo padre per ribadire chi
comandava. Lo sapeva benissimo senza che uno psicopatico
coperto di tatuaggi si mettesse a torturare il suo vecchio
per ricordarglielo. Lo scopo era soltanto quello, per ora,
quindi se lui non ascoltava non sarebbero pi volati schiaffi
o calci con gran sollievo di tutti.
Dieci minuti.
Guard fuori dalla fessura tra le tende, socchiudendo
gli occhi per la forte luce e accertandosi che non vi fosse
nessuno. Poi pul le proprie impronte dalla maniglia e usc,
stringendo il sacco della lavanderia pieno di armi.
Il caldo restava soffocante, ma sembrava pi sopportabile
dopo la sudata che si era fatto in quella stanza. Punt
verso il Cherokee dei messicani e fece scattare le sicure
con il telecomando preso al conducente. Apr la portiera
del passeggero e controll il cassetto del cruscotto: conteneva
due caricatori e una scatola di cartucce. Infil tutto
nel sacco e perquis il resto della Jeep. Appariva pulita e
professionale, completamente priva di oggetti personali,
lattine, mozziconi e tutto ci che poteva recare tracce di
DNA. Probabilmente non c'era neppure un'impronta, nel
caso i killer dovessero abbandonare la macchina e fuggire
a piedi. Profumava come se fosse appena uscita da un
autonoleggio e senza dubbio era cos, visto che le costanti
pulizie a cui vengono sottoposte le macchine a noleggio costituiscono
un modo perfetto per coprire le proprie tracce.
E anche se i dipendenti battevano la fiacca, i residui lasciati
dai molteplici conducenti e passeggeri creavano una zuppa
tale che rendeva molto difficile isolare un'impronta o un
DNA specifico.
Si spost verso il retro del veicolo, tenendo le orecchie
bene aperte per sentire le eventuali sirene. Aveva un presentimento
e, quando apr il bagagliaio, cap di aver visto
giusto. Conteneva un booster per batterie e una grossa borsa
di plastica verde. Dentro c'erano dei cavi elettrici, due
teli antipolvere di plastica nelle loro confezioni, guanti da
giardinaggio di pelle imbottiti, rotoli di nastro adesivo ultra
resistente, pinze e una borsa di cinghiette di plastica.
A un occhio poco esperto poteva sembrare che quei due
intendessero dedicare un weekend ai lavoretti domestici,
ma a lui parve subito un bel kit di tortura pronto all'uso. A
quanto pareva, il figlio di Papa Tio doveva soffrire le pene
dell'inferno prima che Luis potesse completare il suo quarto
numero romano.
Prese tutto, poi chiuse il Cherokee e se ne and. Ma
non torn alla Chevrolet. Raggiunse invece la sua Jeep, apr
il bagagliaio e gett dentro il booster e la borsa, nel caso
potessero servire. Poi si diresse verso la portiera del passeggero
e nascose il sacco della lavanderia sotto il sedile.
Meglio tenere le armi a portata di mano. E meglio usare la
Jeep perch, anche se la Cruze costituiva il mezzo perfetto
per fuggire, le sue sospensioni non potevano certo competere
con quelle di un quattro per quattro dai vetri oscurati
grande come un blindato. Ancora non sapeva cosa avrebbe
fatto nelle prossime ore per uscire da quella situazione, ma
senza dubbio una macchina decente sarebbe servita allo
scopo.
Accese il motore e subito alz al massimo l'aria condizionata
per tirare finalmente il fiato. Poi usc dal parcheggio
e imbocc la rampa dell'autostrada. Erano passati poco
pi di tre minuti e quindi aveva il tempo di immettersi nel
traffico prima di comporre un numero a memoria utilizzando
il cellulare di Javier.
Qualcuno rispose al primo squillo, lui forn una parola
in codice, poi sent il rumore del cellulare che veniva appoggiato
e il frastuono tipico di un locale pubblico. I cartelli
avevano la paranoia delle intercettazioni e della possibilit
che le chiamate venissero tracciate, ma la tecnologia offriva
loro una soluzione molto semplice. Il contatto che aveva
chiamato sedeva tutto il giorno in qualche cantina messicana,
leggendo il giornale e bevendo caff mentre reindirizzava
le chiamate tramite un sistema telefonico basato su
Internet, come Skype. Chi chiamava forniva un codice che
corrispondeva alla persona con cui voleva parlare e l'intermediario
la contattava via web, poi avvicinava il cellulare
al computer in modo tale che fosse possibile parlarsi. Cos i
boss davano gli ordini, sicuri, tranquilli e inarrivabili, consci
che la DEA, al massimo, poteva tracciare l'intermediario
o coloro che chiamavano.
Il cellulare torn a esser maneggiato e un attimo pi
tardi sent un telefono squillare debolmente. Tir un profondo
respiro, lo lasci uscire e poi ne tir un altro, come se
fosse in procinto di tuffarsi in acque molto, molto profonde.
E poi, Papa Tio rispose.
...
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...
Capitolo 23.
...
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...
Avvolsero il corpo di Bobby Gallagher in un lenzuolo d'ospedale,
poi lo caricarono sul cassone di un pick-up per portarlo
all'obitorio. Non potevano privarsi di un'ambulanza,
non adesso che l'incendio aveva superato la linea difensiva
e le squadre di volontari erano in rotta. Nell'ospedale da
campo si respirava un'atmosfera diversa, pi dura e determinata,
come sempre avviene quando si lavora sotto pressione.
Nessuno parlava e tutti si preparavano ad accogliere
altri feriti, consapevoli delle condizioni in cui rischiavano
di arrivare.
Solomon studiava le fiamme tenendosi all'ombra del
cartello stradale, con la mente che ribolliva di informazioni:
calcoli sulla velocit del vento, statistiche sulla rapidit
con cui avanzavano gli incendi nei deserti, effetti del calore
sul corpo umano. Sentiva il ruggito delle fiamme e il sibilo
del vento, ma soprattutto sentiva i richiami lanciati dagli
uccelli, predatori e spazzini attirati dalla promessa della
morte.
Alz lo sguardo e li vide volteggiare sopra la citt, nel
punto di equilibrio creato dalle calde correnti ascensionali
che risalivano i pendii delle montagne e i venti che valicavano
le vette soffiando dal versante opposto. Questo
significava che le masse d'aria collidevano perch, dall'altra
parte il tempo era diverso.
Volevo ringraziarla disse il dottore che aveva cercato
di salvare Bobby, fermandosi davanti a lui. Una targhetta
sul taschino del camice bianco lo identificava come Dr. M.
Palmer. Ho ceduto al panico, suppongo. Non riuscivo a
pensare con chiarezza. Lei aveva ragione e si  comportato
con ammirevole calma. Ho visto Bobby morire sereno invece
di aggrapparsi a false speranze.  stato molto gentile
da parte sua.
Gentile...
Non era per gentilezza che aveva tenuto la mano di
quel poveretto, bens perch era la cosa giusta da fare e sapeva
che nessun altro ci avrebbe pensato. Lo sentiva grazie
allo stesso istinto che gli svelava le caratteristiche di ogni
cosa, semplicemente guardandola. Quell'istinto che continuava
a ripetergli che era l per salvare qualcuno.
James Coronado mormor.
Il dottore si accigli. Mi scusi?
Suppongo che James Coronado sia stato portato all'ospedale
dopo l'incidente.
No. Era gi morto, quindi  andato dritto all'obitorio.
I feriti vengono portati al Pronto Soccorso solo se respirano
ancora.
Ma il referto viene registrato in ospedale.
S, esatto.
Crede che possa dargli un'occhiata?
Palmer scosse la testa. No. Solo i familiari e la polizia
sono autorizzati a consultarlo.
Holly Coronado. Tutte le strade portavano a lei. Grazie,
dottor Palmer disse.
Il dottore si strinse nelle spalle. Di nulla gli rispose,
guardando un pick-up attorno al quale i volontari si stavano
radunando. Alcuni indossavano ancora gli abiti neri
del funerale; impolverati ed esausti, sembravano usciti dal
tumultuoso passato della citt, come fantasmi tornati a materializzarsi
per assistere di persona alla sua fine.
Il sindaco Cassidy sal sul cassone e alz una mano
per chiedere silenzio. Ascoltate, amici grid e tutti gli
occhi si posarono su di lui. Abbiamo appena subito una
terribile perdita, un'altra tragedia che colpisce duramente
tutti noi. Ci sar tempo per piangere e per recriminare, ma
adesso non  il momento. Bobby Gallagher ha dato la vita
per difendere la citt dall'incendio, una minaccia che rimane
e che continua ad avanzare. Quindi, il modo migliore di
onorare la memoria del nostro amico, di far s che non sia
morto invano,  continuare a combattere.  appena arrivata
la notizia che due aviocisterne si stanno dirigendo qui.
Dico bene, sceriffo?
Morgan balz sul pick-up accanto a lui. S, signor sindaco.
Due C-130 sono appena decollati da Tucson.
L'immagine di un massiccio aereo dal muso corto e
arrotondato prese forma nella mente di Solomon. Grande
fusoliera, quattro robusti motori a elica...
Anche il nostro Canadair  tornato all'aerodromo e
sta riempiendo la cisterna. Tra gli aerei e ci che noi stiamo
facendo sul campo, possiamo sconfiggere le fiamme prima
di sera.
I C-130 sono in grado di portare un carico pari a oltre diecimila
litri di liquido ritardante. Se lo scaricano a dovere, creeranno
una linea di contenimento larga trenta metri e lunga quattrocento.
Solomon si volt verso il deserto, stimando il fronte
delle fiamme grazie al riferimento offerto dalla livellatrice.
La macchina era lunga dieci metri e quindi...
No. Ancora non bastava. Quel mostruoso incendio era
troppo, troppo esteso.
Adesso bisogna riformare le squadre e tornare al lavoro.
Portate con voi delle bottiglie d'acqua oltre agli attrezzi
e tenetevi pronti per...
Le grida lontane degli uccelli che volavano sopra la
citt tornarono a catturare l'attenzione di Solomon. Alz lo
sguardo, ascoltandoli mentre li vedeva allontanarsi dalle
montagne sospinti da un vento impetuoso. Sent anche un
nuovo odore che sembrava calare dall'alto, ma restava cos
sottile, cos vago da mettergli il dubbio che lo stesse solo
immaginando. Eppure bastava per dargli almeno un poco
di speranza.
Torn a guardare Morgan, che stava concludendo il
discorso.
... sradicare tutto ci che cresce a mezzo miglio dalla
citt. Gli aerei tracceranno una linea di contenimento,
ma dobbiamo impedire che le fiamme la superino grazie
al vento.
Cos non funzioner' grid Solomon prima ancora
che si rendesse conto di quello che faceva.
Tutti si voltarono verso di lui. Che cosa non funzioner?
gli chiese Morgan.
Mezzo miglio  troppo lontano spieg, avvicinandosi
al pick-up. Anzitutto, le squadre dovranno lavorare
su un tratto troppo esteso disse, indicando con un ampio
gesto della mano la cenere che cadeva su di loro. E poi,
questa diventer sempre pi infuocata man mano che l'incendio
si avvicina. Quindi, qualsiasi linea di contenimento
che abbia un tratto di deserto alle spalle  destinata a fallire.
Raggiunse il pick-up e sal sul cassone, di fianco a
Morgan e Cassidy. La cenere e i lapilli daranno fuoco agli
arbusti dietro le squadre e non siete abbastanza numerosi
per spegnere tutti i focolai. La cosa migliore  combattere
l'incendio nel punto in cui si restringe di pi.
Il volto di Morgan si fece paonazzo. Per caso  anche
un pompiere, Mr. Creed?
No, ma conosco la storia. Si volt verso la folla e aggiunse:
Pi di duemila anni fa, trecento soldati di Sparta
riuscirono a bloccare l'avanzata di duecentocinquantamila
soldati persiani costringendoli a passare in una stretta valle
chiusa tra il mare e le montagne. Alz la mano e indic
un punto alla sua sinistra. L'incendio dovr per forza restringersi
laggi, tra il canale di drenaggio e i cumuli di
detriti lasciati dalla miniera.  l che bisogna affrontarlo.
Un mormorio corse tra i presenti ma, in quel momento,
la radio gracchi e la voce che ne usc tacit di nuovo
tutti. Qui Charlie 3149 in arrivo da Tucson, mi sentite?
Morgan inclin la testa verso il piccolo microfono
attaccato al colletto della camicia. Qui Morgan, sceriffo
della contea. Siamo tutti felicissimi di sapere che state per
unirvi alla festa.
Ricevuto, sceriffo. Sto usando una frequenza aperta,
in modo che Charlie 8650 dietro di me senta tutto ci che
diciamo. Siamo in rotta da Tucson e vediamo il fumo. Tra
un minuto saremo a tiro: diteci dove scaricare.
All'orizzonte, due minuscole macchie comparvero nel
cielo. Una volta scaricato, quanto impiegheranno per rientrare
a Tucson, riempire i serbatoi e ritornare? chiese
Solomon.
L'aria era piena di cenere adesso, fiocchi grandi e piccoli
che il vento agitava come un nugolo di insetti.
Tre quarti d'ora rispose Cassidy. Forse meno.
L'incendio arriver alle porte della chiesa fra tre
quarti d'ora. Dovete chiedere agli aerei di scaricare il liquido
dove vi ho detto.  il punto migliore, l'unica possibilit.
Solomon sentiva tutti gli occhi su di s e si rendeva
conto della paura e dell'incertezza che li riempivano. La
gente chiedeva disperatamente di venir guidata, ma era
incerta su chi seguire e questo riaccese la sua rabbia. Una
parte di lui voleva lasciare che si arrangiassero da soli, raggiungere
le montagne, sedersi comodo e guardare la citt
mentre bruciava. Perch sarebbe finita cos, se seguivano
le indicazioni di Morgan. Quell'incendio era enorme e loro
cos piccoli!
Ma...
Se Redemption veniva ridotta a un cumulo di rovine
fumanti, lui avrebbe fallito. Sapeva anche questo, cos
come sapeva che senza la citt, ogni possibilit di scoprire
cosa fosse successo a James Coronado sarebbe scomparsa.
E dopo, cosa avrebbe fatto? Il fuoco avrebbe continuato
ad avanzare? Quell'intero deserto sarebbe bruciato fino a
quando le fiamme non avessero raggiunto anche lui?
Mr. Creed, subito dietro quel punto ci sono le vecchie
case dei minatori. Se facciamo avvicinare troppo l'incendio,
non prenderanno fuoco a causa della cenere bollente?
chiese Cassidy.
Un mormorio attravers la folla. Molti annuirono mostrandosi
d'accordo
Pecore, si disse lui. Sono solo delle pecore che credono a
chiunque parli loro. Meritano di finire al macello.
Il braccio di Solomon torn a bruciare, ricordandogli
la sua missione. Sentiva il rumore delle eliche, sempre pi
forte sopra il ruggito dell'incendio. Ancora un minuto, forse
meno e gli aerei sarebbero stati in posizione.
Si volt verso la gente. Se cade una pioggia di lapilli,
cos' che rischia maggiormente di prendere fuoco? Un tetto
coperto di liquido ritardante oppure un cespuglio rinsecchito?
Tutti gli occhi tornarono a posarsi su di lui e alcuni
annuirono, rendendosi conto di cosa stava proponendo.
Se i tetti vengono irrorati e noi ci disperdiamo con
secchi d'acqua e rastrelli, potremo spegnere tutti i focolai.
Ma non c' abbastanza gente per fare la stessa cosa nel deserto
e gli incendi scoppieranno ovunque.  un'area troppo
ampia da controllare, considerando il nostro numero. Dovete
combattere qui, oppure cominciate a fuggire. A voi la
scelta. Si volt verso Morgan e abbass la voce, in modo
che solo lui e Cassidy sentissero. Ma qualunque cosa decidiate,
fatela adesso.
Il primo aereo li sorvol, con il basso, profondo rumore
dei motori che echeggi nel torace di Solomon.
Qui Charlie 3149. Vedo una linea di contenimento
parziale a sudest della strada e una breccia a nordovest.
Possiamo scaricare l, se volete, in modo da tenere a bada
l'incendio per un po'. Dateci l'ordine e vireremo
per allinearci, passo.
Morgan non si mosse. Guardava Solomon, accecato
dalla rabbia verso quel forestiero che si permetteva di contraddirlo
davanti ai suoi concittadini.
Dammi la radio disse Cassidy, strappandogliela
dalla cintura. Qui Ernest Cassidy, sindaco di Redemption.
Dovete tracciare una linea di contenimento alla periferia
della citt, lungo le vecchie case dei minatori. Dateci un
minuto per tornare indietro, poi dipingete le case di rosso,
passo e chiudo. Riconsegn la radio a Morgan, e disse:
Qualcuno deve pur farsi carico di questo guaio. Dopodich,
si stamp un sorriso in volto e torn a voltarsi verso
la gente. Bene, avete sentito tutti. Torniamo in citt e dividiamoci
in gruppi in modo da tenere sotto controllo tutta
l'area dietro la linea di contenimento. Muoversi, forza!
La folla si avvi come una mandria, felice di avere
qualcosa da fare, felice di seguire un leader.
Magnifico sibil Morgan. L'uomo che dice di aver
provocato l'incendio ci viene a spiegare come spegnerlo.
Solomon sorrise. Non ho mai detto che riusciremo a
spegnerlo, ma solo che potremo controllarlo. Il fuoco  una
forza della natura, un atto di Dio.
E quindi, cosa consiglia di fare? Pregare per un miracolo
e sperare che accada?
Solomon torn a guardare gli uccelli e inal profondamente.
L'odore era molto pi marcato adesso e diventava
sempre pi forte man mano che veniva trasportato dal vento.
Era l'odore di pece dei cespugli di creosoto bagnati. La
sua forza della natura. Il suo atto di Dio.
L'odore della pioggia nel deserto.
...
.
...
Capitolo 24.
...
.
...
Holly Coronado sent tremare il terreno sotto i piedi. Alz
lo sguardo dalla fossa riempita per met e vide aridi rigagnoli
di sabbia scendere lungo il cumulo di terra ancora da
spalare. C'era anche un rumore, un basso, cupo brontolio
che vibrava nell'aria e si riverberava nel suo petto. Per un
attimo si chiese se era lei a emetterlo, una manifestazione
fisica della rabbia che provava, una volta aveva letto un libro
che parlava di una timida ragazza dotata di uno strano,
terribile potere. Tutti la umiliavano fino a quando, un brutto
giorno, la ragazza perse le staffe, stermin i suoi tormentatori
e bruci l'intera citt fino alle fondamenta.
Aveva sempre adorato gli horror, godendosi il brivido
che suscitava la paura nella comodit e nella sicurezza
del suo salotto. Adesso per dubitava che sarebbe riuscita
a vedere un altro film o leggere un'altra storia dell'orrore.
Nulla di ci che un regista portava sullo schermo o un autore
scriveva in un romanzo poteva reggere il confronto
con l'orrore che era diventata la sua vita. E se quel tremore
sotto i suoi piedi nudi e sporchi annunciava un terremoto,
allora l'avrebbe accolto a braccia aperte. Che il terreno si
aprisse e ingoiasse la citt, che la radesse al suolo e scoperchiasse
le tombe, in modo che i cadaveri dei primi abitanti
vedessero la fine del luogo maledetto che avevano contribuito
a costruire.
Il rumore crebbe, terribile e assordante come la sua
rabbia, poi qualcosa si alz da fondovalle con un sibilo che
sembr lacerare il cielo stesso. La folata generata da quattro
enormi eliche la colp in pieno, scaraventandola quasi a terra
e costringendola a chiudere gli occhi per la polvere turbinante
del deserto. E fu allora che sent qualcosa di caldo
e umido cadere dal cielo come pioggia. Apr gli occhi e vide
del liquido rosso colarle dalle braccia, come se dal cielo azzurro
stesse, misteriosamente, piovendo sangue.
Era stato proprio il sangue a scatenare la furia della
ragazza nel romanzo, sangue che le era piovuto addosso in
una recita scolastica. Holly si chiese se stava immaginando
tutto questo: l'aereo, il sangue, la terra che tremava e se
la sua mente non stesse risentendo della sete, della fatica,
della stanchezza, cedendo cos agli spettri creati dalle cupe
emozioni che accompagnavano il suo dolore.
Conficc la pala nel terreno e vi si appoggi stancamente,
immaginando come doveva apparire in quel momento.
Piantata a piedi nudi nella fossa del marito, con il
vestito stracciato e i lembi che svolazzavano al vento, sporca,
sudata e macchiata di un liquido che pareva sangue.
Senza dubbio sembrava pazza, una figura nera e inquietante
uscita dritta da una novella gotica dell'era vittoriana:
la vedova resa folle dal dolore, la Miss Havisham della
situazione sommariamente vestita di nero anzich di un
candido abito da sposa. Era quello il futuro che l'attendeva?
Doveva diventare la tragica sposa in una casa dove tutti gli
orologi si erano fermati?
Pass le dita su una delle grosse chiazze che le sporcavano
il braccio e sent tra i polpastrelli un liquido viscoso.
Non se l'era immaginato: pioveva davvero sangue. Non era
frutto della sua fantasia, ma qualcosa che stava succedendo
veramente. Si ritrovava nel bel mezzo del suo horror personale.
E visto che era un'esperta al riguardo, sapeva che
negli horror le vittime predestinate si attardavano sempre
un attimo di troppo. Ma non lei: una volta sepolto Jim ed
esaudito la promessa che gli aveva fatto, sarebbe scomparsa
per non tornare pi.
Il suolo trem di nuovo e il vento causato dalle eliche
torn a colpirla, ma adesso sapeva che non si trattava di una
terribile forza nata dal suo dolore con cui poteva radere al
suolo la citt. La sola cosa che il suo dolore poteva causare
era la rabbia, poi le lacrime e quindi nuovo dolore. E l'unico
modo di uscire da quel circolo vizioso era spezzarlo.
Afferr la pala e l'affond nel cumulo di terra accanto
alla fossa, riprendendo quell'atto di misericordia verso il
marito, assaporando il dolore e la fatica che sentiva sulle
braccia e sulle spalle mentre lo seppelliva lentamente, sotto
l'arida terra dell'Arizona.
Un secondo aereo pass rombando sopra di lei, lacerando
il cielo con il rumore dei motori e lasciando cadere
altro liquido rosso e viscoso sulla vedova tormentata che
spalava terra senza sosta e su coloro che riposavano sotto le
lapidi dipinte di bianco in memoria dei morti ammazzati,
degli impiccati e dei suicidi.
...
.
...
Capitolo 25.
...
.
...
Hai saputo cos' successo?
La voce di Tio suonava calma, cosa che faceva sentire
Mulcahy esattamente l'opposto.
S, l'ho visto in TV. Sembra che qualcuno sia sopravvissuto
allo schianto.
Cos dicono.
Ascolta, se  Ramon posso cavarlo dai guai, ma devo
sbrigarmi. Sono a circa mezz'ora dal luogo...
Non  Ramon.
No? Ne sei sicuro?
Un contatto locale mi ha mandato la sua foto. Il tizio
trovato vicino all'aereo in fiamme  un albino alto un metro
e ottanta. Ti sembra che possa essere Ramon?
Mulcahy strinse forte il volante, dando sfogo a una
frazione della rabbia che lo riempiva mentre pensava freneticamente
a un altro approccio.
Tu hai figli? chiese Tio, come se fossero seduti in un
bar a chiacchierare davanti a una birra.
No, non ho figli.
Lo so, altrimenti avrei mandato un paio di uomini a
far loro da babysitter proprio com' successo a tuo padre.
Siete vicini, voi due?
Abbastanza da sentirmi pronto a tutto per venir fuori
da questo casino.
Bravo. Cos si fa.  bello sapere che ti preoccupi per
tuo padre. Dimostra che hai dei valori. Se non tieni alla
famiglia, allora a cosa dovresti tenere? Se avessi dei figli,
mi capiresti meglio. Un uomo non pu dirsi completo fino
a quando non diventa padre. Sai che avevo anche due figlie
oltre a Ramon?
Mulcahy lo sapeva eccome. Tutti lo sapevano. E sapeva
anche che fine avevano fatto.
Bellissime ragazze riprese Tio, la voce scaldata da
un sorriso. E anche molto sveglie. Pi sveglie di Ramon,
questo  certo, e persino pi di me. Volevano aiutarmi negli
affari, ma io dissi che, se mettevo delle donne al comando,
nessuno mi avrebbe pi preso sul serio. Purtroppo 
cos afferm con una risatina. Ma loro non la presero
bene. Non mi parlarono per settimane, smisero di dirmi
dove andavano e cominciarono a eludere la sorveglianza
delle guardie del corpo, cos neppure loro potevano dirmi
dove andavano. E fu allora che vennero rapite. Qualcuno
mi chiam e mi disse che le mie bambine mi sarebbero state
restituite senza un graffio se mi ritiravo da certe zone di
cui avevo appena preso il controllo. Si riferivano a Lazaro
Cardenas. Sai quanta merce parte e arriva ogni anno da
quel porto?
Mulcahy tamburellava con le dita sul volante nel vano
tentativo di sfogare la tensione. Mentre loro parlavano, gli
stramaledetti dieci minuti volavano via. Un sacco.
Trentasei milioni di tonnellate solo l'anno scorso:
macchine, vestiti, giocattoli, materiali da costruzione... ogni
genere di merce. Trentasei milioni di opportunit per uno
come me. Risposi che nessuno veniva a dirmi cosa fare.
Giurai che li avrei trovati tutti, uno per uno, ma che avrei
trovato anche le persone che amavano e li avrei inchiodati
a un muro per poi strappare loro il cuore dal petto e mangiarlo
davanti alle loro mogli e ai loro figli. Non li implorai
di risparmiare la vita delle mie bambine, perch sapevo che
erano gi morte. E anche se fossero state ancora vive, cedere
significava mostrarsi debole e quindi le avrebbero ammazzate
lo stesso per dimostrarmi che non mi temevano
pi. E invece, mi temono come non mai. Tutti mi temono.
Quindi, le mie figlie sono riuscite ad aiutarmi negli affari,
dopotutto. Grazie a loro, non c' nessuno su entrambi i lati
della frontiera che non sappia quanto sono forte. Non ho
mai amato nessuno come amavo quelle ragazze.
Mulcahy sent la rabbia che adesso riempiva la voce
del boss e vi colse un'opportunit. Hai mai scoperto chi le
ha rapite?
Sono stati i Los Santos. Loro le hanno uccise.
E adesso hanno ucciso anche Ramon si affrett a
spiegare Mulcahy. Hanno'mandato due killer al motel che
ho scelto come base. Prese il cellulare, trov le foto che
aveva scattato poco prima e le alleg a un indirizzo e-mail
sicuro con cui contattava Tio. Carlos era un infiltrato. 
lui che ci ha venduto a quei bastardi. Ma non credo fosse la
mente del piano. Qualcun altro dava gli ordini e io posso
trovarlo. Lo cercher per te, gli dar un nome e un volto.
Come fai a sapere che sono stati i Los Santos?
Ti sto mandando qualche foto. Guardale.
Segu una lunga pausa mentre il messaggio lasciava
il suo cellulare e si faceva strada nei meandri di un complesso
network criptato. Le dita di Mulcahy tamburellavano
sul volante allo stesso, impetuoso ritmo del battito
del suo cuore. Prima che le circostanze lo costringessero
a prendere quella strada era un esperto negli interrogatori
di polizia, un agente addestrato apposta per spingere la
gente a fidarsi e a confidargli verit altrimenti inconfessabili.
Adesso stava usando tutta la sua esperienza con Tio,
fornendogli l'informazione che cercava a piccoli pezzi per
attirare la sua attenzione e fargli capire che valeva pi da
vivo che da morto. Finora, per, Tio non aveva dato mostra
di grande entusiasmo.
Ti sono arrivate? gli chiese.
S. Le sto guardando adesso. Mulcahy sent la rabbia
omicida nella voce di Tio e questo gli diede speranza. Quel
superstite riprese infine il boss. Il mio contatto scrive che
ha un numero romano tatuato sul braccio.
Posso arrivare a lui disse Mulcahy, balzando su
quell'informazione. Ma devo farlo adesso, per, perch
abbiamo ancora il caos dalla nostra parte. Posso sfruttarlo
per infiltrarmi, tirar fuori un falso distintivo e portarlo
via sotto il loro naso. Dannazione, saranno persino felici di
consegnarmelo, un problema in meno mentre lottano contro
l'incendio. E quando quel tizio sar nelle mie mani, gli
far sputare tutto. Tu sai che sono in grado di riuscirci e
meglio di chiunque altro.
Tio cadde di nuovo in un cupo silenzio. Mulcahy controll
l'orologio sul cruscotto: i dieci minuti erano quasi
passati. Immagin suo padre seduto con i rapitori, probabilmente
intento a imbastire una conversazione o a coinvolgerli
in una partitina a carte mentre aspettavano, in modo
da mantenere la calma comportandosi come se fosse tutto
normale. Era un tizio che sapeva apparire simpatico, un socio,
un amicone. Lui aveva imparato un sacco dal suo vecchio,
per esempio come vincere una mano con una coppia
di sette o, addirittura, con una scala mancata. Come adesso.
Quelli che hanno ammazzato le tue ragazze... riprese,
giocandosi la sola carta che aveva, hai mai scoperto i
loro nomi?
Ne ho un intero elenco. I miei uomini ricevono un
extra per ogni membro dei Los Santos che mi portano vivo.
Ho un posto speciale per lavorarmeli, il mio santuario dove
piango e ricordo. Tengo le foto delle mie bambine appese al
muro e riservo a quei maiali lo stesso trattamento che loro
hanno ricevuto. Prima li stupro con una sbarra di ferro, poi
spacco un po' di ossa e alla fine li interrogo. Chi ha ucciso
le mie figlie? Chi ha dato l'ordine? Dimmelo e le tue sofferenze
finiranno. Ma l'unico risultato che si ottiene con le
torture  spezzare la gente. Ti diranno qualsiasi cosa pur
di morire subito.
Non se conosci certe tecniche.
Mi stai dicendo cosa fare?
No. Ma penso che sei un padre amorevole e quindi
pi incline a farti prendere dalle emozioni. Scommetto che
quei vermi ti dicono di tutto, luride bugie che ti fanno infuriare
tanto da spezzar loro il collo. E Tio non profer parola.
Usano la tua rabbia contro di te. Sanno che non ne
usciranno vivi e quindi non hanno nulla da perdere o da
guadagnare dicendoti la verit. Hai bisogno di un intermediario,
qualcuno che ispiri loro un po' di fiducia e offra
delle alternative. L'istinto di sopravvivenza  molto forte e
possiamo usarlo per arrivare alla verit.
E vorresti essere tu quell'intermediario?
Perch no? Mulcahy pens al passo successivo. Non
aveva altre carte da giocare, quindi era inutile fingere.
Ascolta, Tio, so bene che sar assai difficile per me uscire
indenne da questo casino. Sono uno dei pochi che sapeva
di tuo figlio su quell'aereo e posso immaginare cosa pensi.
Ci sono anche svariati cadaveri nella stanza di un motel e
neppure questo promette bene per il sottoscritto. Ma io non
ti ho tradito. Non ho modo di dimostrartelo, ma  la verit.
Forse l'aereo  precipitato per un guasto, forse no, ma non
ero il solo a sapere che trasportava Ramon e ti giuro che
non l'ho venduto io.
Infatti non ci sei solo tu sull'elenco.
Lo immagino, ma gli altri sono in grado di darti il
nome che cerchi, l'uomo che sta dietro a tutto questo? Io
posso farlo adesso, se tu me ne dai la possibilit. Devo solo
sapere chi era al corrente dell'aereo e scoprir chi tra loro
ti ha tradito. E intanto, mi porter via questo superstite. Sai
che posso farcela, che sono migliore degli altri. Far ci che
devo e poi torner da te. Sono pronto ad accettare qualunque
decisione prenderai, perch, come ti ho detto, so bene
di essere un morto che cammina. Ti chiedo solo di liberare
mio padre.
Segu una lunga pausa e Mulcahy non os fiatare. Non
c'era altro da dire, nulla che potesse offrire.
Ti fa davvero onore l'impegno che stai prendendo per
tuo padre disse il boss alla fine. Credi che Ramon avrebbe
fatto lo stesso per me?
Mulcahy valut attentamente la risposta. Ramon era
uno stronzo di prima categoria che compiva nefandezze di
ogni tipo facendosi scudo di un padre che in realt odiava.
Non saprei dirtelo, ma suppongo di s. Messo alle strette,
avrebbe fatto esattamente la stessa cosa rispose, conscio
che quello non era il momento per l'onest.
Sei gentile a pensarla cos. Dimostra che sei un buon
figlio, un uomo che rispetta sempre il proprio padre. Ma la
verit  che Ramon non avrebbe fatto la fatica di attraversare
la strada per pisciarmi addosso se bruciavo vivo. Sai perch
sono stato costretto a metterlo su un aereo? Ha stuprato
la figlia di un generale. Un generale a due stelle che comanda
tra l'altro la guardia di frontiera messicana. Credi che
questo non complichi gli affari? Quel piccolo scarafaggio
non poteva limitarsi alle putas imbottite di coca con i culi
enormi e le tette di plastica. No, doveva rapire quella chica
e mandare tutto a puttane, costringendomi per l'ennesima
volta a rimediare ai suoi casini. E come pensi che io possa
apparire in tutto questo? Te lo dico io: come un debole. Uno
che non sa farsi obbedire neppure dal proprio figlio!
Di nuovo cadde il silenzio. Mulcahy si guard bene dal
parlare mentre studiava il traffico della sera che riempiva le
tre corsie dell'autostrada, auto piene di gente normale che
conduceva una vita normale. Vedeva un cartello stradale
in lontananza: Tucson diritto, Redemption a destra. Ancora
non sapeva se prendere quell'uscita oppure no. I dieci minuti
erano scaduti. Se tirava dritto per Tucson, sarebbero
scaduti anche per suo padre.
Sgarra anche solo di un millimetro o combina un casino
e tuo padre morir, intesi? E non sar una morte rapida,
stanne certo. Poi, quando verrai da me, ti mostrer
il mio santuario e le foto delle mie bambine uccise appese
alla parete.
Grazie, Tio disse Mulcahy, con una specie di sospiro.
Vai a prendere quel tizio, il superstite. Spremilo per
bene, fagli soffrire le pene dell'inferno e scopri tutto ci
che sa. Ma prima, passa dal luogo del disastro. Se Ramon 
morto, voglio vedere il suo cadavere.
Mulcahy si accigli. Recarsi sul luogo dell'incidente
comportava un grosso rischio. Mi costerebbe tempo prezioso.
Non possono pensarci i tuoi contatti locali?
Non mi fido di quei vermi. Molti sapevano dell'aereo.
Non devono capire che lavori per me, visto che forse ti chieder
di fare una chiacchierata anche con loro. Usa questo
contatto per tenermi informato.  sicuro. E con questo, la
chiamata termin.
Mulcahy lasci uscire un lungo sbuffo. Poi pos il cellulare
di Javier, prese il suo e richiam suo padre, con la
mano che tremava mentre l'adrenalina che gli correva nelle
vene cominciava a sedimentare.
Fu lo stesso di prima a rispondere. I dieci minuti sono
passati, stronzo!
Lamentati con il capo.  lui che mi tiene al telefono.
Fammi parlare con mio padre.
Vi fu un borbottio, poi suo padre prese il cellulare.
Che diavolo fai? Suonava molto pi scosso di prima.
Credevo che stessi venendo qui per chiarire le cose.
Mulcahy pens all'accordo che aveva appena stretto
con Tio e a quant'era improbabile che rivedesse di nuovo il
suo vecchio. Deglut forte con un groppo che gli stringeva
la gola, poi disse: Sto arrivando, pap, ma prima devo fare
un paio di cose per loro. Tieni duro e se mettono le carte sul
tavolo, non cercare di vincere. Se la prenderebbero parecchio
e mi sembrano dei tipi piuttosto vendicativi.
Prover, figliolo, ma non sar facile.
Mulcahy sorrise. Anche con una pistola alla tempia, il
suo vecchio non poteva evitare di fare il grand'uomo.
Ci vediamo tra poco, pap ment. Appese prima che
la voce lo tradisse, poi mise la freccia e imbocc l'uscita per Redemption.
...
.
...
Capitolo 26.
...
.
...
Morgan era ai margini della citt e ispezionava la striscia
rossa tracciata dai C-130, con la cenere che cadeva come
neve attorno a lui. Si volt verso la folla e alz il megafono
in modo che tutti potessero sentirlo. Okay gente, abbiamo
un confine da difendere. Gli aerei torneranno prima possibile,
ma dobbiamo fare la nostra parte. Cominciamo col dividerci in coppie.
Solomon sedeva nel cassone del pick-up, studiando le
donne nella folla e chiedendosi se una di loro fosse Holly Coronado.
Poi venite da me e assegner una piccola area a ciascuna
coppia continu lo sceriffo, alzando una mappa turistica
su cui compariva una griglia tracciata a pennarello.
Dovrete perlustrarla e accertarvi che sia sicura. Anzitutto,
bussate alle porte per controllare che nessuno sia chiuso in
casa, poi prendete dei secchi, riempiteli d'acqua e inzuppate
tutto ci che pu prendere fuoco. Portate al riparo la legna
lasciata all'esterno e tenete gli occhi bene aperti. Se vedete
del fumo, date l'allarme e spegnete il focolaio prima che divampino
le fiamme. Usate le pale, le canne dell'acqua, gli
annaffiatoi da giardino. Usate quello che volete, ma non lasciate
che l'incendio si propaghi in citt. Sono stato chiaro?
Vi furono mormorii e cenni di assenso. L'umore collettivo
non era certo alle stelle adesso che gli aerei avevano
svuotato i serbatoi per poi sparire all'orizzonte lasciando la
situazione sul campo identica a prima. Il fuoco si avvicinava,
sospinto da un vento che pareva infuriato per il tentativo
della citt di difendere se stessa.
I camion dei pompieri stanno irrorando l'area appena
dietro la linea difensiva e faranno il possibile per contenere
le fiamme. Ma qualche focolaio divamper lo stesso e
quindi dovete stare attenti, guardarvi le spalle a vicenda
e spegnere tutto ci che comincia a bruciare. Se riusciamo
a fermare l'incendio, le fiamme non avranno nulla per alimentarsi
e pian piano si estingueranno, oppure verranno
spente dagli aerei non appena torneranno. Dobbiamo solo
resistere. Pensate di farcela?
Un piccolo coro di assenso si lev dalla folla.
Oh, avanti! Cassidy balz sul cassone e guard tutti
col suo miglior sorriso da campagna elettorale. Ragazzi,
volete che io venga ricordato come il sindaco che ha permesso
a un dannato incendio di bruciare la citt? Mostriamo
al mondo di che pasta siamo fatti! Riusciamo a tenere a
bada questo mostro?
S! gridarono tutti.
Molto bene. Cassidy si volt verso Solomon. Vuole
aggiungere qualcosa. Mr. Creed?
Solomon si alz, studi le facce rivolte verso di lui e si
sporse sul megafono. Tutti dobbiamo morire cominci,
vedendo tanti volti impallidire. Ma, a volte, la decisione su
quando e come morire spetta a noi. Gli aerei non torneranno
in tempo per salvarci, perch l'incendio investir la citt
prima ancora che ripartano da Tucson. Solo noi possiamo
salvare noi stessi, quindi restate vivi e, intanto, pregate per
la pioggia.
Mosse un passo indietro e sorrise a Morgan, che lo
guard come se non riuscisse a capire chi diavolo avesse
davanti. Poi lo sceriffo alz il megafono. Bene, suppongo
che pregare non guasti mai comment. E allora dividetevi
in coppie e tutti al lavoro.
La folla obbed rapidamente e le coppie di volontari
si misero in coda davanti al pick-up per farsi assegnare le
zone dallo sceriffo.
Non penso sia stata una buona idea spaventare la
gente in quel modo, Mr. Creed mormor Cassidy.
La paura  uno stimolo potente replic lui, studiando
i volti decisi dei volontari in coda.
Lo spero.
Prima si stavano rassegnando. Adesso no. Li guardi:
far leva sull'orgoglio e dire la verit  servito a molto. Tra le
donne non c' la vedova di James Coronado, vero?
No, non c'. E non verr.
Peccato. Una folata di vento li invest, un soffio ruggente
e prolungato che proiett la cenere contro di loro con
tanta forza da pungere il volto di Solomon. Reclin la testa
all'indietro e annus l'aria, ma non sent pi l'odore della
pioggia. Quello del fuoco era troppo forte. Se tra un'ora
saremo ancora vivi, vorrei parlarle.
Se tra un'ora... Non dica cos! Certo che tra un'ora saremo
ancora vivi.
Mi auguro che abbia ragione. Il suo sguardo si pos
sui camion dei pompieri, che irroravano con potenti getti
d'acqua le vecchie case di legno dei minatori vicine alla linea
di contenimento. Ma temo che sia parecchio ottimista.
Quanta acqua contiene ogni cisterna?
Cassidy osserv i camion. Circa undicimila litri.
Solomon annu. Non vedo idranti lungo le strade.
Perch non abbiamo un sistema di idranti.
E quindi cosa accadr quando i camion finiranno l'acqua?
Accadr, Mr. Creed sibil Cassidy, sporgendosi verso
di lui, rosso in volto per la rabbia, che torneranno alle
case pi vicine per riempire di nuovo le cisterne con le canne
dell'acqua, i sistemi di irrigazione dei giardini, persino i
secchi e una catena umana, se serve.
Solomon scosse la testa. Non avete abbastanza uomini
per questo. Ma almeno vedo che si sta arrabbiando, e
la trovo un'ottima cosa. La rabbia  un'emozione potente
quasi quanto la paura.
Cassidy fece per rispondere, ma non ne ebbe il tempo.
Al fuoco! Qui c' un incendio! grid qualcuno.
Una piccola voluta di fumo sal dallo spazio tra due
case ad appena un isolato dalla linea di contenimento, molto
vicino alla strada principale. La gente ancora in coda si
volt e si precipit a guardare. Solomon scosse la testa: al
primo focolaio, tutti abbandonavano le loro posizioni. La
citt era spacciata.
Fermatevi! Raggiungete subito le vostre zone! tuon
Morgan al megafono. Ci penseranno i pompieri a spegnerlo.
Le sue parole echeggiarono sopra il ruggito dell'incendio
e le grida della gente. Se correte dietro a ogni focolaio,
condannerete la citt!
Uno dei camion dei pompieri fece inversione e part
lungo la strada per raggiungere l'incendio. La gente esit,
poi si disperse per coprire ogni area della citt. Tutti parevano
spaventati a morte, con l'immagine dell'orribile fine
di Bobby Gallagher ancora viva nella loro mente.
Paura.
Solomon la sentiva vibrare nell'aria calda e asciutta.
Ne percepiva l'odore, misto a sudore umano e alle velenose
esalazioni dell'incendio. La paura era ci che ci voleva. La
paura spingeva la gente a fare di tutto per salvarsi. Forse,
qualche speranza restava.
Un'altra folata di vento port calore e lapilli dal deserto.
Dal cartello turistico cominciavano a levarsi volute
di vapore, con le immagini inzuppate d'acqua dei cowboy
a cavallo che sembravano sudare davvero. L'incendio si
avvicinava rapidamente, ma il calore lo precedeva, una solida
onda di pressione cos asciutta da rendere l'aria quasi
irrespirabile. Solomon ricord i cavalli legati alla carrozza,
inquieti e pronti a fuggire ma costretti dalle briglie a
restare dov'erano. Anche lui si sentiva cos: desideroso di
fuggire ma costretto a restare a causa di una promessa
che non ricordava di aver fatto. Ma qualcosa gli diceva che
il fuoco ne faceva parte, che domarlo rientrava nei suoi
compiti.
Solo coloro che affrontano il fuoco possono sperare di sfuggire
all'inferno.
Fece un passo avanti con i piedi ancora nudi che incrinarono
la crosta rossa formata dal liquido ritardante sul
terreno, e guard al centro dell'incendio. Ne percepiva il
calore come se fosse solido e lo inal a pieni polmoni, assaporando
la sensazione dell'aria bollente e chiedendosi se
lui non facesse parte di quell'inferno. Le fiamme parvero
sentirlo, presero a contorcersi, protendendosi in avanti per
colpirlo, ma si fece forza e resistette mentre il vento gli sibilava
nelle orecchie. Si sentiva oscillare, sospingere all'indietro,
ma il fuoco non riusc a ghermirlo. Divamp verso il
cielo, impennandosi come un cavallo davanti a un serpente
a sonagli.
Il vento era cambiato. Quella folata non arrivava dal
deserto, ma dalle montagne. Ehi, sentite quest'odore? grid
una voce alle sue spalle. Si volt e vide uno dei dottori
indicare la citt. Lo sentite?
I volontari pi vicini si fermarono e annusarono l'aria,
improvvisamente consapevoli dell'odore di pece emesso
dai cespugli di creosoto bagnati. Un odore che chiunque
fosse nato in quel deserto imparava a riconoscere prima
che gli venisse insegnato l'alfabeto.
Guardate! grid qualcun altro, indicando la cima
delle montagne. Nuvole nere, grosse e minacciose, cominciavano
a varcare le vette, estendendosi rapidamente verso
la pianura. Un temporale! Sta arrivando un temporale. Sia
lodato il cielo, tra poco piover!
Solomon si volt verso l'incendio e vide le fiamme e il
fumo ripiegare su se stessi come l'enorme volta di una cattedrale.
Ma una lingua di fuoco prov a resistere, allungandosi
come un tentacolo, sferzando l'aria simile a una frusta
appena sopra la sua testa.
Adesso mormor.
E la prima goccia di pioggia lo colp.
In pochi istanti, un vero e proprio nubifragio si abbatt
sul deserto. L'incendio rugg e prese a sibilare, la pioggia lo
invest sibilando a sua volta. La cenere e i lapilli che riempivano
l'aria scomparvero di incanto.
Grida di gioia si levarono dalle strade. Grida, preghiere
e singhiozzi. Gli abitanti di Redemption, ormai quasi
rassegnati, tirarono un sospiro di sollievo collettivo.
Le fiamme cominciarono a ritrarsi, perdendo il loro
impeto e sollevando colonne di vapore. La pioggia scivolava
gi dal volto di Solomon come lacrime, inzuppandogli
i vestiti, raffreddandogli la pelle. Poi, all'improvviso, una
folla entusiasta lo circond, gettando a terra le pale di cui
non aveva pi bisogno per potergli stringere la mano, dargli
pacche sulle spalle, congratularsi e ringraziarlo. Una
donna in lacrime gli baci le guance. Tutti parlavano e ridevano,
tutti lo trattavano come se fosse stato lui a evocare
il temporale per salvare la citt. Gli vennero offerte delle
scarpe e molti gli chiesero se avesse bisogno di un posto
dove stare finch rimaneva a Redemption.
Ma lui voleva solo una cosa. Si volt verso Cassidy e
disse: Adesso vorrei far visita a Holly Coronado.
...
.
...
LIBRO QUINTO.
...
.
...
Estratto da: RICCHEZZA E REDENZIONE. LA NASCITA DI UNA CITT.
...
Memorie del Reverendo Jack "King" Cassidy.
...
Continuai lungo l'arido letto del fiume e non molto dopo mi
imbattei in un baule, col legno scurito dalla cera e dall'usura
e un angolo spezzato laddove, cadendo, aveva colpito la
dura terra. Giaceva rovesciato tra i solchi delle ruote, proprio
come la gabbia del canarino e dal coperchio uscivano
candide lenzuola e dei vestiti, grembiuli e sottovesti, delle
braghe da ragazzo e un paio di calzoni, tutti stirati e poi
piegati: gli abiti della domenica di una famiglia di pionieri.
Vidi anche una pezza, annodata alle estremit e imbottita
con della paglia per ricavarne una bambola. Mi chinai e
la presi, immaginando il pianto della bambina che l'aveva
persa, ma il baule era troppo pesante per pretendere che il
mio povero mulo lo portasse e cos lo lasciai dov'era, con
tutti gli abiti e le lenzuola. Mentre passavo, notai una targhetta
d'ottone scintillare al sole vicino al gancio di chiusura
e lessi il nome che recava. Eldridge.
Chiaramente, il baule era caduto con violenza per
fracassarsi cos e tuttavia il rumore non aveva indotto il
carrettiere a fermarsi. I solchi continuavano, piegando ora
a destra e ora a sinistra nell'ampio letto del fiume, seguendo
il loro strano tragitto senza alcuna sosta. E io trovai
profondamente inquietante il fatto che un baule cos accuratamente
riempito fosse stato abbandonato in quel modo
con tutto il suo prezioso contenuto.
Accelerai il passo, dimentico della decisione di procedere
con calma per risparmiare sia l'acqua sia le energie.
Ero ansioso di godere della compagnia di altri buoni cristiani,
ma adesso temevo che qualcosa di grave fosse successo
a quella famiglia: un agguato, un malessere o magari
il delirio indotto da un colpo di sole. Comunque fosse, solo
un terribile imprevisto poteva indurre qualcuno a condurre
un carro in quel modo perdendo i bagagli per la strada.
Tuttavia, avevo gi visto accadere cose simili durante
i miei viaggi. Oggetti personali che sembravano essenziali
alla partenza perdevano pian piano di importanza con il
passar dei giorni, fino a diventare nient'altro che pesi inutili
di cui bisognava liberarsi. Una volta, mi ero ritrovato a
contemplare un pianoforte, all'apparenza integro, abbandonato
nel bel mezzo di una prateria, con lo sgabello davanti
alla tastiera leggermente reclinato, come se il musicista si
fosse alzato per poi sparire nel nulla. Di conseguenza, sperai
di cuore che la gabbietta legata al mulo e anche il baule
fossero stati gettati di proposito per alleviare la fatica del
cavallo che trainava il carro. Pregai perch fosse davvero
cos, dicendomi che in quella landa desolata la famigliola
poteva aver deciso di alleggerire il carico per poi tornare
indietro a prendere la cassa una volta giunta al pozzo. In
tal caso, la comparsa di uno sconosciuto che restituiva loro
la bambola e la gabbia li avrebbe senza dubbio rallegrati.
Un po' pi rassicurato, continuai a seguire le tracce del
carro. Ma poi vidi un'altra cosa ancora e stavolta capii subito
che n l'acqua del pozzo, n il riposo o tantomeno la
possibilit di recuperare gli oggetti perduti avrebbero pi
potuto ridare il sorriso a quella povera famiglia.
La bambina aveva forse tre anni. Giaceva su un fianco
ripiegata su se stessa, come fanno i bambini quando dormono.
Indossava abiti che sarebbero stati troppo grandi
anche se la fame, la sete e gli stenti non avessero ridotto
il suo corpicino a un mucchio d'ossa. Capelli castano dorato
spuntavano da sotto la cuffia di cotone impolverata,
aprendosi a ventaglio e creando una macchia color rame
sul terreno. Aveva gli occhi chiusi, come se dormisse, ma
le mosche che le ronzavano attorno, tormentandole il piccolo
volto mentre succhiavano il sale lasciato dalle lacrime,
mi dissero che dormiva il sonno di chi non si sarebbe pi
svegliato.
Era spirata da un po'. Sentivo il lezzo della morte mentre
mi avvicinavo e difatti giaceva tanto rigida sul terreno
irregolare da farmi capire subito che si era gi contratta nel
rigor mortis, quello strano indurimento della carne che si
verifica dopo qualche ora dal decesso. Pensai che stesse riposando
sul carro, all'ombra del telone, tutte le energie sottratte
dalla malattia che l'aveva uccisa. Questo spiegava anche
le tracce profonde e irregolari lasciate dalle ruote. Quel
carro stava correndo. In genere, durante le ore pi calde del
giorno i pionieri procedevano a piedi per non stancare il
cavallo, ma non se trasportavano un malato che necessitava
urgentemente di bere.
La povera bambina doveva esser caduta in seguito agli
scossoni, sbalzata a terra quando il suo corpo aveva cominciato
a irrigidirsi. O magari, qualcuno l'aveva spinta gi
per risparmiare agli altri l'odore della morte e alleggerire
il carro anche se, piccola com'era, non poteva pesare pi di
un sacco di caff. Mi aggrappai alla prima ipotesi, pur sapendo
che la lotta per sopravvivere, quando si sente la fine
avvicinarsi, pu spingere anche un buon cristiano a fare
di tutto. Io stesso rischiavo di precipitare in quell'abisso se
non trovavo subito dell'acqua.
Incitai il mulo, promettendo con un sussurro alla
bambina che sarei tornato indietro molto presto per raccomandare
la sua anima a Dio e darle una degna sepoltura,
sottraendola alle mosche, alle fauci dei coyote, agli avvoltoi
e a tutti gli animali immondi che, entro sera, si sarebbero
radunati per fare di lei una lauta cena. Mi addolorava lasciarla
cos, ma sapevo di dover andare avanti, poich il
mio dovere di cristiano era occuparmi dei vivi prima che
dei morti. E il fatto che il carro avesse proseguito indicava
che qualcuno lo guidava. Ormai non poteva essere lontano,
ne ero certo.
Purtroppo fui costretto a rallentare, perch il mulo cominciava
a disidratarsi. Il sudore si amalgamava in schiuma
lungo le cinghie della sella, il primo segno della mancanza
d'acqua. Quella che avevo era ormai agli sgoccioli
e non sarebbe mai bastata a dissetarlo. Meglio tenerla per
me e proseguire, poich sapevo che pi a monte, laddove
il terreno cominciava a salire verso i picchi, doveva esserci
ombra e acqua fresca, un luogo dove io e il mio fedele compagno
potevamo bere e riposarci.
Vidi gli alberi svettare da lontano, una macchia di
mesquite dalle fronde alte e scure che crescevano accanto al
fiume in secca. Poi, mentre incitavo il mulo promettendogli
un po' d'acqua, vidi il carro. Si era fermato all'inizio della
boscaglia, con il telo chiaro che spiccava nell'ombra gettata
dagli alberi. Vederlo cos mi parve un buon segno e pensai
che il cavallo che lo trainava si fosse fermato non appena
trovata la sorgente.
Mi addentrai nell'ombra e provai subito sollievo, poich
l'aria sotto quelle fronde era molto pi fresca che nel
letto del fiume battuto impietosamente dal sole. Mi occorse
qualche istante per abituare gli occhi, bruciati e semi accecati
dalla luce, poi il mulo si ferm accanto a me e fu allora
che notai il cavallo. Ma non stava bevendo, non riposava
accanto alla sorgente. Giaceva a terra inerte, i fianchi coperti
di schiuma, il mantello cos sottile da fare spuntare
le costole. Sembrava morto da giorni, ma sapevo che non
poteva essere cos. Tuttavia, l'odore della morte aleggiava
ovunque e nugoli di mosche ronzavano sia attorno al cavallo
sia attorno al carro. Lo raggiunsi, spostai il telo sul
retro e guardai dentro.
Le mosche erano milioni, un nugolo cos fitto da scurire
l'aria e coprire ogni superficie, tanto numerose che mi
chiesi com'era possibile che si fossero radunate cos rapidamente.
Dentro vidi tre corpi, una madre e i suoi due figli,
stesi uno accanto all'altro tra sacchi di provviste. Si abbracciavano
come se dormissero, la madre sulla sinistra con un
braccio dietro la testa come un cuscino e l'altro attorno a un
ragazzo di forse dodici anni, il quale stringeva una bambina
di cinque o sei anni e fu vedere quel piccolo corpo che
mi riemp gli occhi di lacrime. Anche lei tendeva le braccia,
piegate ormai nel rigor mortis, verso uno spazio vuoto sul
pavimento di assi di legno. L doveva giacere la bambina
trovata nel letto del fiume, fino a quando la morte e i sobbalzi
del carro l'avevano strappata alla sua famiglia. C'era
qualcosa di incredibilmente bello e triste in quella vista e
subito elevai una preghiera a Dio per tutti loro, una silente
preghiera trattenendo il fiato perch non osavo aprire bocca
per paura delle mosche e non volevo respirare, poich
sapevo che se assaggiavo quell'aria infetta non mi sarei pi
liberato del ricordo del suo odore.
Terminai con un amen e mi allontanai dal carro, cercando
l'ultimo membro della famiglia, il padre, che immaginavo
morto accanto al cavallo dopo aver condotto tutti a
un passo dalla salvezza. Ma non lo trovai.
Invece, trovai del sangue.
...
.
...
Capitolo 27.
...
.
...
Holly Coronado si sentiva come se una parte di lei fluttuasse
nell'aria e la guardasse dall'esterno mentre camminava
barcollando, il vestito stracciato, le mani e i piedi sanguinanti
e pieni di vesciche. Aveva sepolto Jim, adempiendo
alla promessa fatta a lui e a se stessa. Adesso voleva solo
tornare a casa, stendersi nel loro letto e crollare in un sonno
nero come la notte, avvolta nel profumo del suo uomo
che ancora permeava le lenzuola. Non avrebbe pi dovuto
svegliarsi e affrontare la pena insopportabile di un nuovo giorno.
La pioggia rendeva ancor pi faticoso il ritorno a casa,
inzuppava i vestiti, appesantendoli, e le impediva di vedere
bene. Ultimamente aveva pensato molto al periodo in cui si
era messa con Jim, ricordando l'inizio della loro relazione
ma dal terribile punto di vista della sua fine, tormentandosi
con l'idea che lui sarebbe ancora vivo se solo avessero
preso delle decisioni diverse. La verit era che, per Jim,
tutte le strade portavano a Redemption. Quella manciata
di case sparse nel deserto esercitava una presa ferrea su di
lui ancor prima che loro due si incontrassero. E adesso, non
l'avrebbe pi lasciato andare.
La prima volta che gli aveva detto di amarlo, lui era
diventato cos cupo e taciturno da farle temere che fosse
gi sposato o fidanzato, oppure che non intendesse fare sul
serio. Poi aveva cominciato a parlarle di Redemption che
considerava la sua casa e di come quella gente si fosse presa
cura di lui quand'era piccolo, vestendolo, educandolo e
nutrendolo, fornendogli dei sani principi morali e donandogli
persino una borsa di studio perch potesse andare all'universit.
Le aveva anche spiegato, per, che la citt che amava
come se fosse la sua famiglia, era nei guai. Che stava lottando
per sopravvivere e che lui sapeva di poterla aiutare. Per
questo studiava Giurisprudenza, non per fare un tirocinio
in qualche prestigioso studio legale e costruirsi col tempo
una carriera, ma per offrire un futuro a Redemption. Una
volta laureato, e lo disse come se facesse un solenne giuramento,
sarebbe tornato per poi candidarsi a una carica
pubblica e mettersi al servizio della citt. E quindi, pur
amando Holly come nessuno al mondo, se lei non avesse
voluto seguirlo, l'avrebbe capita. Che si laureasse, facesse
il tirocinio e poi diventasse un'avvocatessa di grido. Lui la
stimava troppo per tagliarle le gambe e proprio per questo
la invitava a non perdere altro tempo con un uomo che, alla
fine, era destinato a lasciarla.
Piangeva mentre le diceva quelle cose, una montagna
d'uomo che le teneva la mano e le confidava tutto questo
con la drammaticit e la pena di chi  profondamente innamorato,
altruista, leale, nobile. Come poteva una ragazza
voltare le spalle a uno cos? Lei non ci sarebbe mai riuscita, poco ma sicuro.
Pertanto, quando entrambi si laurearono, Jim a pieni
voti e con un giudizio cos lusinghiero da spingere diversi
uffici legali a sventolargli davanti al naso contratti con stipendi
a sei zeri, lui mantenne la promessa, ringraziando
per la considerazione, ma rifiutando tutte le offerte. Torn
quindi in Arizona e si dette da fare per salvare la citt che
l'aveva cresciuto. Ma adesso era morto e lei si sentiva come
se il cuore le fosse stato strappato dal petto e sostituito con
un blocco di ghiaccio dai bordi taglienti come vetro. Il loro
futuro si era dissolto, lasciandola senza prospettive e senza
vie d'uscita. Era spezzata, distrutta, annichilita.
Annichilita e al verde.
Le buone universit costavano parecchio. Jim aveva
ottenuto una borsa di studio dalla citt, ma non copriva
tutte le spese. Entrambi si erano laureati grazie a un prestito
agevolato per studenti, per poi indebitarsi ancor di pi
per pagare la campagna elettorale. Dopo la sua trionfale
elezione pensavano che la ruota cominciasse finalmente a
girare, ma Jim era morto prima della nomina ufficiale a delegato
cittadino. Quindi niente stipendio e niente pensione
alla vedova. La casa era affittata e lei non poteva permettersi
di pagare l'affitto da sola, forse non sarebbe rimasta ma,
adesso come adesso, non sapeva nemmeno dove andare. I
suoi genitori erano morti e non aveva n fratelli n sorelle.
Non aveva nessuno e Jim era tutto per lei. Quand'erano insieme
si sentiva felice, una persona migliore. Persino i colori
sembravano pi brillanti, mentre adesso il mondo le
appariva tetro, grigio, orribile.
Il temporale imperversava, rovesciando una pioggia
torrenziale che sferzava il terreno indurito e scaldato dalla
siccit. Volute di vapore si alzavano dal suolo, catturando
la polvere e la cenere nell'aria mentre l'acqua lavava via la
sporcizia dal suo volto, dalle mani, dalle braccia e dalle
gambe nude. Le strade si erano mutate in torrenti che intasavano
i tombini prima di venire smaltiti nel canale di
drenaggio che correva lungo il fronte dell'incendio. Delle
fiamme enormi non c'era pi traccia e solo dense nubi di
fumo bianco si alzavano dall'inferno che prima consumava
il deserto. Quel giorno le era stata negata anche la soddisfazione
di veder bruciare la citt.
Doveva andarsene, fuggire da quel dolore insopportabile.
Ci aveva pensato a lungo. Sapeva cosa fare. Era l'unico
modo di riuscirci.
Aveva preparato tutto fin dalla sera prima. Jim soffriva
di insonnia e lei non doveva certo perquisire la casa per
sapere dove teneva i sonniferi: era bastato aprire l'armadietto
del bagno e cercare tra le cose da uomo che lui teneva
sempre cos ordinate. Farlo sembrava un sacrilegio, come
se stesse violando un luogo riservato. Suo marito era dappertutto
tra quegli oggetti: nel vecchio rasoio Gillette che
usava fin dall'universit, nei capelli rimasti sulla spazzola,
nel flacone di deodorante mezzo vuoto. Quando l'aveva visto,
si era messa a spruzzarlo per tutta la casa, aggirandosi
quindi come una pazza tra quello che era, in un certo senso,
il suo fantasma. ?
Nell'armadietto c'erano anche tre flaconi di Ambien.
Li aveva presi, poi svuotati sul piano cucina di granito. Una
ricerca online sulla domanda: quanti sonniferi bisogna prendere
perch la dose sia fatale? l'aveva indirizzata a siti per gente
che soffriva di insonnia, link di assistenza per aspiranti
suicidi e, finalmente, a un forum in cui compariva il post
di un'infermiera secondo la quale bisognava prenderne almeno
cinquanta. Le pillole erano sessantatr e quindi, in
teoria, bastavano, anche perch lei pesava poco. Le aveva
frantumate in una busta per congelare gli alimenti, lasciando
tracce di polvere bianca dappertutto perch i frammenti
bucavano la plastica. L'etichetta sui flaconi raccomandava
di non ingerirle insieme all'alcol e cos aveva preso la bottiglia
di Glenfiddich dall'armadio dei liquori per poi posarla
accanto al letto. L'idea era sciogliere le pillole in un drink
ultra abbondante, scolarlo tutto e addormentarsi piacevolmente
ubriaca. Doveva solo arrivare a casa.
Si costrinse ad avanzare sotto la pioggia battente
mettendo un piede davanti all'altro, fino a quando la sua
villa comparve nella nebbia. Imbocc il vialetto e barcoll
ma, con fatica, prosegu verso l'ingresso. La sua auto era
parcheggiata accanto al garage, in modo da lasciar posto
alla macchina di Jim e, quando la vide, il mondo torn a
crollarle addosso. Non lo avrebbe mai pi sentito arrivare
e parcheggiare. Pensarci fece male, togliendole ogni energia,
costringendola ad aggrapparsi alla staccionata per non
crollare a terra. Ma poi si raddrizz e sal gli scalini, inoltrandosi
sotto la veranda. C'era un dondolo da giardino a
destra della porta e si sentiva cos esausta da considerare
l'idea di sedersi e tirare il fiato per un attimo. Ma era bagnata
e infreddolita, non voleva prendere una coperta per scaldarsi
e, inoltre, aveva un lavoro da finire. Per cui continu,
apr la controporta e poi ruot la maniglia della porta che,
da ragazza nata e cresciuta in citt, aveva imparato solo di
recente a non chiudere a chiave.
Entr in casa, un santuario che presto sarebbe diventato
la sua tomba, arriv in salotto... e guard, allibita, la
scena che si present davanti a lei.
...
.
...
Capitolo 28.
...
.
...
La pioggia sferzava la macchina dello sceriffo mentre si lasciavano
alle spalle il cartello turistico e rientravano in citt,
diretti a casa di Holly Coronado. Al volante c'era Morgan,
che aveva insistito per accompagnarlo anche se Solomon se
ne sarebbe tranquillamente andato a piedi sotto il diluvio.
Teneva comunque il finestrino aperto, un compromesso al
quale si stava abituando, con la pioggia che gli bagnava il
viso mentre procedevano lungo la Main Street, osservando
i negozi chiusi e le facciate delle case lavate dal temporale.
Spero per tutti voi che questo incendio non danneggi
il turismo disse Solomon.
Morgan annu. Speriamo di no.
Dev'essere una buona fonte di guadagno per una cittadina
cos piccola.
Ha la sua importanza, certo, ma non  l'unica.
Davvero? E quali sono le altre?
Morgan sospir, come se parlare gli pesasse. Le interessa
davvero o vuol solo fare conversazione?
No, mi interessa davvero.
Okay. Anzitutto c' l'aerodromo. Oltre alle tasse pagate
dagli appassionati che lo usano, abbiamo una convenzione
con l'esercito per il deposito dei vecchi aerei e i turisti
vengono qui anche per vederli perch alcuni modelli sono
unici. Ma se i conti non dovessero tornare, la citt ha accantonato
da tempo un fondo patrimoniale da cui attingere
per mandare avanti le cose. Redemption  una cittadina
che funziona, Mr. Creed, non si preoccupi.
Ma io non mi preoccupo. Non vivo qui.
Svoltarono dalla Main Street e puntarono verso i cumuli
di scorie minerarie. Dietro, Solomon vide l'aerodromo.
File di aerei erano parcheggiati a lato della pista, centinaia
di modelli ordinatamente sistemati uno accanto all'altro
con i motori e i finestrini riparati da teli bianchi per tener
lontana la polvere. Erano aerei commerciali e militari vecchi
e nuovi, con i loro profili che gli riempivano la mente
di nomi e di dati suscitando un'inevitabile domanda. Che
modello era l'aereo che si  schiantato?
Un Beechcraft AT-7. Lei conosce anche gli aerei, Mr. Creed?
Nella sua mente comparve l'immagine di un aereo
monoplano con due grossi motori a elica e un'ampia coda
dotata di due alette. Era una versione avanzata di addestramento
del Modello 18, usata per formare i piloti durante
la Seconda Guerra Mondiale.
Morgan sorrise e scosse la testa. Per un uomo che ha
perso la memoria, lei sa indubbiamente molte cose. Estrasse
il cellulare dalla tasca e cerc una foto. Quel modello era
una vera bellezza. Ricondizionamento Pratt & Whitney's,
sistemi idraulici ed elettrici nuovi di zecca, tutto rifatto a
puntino. Eccolo disse, mostrandogli il display. Notevole, non pensa?
Solomon studi la foto. Corrispondeva all'immagine
che si era fatto, ma con una cruciale differenza: quell'aereo
brillava. A parte il numero di serie, la fusoliera appariva
priva di vernice o di segni distintivi e l'alluminio scintillava
come se fosse cromo o, magari, come...
Uno specchio.
In che senso?
Sembra coperto di specchi.
 la cromatura. Si scrosta la vernice, per poi sabbiare
e lucidare l'alluminio e applicare infine della lacca trasparente.
Riduce la resistenza aerodinamica. Peccato averlo
perso. Anch'io volevo provare a pilotarlo.
Solomon ripens allo specchio nella chiesa e all'illusione
provata per un attimo di non stare vedendo la sua
immagine riflessa, come se quello specchio fosse in realt
una porta oltre la quale c'era qualcun altro. Torn a guardare
la foto dell'aereo presa sulla pista di decollo nel deserto:
era cos lucido da riflettere il cielo e parti del territorio
circostante.
Forse  cos che sono arrivato qui.
Ah. Adesso crede che si trovasse sull'aereo?
No. Volevo dire... Scosse la testa, perch si trattava di
un'idea difficile da spiegare e di cui non era certo. Cambi
argomento. Quindi lei  un pilota, sceriffo?
Io? S, certo. Vede, se uno nasce in riva al mare, prima
o poi un giro in barca lo far. Qui vale la stessa cosa per
gli aerei. Da giovane sono entrato nell'Air Reserve, stormo
944 Fighter Wing. Facevo parte delle squadre di terra. Alcuni
degli aerei su cui ho lavorato sono qui, parcheggiati
nel cimitero degli elefanti;  cos che chiamiamo l'area
dell'aerodromo che funge da deposito. Ogni anno arrivano
molti vecchi aerei, alcuni per venir riparati, altri per essere
dismessi. Il clima qui  asciutto tutto l'anno, quindi la
ruggine non rappresenta un gran problema, e il terreno 
caliche. Sa cosa significa?
Molto ricco di carbonato di calcio. In pratica,  naturalmente
duro come il cemento.
Esatto. E quindi gli aerei possono restare parcheggiati
all'infinito senza dovere spendere soldi per i piazzali.
Abbiamo dei B-52 fermi accanto alla pista da vent'anni e
nel terreno non si  creata nemmeno una crepa. Comunque
 un gran peccato. Macchine come quelle dovrebbero volare,
non restare a terra a prendere polvere.
Com' nata l'idea del cimitero degli elefanti?
Per necessit, che altro? La miniera di rame si  esaurita
pi o meno alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
I militari avevano bisogno di un posto dove smaltire gli
aerei di troppo e la citt di qualcosa che creasse nuovi posti
di lavoro. E cos, il sindaco di allora trov un accordo con
l'esercito e fece spianare il terreno attorno all'aeroporto, allungando
anche la pista. Era Bill Cassidy, il nonno del nostro
attuale sindaco.
Il figlio di Jack Cassidy?
No, il nipote.
Una vera e propria dinastia.
Ah, questo  certo.
Che per finir presto.
Morgan si volt. Cosa intende dire?
Be', Cassidy non ha figli, giusto?
Oh. No, in effetti non ha figli.
Morgan tacque e Solomon guard la cittadina fuori
dal finestrino. Negozi di souvenir, un parcheggio vuoto,
un grande maneggio dalle scuderie rosso sangue e un corral
dotato di tettoia sotto il quale molti cavalli cercavano
riparo dalla pioggia e, davanti al quale, spiccavano cartelli
come Indimenticabili cavalcate nel deserto e Viaggio in carrozza
fino al cimitero del West. Poi arrivarono all'entrata della miniera,
con cumuli di detriti che si ergevano come piccole
montagne di terra e sassi dietro una lunga recinzione sormontata
da filo spinato. La pioggia scorreva lungo i fianchi
in piccoli ruscelli e batteva sui tetti di lamiera degli edifici
abbandonati, creando grosse pozze davanti al cancello sul
quale si notava un cartello nuovo di zecca. Pericolo. Vietato
l'ingresso agli estranei. Miniera in attivit.
Non aveva detto che la miniera si era esaurita alla
fine della Seconda Guerra Mondiale?
Morgan lanci un'occhiata al cartello. S, ma cinque
anni fa  stata riaperta. Sembra che i nuovi metodi di estrazione
la rendano di nuovo produttiva.
Ma tutti gli edifici sembrano abbandonati.
La maggior parte lo sono. L'estrazione  quasi completamente
meccanizzata adesso.
Svoltarono di nuovo e si lasciarono alle spalle la miniera
per inoltrarsi in una zona residenziale. Pi salivano
lungo il pendio della montagna e pi le ville diventavano
graziose, con verdi giardini che si aprivano sul deserto sottostante
e le bandiere americane che sventolavano sui pennoni.
Molti avevano anche la bandiera dell'Arizona: tredici
raggi rossi e oro che si irradiavano da una stella color rame
e una striscia blu nella parte sottostante. Solomon guard
le bandiere muoversi pigramente nella pioggia, con la mente
che ne decodificava la simbologia.
Il blu rappresenta la libert.
La stella color rame le miniere di rame dello Stato.
Tredici raggi sono le colonie originali degli Stati Uniti d'America.
Rosso e giallo per la bandiera spagnola portata qui da conquistadores
come Francisco Vasquez de Coronado, omonimo della
donna che sto per incontrare.
Eccoci qui disse Morgan, svoltando in un vialetto e
fermandosi dietro un'utilitaria. Ora, non dimentichi che
questa donna ha appena perso il marito.
Solomon osserv con attenzione l'elegante villa dal
giardino recintato con la classica staccionata bianca, il dondolo
sotto la veranda e le assi di legno verde che rivestivano
le mura esterne. Voglio solo capire se mi conosce gli
disse, per poi uscire dalla macchina sotto la pioggia, felice
di sentire di nuovo il terreno sotto i piedi nudi.
Morgan spense il motore e lo segu, aggiustandosi il
cappello per proteggersi dalla pioggia. Lasci che vada io
per primo disse, affrettandosi a raggiungere la veranda.
Potrebbe non essere in casa o magari non vuole...
Si volt quando l'antiporta si apr sbattendo. Poi si
ferm di colpo quando vide la donna che ne usc, l'abito
stracciato, gli occhi che sputavano fiamme e una doppietta puntata su di lui.
...
.
...
Capitolo 29.
...
.
...
Signora, metta gi quel fucile disse Morgan, alzando lentamente
le mani e muovendo un cauto passo verso di lei. La
guardava negli occhi, sforzandosi di ignorare la doppietta.
No replic Holly Coronado, la voce bassa e dura. Se
ne deve andare. Questa  una propriet privata. Faccia un
altro passo e premer il grilletto.
Morgan si ferm.
Solomon riusciva a percepire la rabbia che irradiava
quella donna. La vedeva brillare dentro di lei come una
luce nera. Sembrava una tigre concentrata sulla preda, con
il fucile che costituiva un'estensione della sua furia. Era
bellissima. Magnifica.
 per questo che avete insistito per celebrare il funerale
al vecchio cimitero? aggiunse Holly, le parole pesanti
come pietre. Invitare l'intera citt, renderlo una sorta di
spettacolo, levare tutti di mezzo, levare me di mezzo, in
modo da poter tranquillamente frugare...
Mrs. Coronado, lei  sconvolta la interruppe Morgan,
alzando le mani ancor di pi. Ma cos non risolver
nulla. Peggiorer solo le cose.
Peggiorare le cose? Nulla pu peggiorare tutto questo!
Holly, la prego. Morgan fece un altro passo. Cerchiamo
di calmarci tutti quanti. Lei non pu spararmi.
Sono lo sceriffo, per cui...
Lo sparo rimbomb nella pioggia, scagliando Morgan
all'indietro. Precipit gi dalla veranda, cadendo violentemente
sul terreno e gridando per lo shock e il dolore. Scalciando
sul prato bagnato, arretr furiosamente, poi port la
mano insanguinata alla pistola nella fondina.
Quella era caricata a sale dichiar Holly Coronado
mentre apriva la doppietta ed estraeva una cartuccia, per
poi infilarne altre due e chiuderla. Queste per sono a pallettoni.
Tocchi la pistola e la ridurr a un colabrodo.  su
una propriet privata senza mandato. Se ne vada.
Morgan balz in piedi e fugg affannosamente sull'erba
bagnata verso il SUV. Solomon lo guard, con la mente
che lavorava senza sosta. Quella donna gli aveva sparato
senza alcuna esitazione e doveva pur esserci un motivo, un
motivo molto importante. Lo sceriffo sal in macchina, a
testa bassa e Solomon sent quella luce nera posarsi su di s.
Lo stesso vale per lei disse Holly, puntandogli addosso la
doppietta. Fuori dai piedi o sparo.
Dietro di lui il motore del SUV si accese, poi una portiera
si apr. Entri, presto! grid Morgan.
Solomon lo guard attraverso il parabrezza. Era insanguinato
e infangato, con la camicia bucherellata e sporca
di sale laddove i grani l'avevano colpito. Raggiunse il SUV,
chiuse la portiera, poi torn a guardare Holly Coronado.
Ma io non sono con lui disse.
La vedova fece un passo avanti. Siete arrivati insieme
e potete andarvene insieme dichiar. Fuori dalla mia
propriet!
Solomon guard il prato, i piedi candidi che spiccavano
sull'erba, e cominci ad arretrare verso la fine del vialetto.
Che diavolo fa? grid Morgan, ingranando la retromarcia
e seguendolo. Salti su!
Vorrei solo parlarle disse Solomon ad alta voce, in
modo che sia Morgan sia Holly sentissero. Ho una cosa
che mi ha dato suo marito, ma non ricordo perch. Speravo
che lei potesse aiutarmi spieg, fermandosi quando raggiunse
la strada.
Dietro di lui, il fuoristrada dello sceriffo si arrest
bruscamente e la portiera del passeggero torn a riaprirsi.
Salga in macchina! tuon Morgan. Non faccia l'idiota.
Lei non vuole parlare. Non  in s. Non vede che mi ha
appena sparato?
Solomon studi Holly sotto la pioggia battente. Nonostante
il fucile che esibiva, sentiva la sua fragilit. Tremava,
forse perch era zuppa e infreddolita o magari perch la
doppietta pesava, oppure perch ribolliva talmente di rabbia
da contenersi a fatica. Anche lui conosceva quella sensazione.
Forse era per questo che sentiva di potersi fidare.
Vada disse a Morgan. Non riuscir a parlarle se lei
non se ne va.
Morgan esit, poi ingran la marcia. Be', se le fa saltare
le cervella, si ricordi che l'avevo avvertito.
Il motore rugg e con una sgommata sulla strada bagnata
il SUV si allontan, lasciando Solomon da solo sotto
la pioggia.
Le canne della doppietta seguirono la macchina fino
a quando svolt l'angolo, poi si abbassarono all'improvviso,
come se fossero diventate troppo pesanti da reggere.
Solomon vide Holly Coronado barcollare, quindi aggrapparsi
con una mano alla balaustra. Senza neppure pensarci
prese a correre, gi sapendo che sarebbe svenuta.
Se cadeva in avanti, rischiava di rompersi l'osso del collo
precipitando dalle scale. La raggiunse e balz sulla veranda,
afferrandola mentre si accasciava.
Stia tranquilla le disse, stringendola tra le braccia.
L'ho presa. Aveva ancora addosso l'odore del cimitero:
lo sentiva nelle tracce di terriccio che le impregnavano il
vestito, insieme all'odore metallico del sangue che veniva
dalle mani e dai piedi nudi. La sollev, poi and verso l'entrata.
Apr la porta e, appena entrato, cap all'istante che
cosa aveva scatenato quella furia.
...
.
...
Capitolo 30.
...
.
...
Morgan svolt l'angolo della Main Street un po' troppo velocemente
e il volante gli scivol di mano. Stava componendo
un numero al cellulare, guidando e facendo l'impossibile
per non sporcare di sangue gli interni della macchina,
il tutto con pessimi risultati. Alla fine riusc a chiamare e,
non appena sent squillare il telefono, mise il cellulare in
vivavoce e lo appoggi sulle gambe. Suon tre volte prima
che Cassidy rispondesse.
Mi ha sparato!
Chi?
Holly Coronado, accidenti a lei!
Vi fu una pausa e Morgan sent in sottofondo le grida
e le risate della gente che celebrava la vittoria alla linea di
contenimento dell'incendio. Come stai? Tutto bene?
Sono stato meglio, te l'assicuro. Aveva caricato la doppietta
a sale... brucia come l'inferno ma non  niente di grave.
Ascolta, Creed  rimasto con lei.
Cosa? Dovevi tenerlo sotto controllo, sentire quello
che diceva!
Che altro dovevo fare? Avevo una doppietta puntata
addosso. Lui voleva restare e non potevo certo trascinarlo
via.
E se Tio ci chiama? E se vuole sapere dov'?
Sappiamo benissimo dov'. Hai sentito qualcosa?
No.
Neppure io. Lo chiamer quando arrivo in ufficio,
ma prima mander una pattuglia a prelevare Holly. Voglio
proprio vedere se in Centrale non abbasser la cresta!
Vuoi davvero farlo? Perch non lasci perdere?
Mi ha sparato davanti a un testimone! Se lasciassi
cadere la cosa, che razza di figura ci farei? Bisogna darle
una lezione. Non si punta una doppietta contro lo sceriffo e
lei ha persino premuto il grilletto. Inoltre, questo potrebbe
giocare a nostro favore. Se la leviamo di mezzo, Creed rester
tutto solo in quel quartiere semideserto.
Segu una nuova pausa e a Morgan parve quasi di sentire
gli ingranaggi della mente di Cassidy che si mettevano
in funzione. Quindi, pensi che dovremmo dir loro dove
si trova?
Dobbiamo dare qualcosa a quella gente per dimostrare
che stiamo collaborando. Il fatto che non ci abbiano
chiamati non  positivo, te lo assicuro. Quindi li chiamer
io, dir loro dove si trova Creed e mander i miei ragazzi a
sgomberare la strada. Poi, vedremo che succede.
Chiuse la chiamata per risparmiarsi i balbettii di Cassidy
e si guard le mani. Quand'era un ragazzino, scendeva
spesso in bici dai cumuli di detriti fuori dalla miniera
e, quando cadeva, i sassolini gli spellavano i palmi esattamente
in quel modo. Spost il retrovisore, si guard in
volto e tir un sospiro di sollievo vedendo che non c'era
nulla, giusto qualche graffio. Quella stronza avrebbe potuto
accecarlo se avesse mirato pi in alto e l'idiota che si
ritrovavano per sindaco voleva lasciar perdere? Nero di
rabbia, punt verso il King Community Hospital pensando
a Holly, a Creed e a tutto ci che stava rendendo quella
giornata il peggior incubo che si potesse immaginare.
 quasi finita, si disse. Mantieni la calma, segui il piano e
le cose torneranno a posto, rendendo tutto questo solo un gran
brutto ricordo.
Si ferm sulla rampa delle ambulanze e tese la mano
per riprendere il cellulare appoggiato sul sedile del passeggero,
ma qualcosa spuntava da sotto; si chin per raccoglierlo
e vide che era il cappellino da baseball di Creed.
Tenendolo per la visiera lo volt, lo esamin con cura e sorrise
quando vide il capello bianco rimasto impigliato nella
reticella, sul retro, verso la nuca. Era cos candido da scintillare
contro la stoffa rosso scuro dell'interno.
Salve, Mr. Creed disse, piegando il cappello in modo
da tenervi intrappolato quel prezioso reperto. Adesso vediamo
se riesco a scoprire chi diavolo sei in realt.
...
.
...
Capitolo 31.
...
.
...
Fermo sotto la cupola nera del suo ombrello, Cassidy guardava
la gente festeggiare presso la linea di contenimento.
Tutti parlavano e ridevano, indicando la distesa bruciata
del deserto e scuotendo la testa come se non potessero
credere di aver resistito in qualche modo a quell'inferno.
Pioveva a dirotto ma nessuno cercava un riparo perch, dopotutto,
era stato proprio il temporale a salvarli. Anche lui
sorrideva ma sapeva che non era finita. Un altro pericolo
aleggiava sulla citt e stavolta ci voleva ben pi della pioggia
per uscirne. Controll il cellulare, poi fece una smorfia.
Ancora niente.
Signor sindaco?
Si volt sentendosi chiamare e trasal quando vide uno
sconosciuto alto e atletico avvicinarsi a lui sotto un ombrello.
Sono dell'NTSB, l'agenzia nazionale per la sicurezza
dei trasporti disse, estraendo il portafogli e mostrandogli
un distintivo federale. Stavo andando a Tucson quando
ho sentito del disastro aereo, per cui ho pensato bene di
passare prima di qua. I miei colleghi stanno arrivando con
il team della Scientifica, ma mi hanno chiesto di mettere
il sito in sicurezza. Le spiace se raggiungo la carcassa del
velivolo e do un'occhiata?
Cassidy guard la strada. Una nebbiolina dall'aria tossica
aleggiava sull'asfalto bollente. Crede sia sicuro?
Direi di s. Vede, senza dubbio la pioggia  stata una
manna dal cielo per voi, ma per noi rappresenta un problema
perch rischia di cancellare delle prove. Ci vorr un po'
per assemblare il team e quindi sarebbe utile se potessi fare
una ricognizione e scattare qualche foto. Prima stenderemo
il rapporto e prima si potr parlare di riaprire la strada.
Cassidy spazi con lo sguardo nel deserto. Dal terreno
riarso si levavano sbuffi di vapore che aleggiavano come
fantasmi. Va bene disse. Verr con lei, dottor...
Davidson disse Mulcahy e tese la mano.
Piacere. Io sono Ernest Cassidy. Strinse con vigore
la mano tesa e guard l'uomo negli occhi come gli aveva
insegnato suo padre. Benvenuto a Redemption, dottor Davidson.
...
.
...
Capitolo 32.
...
.
...
L'interno di casa Coronado era un open space arredato con
gusto, la tipica dimora di una giovane coppia di professionisti.
Qualcuno, per, l'aveva completamente devastata.
Solomon guard i cassetti aperti con il contenuto sparso a
terra, poi il divano rovesciato sullo schienale. La fodera era
stata tagliata per il lungo, l'imbottitura estratta con tanta
rabbia da mostrare le molte interne. Lo raddrizz con un
piede e vi pos Holly. Lei batt gli occhi, cercando di riprendere
il controllo. Sto bene disse. Ho solo avuto un
attimo di...
Dov' la cucina?
Lei lo fiss incuriosita, come se lo vedesse solo adesso.
Com' pallido!
Anche lei  pallida. La cucina?
Holly indic una porta e Solomon la raggiunse, avanzando
tra i frammenti di un televisore che era stato alzato
dal mobiletto e scaraventato a terra.
In cucina trov una scena analoga: cassetti svuotati
sul pavimento, le ante dei pensili aperte ma, da un certo
punto in poi, tutto appariva in ordine, come se gli intrusi
avessero trovato ci che cercavano oppure fossero stati interrotti
magari da una telefonata che li avvisava della fine
anticipata del funerale e del ritorno a casa della vedova.
Ci pens su un attimo e concluse che era quella l'ipotesi
pi plausibile. Dubitava che gli intrusi cercassero dei
gioielli nascosti nella zuccheriera. Qualunque cosa volessero,
non l'avevano trovata.
Prese un bicchiere dallo scolapiatti e lo riemp con l'acqua
filtrata che trov in una brocca, inalando al contempo
gli odori della cucina: alimenti, detergenti e un effluvio
completamente estraneo, tipo grasso per motori e paglia,
tanto intenso da aleggiare nell'aria come una patina oleosa.
Tir un bel respiro e sent qualcos'altro, un odore che ricordava
vagamente il gesso. Pos lo sguardo sul piano cucina
e si rese conto subito di quanto disperata fosse, in realt,
Holly Coronado. Tracce di polvere bianca spiccavano sulla
superficie liscia e scura. Ne raccolse un po' con il polpastrello,
l'assaggi e la sua mente la identific all'istante.
Zolpidem. Un sedativo ipnotico miorilassante e anticonvulsivo
usato per il trattamento dell'insonnia.
Annu e torn in sala, fermandosi davanti a Holly.
Ecco, beva un po' d'acqua le disse, porgendole il bicchiere.
Poi le pos la mano sulla fronte. Era calda, ma non febbricitante.
Ha gi preso quelle pillole?
Holly trasal. No, io...
Ne  sicura?
Certo gli disse, guardandolo smarrita. Chi  lei?
Non posso risponderle, perch non lo ricordo replic
Solomon, estraendo dalla tasca le memorie di Jack Cassidy.
Penso per che sia stato suo marito a darmi questo
aggiunse, aprendo il libro alla pagina delle dediche.
Solomon Creed lesse Holly, per poi scuotere la testa.
Non ho mai sentito Jim menzionare il suo nome. Perch
pensa che sia stato lui a darglielo?
Perch, come le ho detto, non ricordo nulla di me stesso,
n il mio nome n da dove vengo, nulla. Solo questo
libro mi lega al passato. Questo libro e la netta sensazione
di essere venuto qui per suo marito. Credo...
Che cosa?
Credo di essere venuto per salvarlo.
Il dolore le riemp il volto. Gli restitu il libro e disse:
In tal caso, Mr. Creed,  arrivato troppo tardi. Mio marito
 morto. Lui non pu aiutarla e io nemmeno.
Solomon prese il piccolo volume e pens alla polvere
bianca trovata sul piano cucina. Forse sono io che devo
aiutare lei, Mrs. Coronado.
Non voglio il suo aiuto. Voglio restare sola. La ringrazio
per ci che ha fatto, ma adesso le chiedo di andarsene.
Lui non si mosse. Ma io non posso andarmene.
Questa  casa mia. Se ne vada e mi lasci in pace.
Ma Solomon continu a guardarla, studiando la sua
fragile bellezza, il suo dolore, le sue pupille dilatate forse
per lo shock o magari per qualcos'altro.
Se non esce subito, chiamo la polizia!
Lui scosse la testa. No, non la chiamer. La polizia
era gi qui e lei l'ha cacciata sparando. Perch ha puntato
quella doppietta contro Morgan?
Che le importa? Insomma, cosa vuole?
Gliel'ho detto, voglio capire chi sono.
Ma io non ne ho idea!
Suo marito s, per. Perch mi avrebbe mandato questo
libro se non fossi collegato a lui in qualche modo? E
perch sono cos certo di essere venuto per salvarlo? In questa
citt sta accadendo qualcosa di sbagliato. Credo che suo
marito fosse nei guai, che lei sappia di cosa si tratta e che io
ne sia coinvolto in qualche modo.
Holly lo studi in silenzio, gli occhi neri pieni di sana
diffidenza. Perch pensa che Jim fosse nei guai?
Solomon indic la casa devastata. Per questa piccola
sorpresa che si  trovata al suo rientro. Perch ha sparato
allo sceriffo. Perch mi sono accorto che nessuno vuol parlare
di ci che  accaduto a James Coronado.
Un lampo di interesse le attravers lo sguardo. A chi
si riferisce?
Al sindaco. A Morgan. Credo che abbia insistito per
accompagnarmi qui solo per sentire di cosa avremmo parlato
o, magari, per assicurarsi che lei non mi dicesse nulla
a causa della sua presenza. Ma adesso non c' e quindi mi
racconti ci che lui non voleva farmi sapere.
Holly apr la bocca come per dire qualcosa, ma poi si
ferm. Ascolti, ho appena sepolto mio marito mormor.
Non sono in grado di aiutare nessuno, neppure me stessa.
Per cui, se ne vada. Per favore...
Solomon annu. Torn a guardare il caos che li circondava,
poi annus gli odori della casa, il grasso per motori,
la paglia e il vago aroma di gesso delle pillole frantumate.
Va bene disse. Se davvero lo vuole, me ne andr. Ma
l'avviso che i sonniferi sono notoriamente inaffidabili come
metodo di autodistruzione.
Holly batt gli occhi, sorpresa, poi si port la mano al
petto con l'aria di chi accusa il colpo e Solomon cap di aver
visto giusto.
Posso immaginare il dolore che prova per aver perso
l'uomo che amava, quindi, se ha deciso di porre fine alla
sua pena, chi sono io per fermarla? Ma se  davvero decisa
ad arrivare fino in fondo, corra un po' prima di prendere i
sonniferi. Pi il cuore batte forte e pi rapidamente fanno
effetto. E non li diluisca troppo, altrimenti rischia di farsi
solo una bella dormita.
Holly lo guard a lungo, senza mostrare emozioni.
Sembrava chiedersi chi diavolo avesse davanti e non riusciva
a trovare una risposta. Chi  lei? ripet con un filo
di voce.
Le assicuro che non ne ho idea. Mi creda, l'ultima
cosa che vorrei  star qui a disturbarla in un momento come
questo, ma non so che altro fare. Ho solo un nome, i vestiti
che indosso e questo libro. Mi sono perso, sto cercando di
ritrovarmi e l'unica traccia porta a suo marito, quindi a lei.
Per cui le chiedo: vogliamo aiutarci a vicenda?
Io... ma lei  venuto con Morgan.
Non perch lo volessi. Inoltre, non sono andato via
con lui, no?
Questo non significa nulla. Potrebbe essere d'accordo
con loro. Chi mi dice che la sua storia e la comprensione
che mi sta mostrando non siano un modo per conquistare
la mia fiducia e scoprire che cosa so?
Pensa davvero che se fosse questo il loro piano, sarebbero
ricorsi a un tipo come me?
Holly lo guard. Gli occhi si soffermarono sui piedi
nudi per poi tornare a fissarlo in volto. La pioggia scrosciava
sul tetto, riempiendo il silenzio come un rullo di tamburo
che anticipava la sua risposta. Alla fine tese la mano. Mi
dia quel libro.
Solomon le porse le memorie di Jack Cassidy. La vide
leggere la dedica, poi accigliarsi e quindi annuire come se
avesse preso una decisione. Dopodich, Holly si alz e si
aggiust il vestito.
Venga disse. Credo che debba vedere una cosa.
...
.
...
Capitolo 33.
...
.
...
Cassidy guard la distesa bruciata fuori dal finestrino e si
sent assalire dalla pi cupa disperazione. Quel maledetto
incendio sarebbe costato una fortuna alla citt e la strada
era interrotta, quindi bisognava appaltare i lavori. Chiss
quando avrebbero rivisto dei turisti!
Sembra Ground Zero l davanti comment il funzionario
dell'NTSB.
Come si chiamava? Non era da lui dimenticare un
nome. Rivelava il terribile stress causato da quella situazione.
Fin da ragazzo suo padre gli aveva insegnato l'importanza
di ricordare i nomi. Perch loro sapranno il tuo gli
diceva. Tutti in questa citt conoscono i Cassidy, quindi,
per metterli a loro agio, devi conoscerli uno per uno. Dovrai
stringer loro la mano come se avessi aspettato solo il
momento di incontrarli e poi ripetere il loro nome due volte
guardandoli negli occhi. Nulla spinge la gente a rispettarti
quanto il fatto che ricordi chi sono. Dimenticare il nome di
una persona  come sputarle in faccia.
Ma lui si era scordato come si chiamava quel tizio.
Si fermarono tra i sobbalzi a una ventina di metri dalla
carcassa dell'aereo. L'incendio l'aveva ridotta a un guscio
metallico annerito. La strada, fusa dal terribile calore,
sembrava un'enorme, rugosa colata di bitume
Bene, vado a fare il mio lavoro disse il funzionario.
Lei resti pure in macchina, se crede.
No. Vorrei vedere ci che ha quasi distrutto la mia
citt, se non le spiace. E ci che potrebbe ancora distruggerla,
aggiunse tra s.
Faccia come crede replic il funzionario: Davidson,
ecco come si chiamava. Ma stia lontano dall'aereo e non
tocchi nulla, okay?
Mulcahy avrebbe volentieri fatto a meno del sindaco
Cassidy appiccicato alle costole, ma andava bene lo stesso.
Apr il bagagliaio e, usandolo per ripararsi dalla pioggia, si
chin per prendere dalla borsa ci che gli serviva: un paio
di guanti in nitrile, sacche sterili per raccogliere le prove,
una torcia professionale.
Sapeva per esperienza che il modo migliore di rimuovere
qualcosa dalla scena del crimine o, in questo caso
dell'incidente, non era intrufolarsi come un ladro e provare
a portarlo via, ma avvicinarsi come se ne avesse il diritto e
prelevarlo sotto gli occhi di tutti. Naturalmente, il fatto che
fosse ancora la polizia locale a gestire le cose aiutava parecchio,
per era meglio sbrigarsi fintanto che la situazione
restava fluida.
Okay, andiamo a dare un'occhiata disse, chiudendo
il bagagliaio e aprendo l'ombrello, con un suono che gli ricordava
sempre lo sparo di una pistola col silenziatore. Il
sindaco lo affianc e, insieme, si avviarono sulla strada distrutta,
stando bene attenti a dove mettevano i piedi.
Nonostante la pioggia, il calore emanato dall'asfalto
fuso e appena solidificato si faceva sentire sotto la suola
delle scarpe. Ha provocato un incendio con i fiocchi, eh?
disse Mulcahy, provando a far rilassare il sindaco per vedere
se riusciva a carpirgli qualcosa. Ha sciolto non solo
l'asfalto, ma anche la massicciata.
Il sindaco annu. Suppongo che ne vediate parecchi
di incidenti cos.
Niente affatto replic lui con sincerit. In genere gli
aerei non si schiantano sulle strade.
Pensavo pi alle piste d'atterraggio.
Quelle non sono strade. Vengono realizzate con materiali
pi resistenti, in genere lastre di cemento o miscele
di asfalto e cemento, quindi resistono meglio agli incendi
spieg, recitando a memoria la spiegazione di Wikifacts
che Siri gli aveva gentilmente fornito mentre arrivava a Redemption.
Forse era una cazzata, ma per fortuna parlava
a un sindaco, non a un ingegnere. La maggior parte degli
aerei precipita in mare. O meglio, la maggior parte non
precipita affatto. L'aereo resta sempre il mezzo di trasporto
pi sicuro in assoluto. E anche quando capita un incidente,
non sempre sono fatali. Alla radio hanno detto che c' un
superstite, dico bene?
S. Cio, un tizio si  allontanato a piedi dal luogo dello
schianto, ma dice che non si trovava sull'aereo.
Bisogna rintracciarlo, sentire la sua testimonianza.
Servir per il verbale. Mulcahy si ferm e si volt verso il
sindaco. Spiacente, ma devo chiederle di restare qui.
Ma certo.
Dovr anche prendere l'ombrello.
Non si preoccupi. Faccia pure il suo lavoro.
Mulcahy annu e prosegu da solo, avanzando con
cautela tra i rottami dell'aereo e le volute di vapore velenoso
emesse dall'asfalto fino alla carcassa contorta che spiccava
al centro di un cratere. Estrasse dalla tasca la torcia e
una sacca per le prove, poi esamin la situazione.
Grosse gocce di pioggia tamburellavano sull'ombrello
e facevano suonare i rottami metallici come diapason.
Accese la torcia e la punt verso l'interno, completamente
buio, della carcassa, illuminando le strutture di rinforzo
che spiccavano come ossa di costolette abbrustolite. L'asfalto
era diventato una pozzanghera l in mezzo e, solidificandosi,
aveva inglobato diverse parti dell'aereo. Le esamin
con attenzione nel potente cono di luce. Non c'era pi nulla
di riconoscibile in quell'ammasso di ferraglia, ma lui cercava
qualcosa di molto specifico.
Una volta, quando ancora prestava servizio nella
Squadra Omicidi, era stato mandato in un magazzino dato
alle fiamme per nascondere le prove di un triplice omicidio.
Nella sua carriera ne aveva viste tante, ma la catasta
di ossa bruciate che si era ritrovato davanti l'aveva impressionato
come mai si sarebbe immaginato. Ecco ci che restava
di tre persone, tre uomini che quella mattina si erano
svegliati, avevano fatto colazione e baciato le loro mogli e i
loro figli prima di uscire, ignari del fatto che, entro sera, sarebbero
finiti cos, ridotti a pochi resti umani. Non molto si
salva di un uomo alle temperature sviluppate da un incendio.
Persino le ossa si consumano se il calore  abbastanza
elevato e, a giudicare dalla carcassa, l dentro si arrivava a
valori da altoforno.
Forse stava solo perdendo tempo. Forse doveva tornare
dal sindaco e torchiarlo un po', in modo da avere pi
informazioni sul misterioso superstite. Stava cominciando
a valutare l'idea, quando vide qualcosa di interessante.
Spuntava fuori dai rottami dell'aereo fusi nell'asfalto,
proprio in un punto in cui la pioggia entrava da uno squarcio
della fusoliera per scorrere via in un malsano ruscello.
Era un resto umano, un femore, l'osso pi grande del corpo.
Si avvicin, muovendosi verso il punto dove doveva
trovarsi la cabina di pilotaggio, spostando i rottami con la
torcia. Sotto una spessa striscia metallica trov le estremit
frastagliate di un paio di costole ridotte in frantumi, poi
guard pi in l e vide una mascella annerita, anch'essa
fusa nell'asfalto. E poco oltre, trov finalmente ci che stava
cercando.
Il teschio giaceva su un lato, sfondato da una grossa
struttura che per convogliava la pioggia, lavando l'osso e
rendendo pi facile l'ispezione. La luce illumin una piccola
placca metallica fissata con viti chirurgiche appena sopra
la cavit oculare destra.
Eccoti qua mormor, stringendo la torcia tra i denti.
La punt contro il teschio e scatt parecchie foto con il
cellulare.
Ha trovato qualcosa? grid il sindaco, con la voce
che echeggiava nel temporale.
Mulcahy si tolse la torcia dalla bocca. Resti umani
grid in risposta.
Arretr cautamente, infilandosi il cellulare in tasca
per ripararlo dalla pioggia. Poi usc dalla carcassa e torn
alla macchina. I veri funzionari sarebbero arrivati presto.
Meglio squagliarsela se voleva continuare a fare il suo lavoro,
salvando cos la vita a suo padre.
Ho visto abbastanza disse, passando davanti al sindaco
e puntando verso la macchina. Trasmetter tutte le
informazioni al team della Scientifica.
Sal in macchina, accese il motore e ingran la retromarcia
ancor prima che Cassidy avesse il tempo di allacciare
la cintura di sicurezza. La lascio dove l'ho prelevata
annunci, facendo inversione per poi partire con tutta
la velocit permessa dall'asfalto distrutto. Le sarei grato
se tenesse lontana la gente fino a quando arriver il team.
Adesso li chiamer e dir loro di sbrigarsi. A proposito, le
consiglio di insistere perch si affrettino a fare tutti i rilievi.
Solo dopo che la carcassa verr rimossa si potr parlare di
rifare la strada.
Il sindaco annu. Sembrava distratto e Mulcahy sapeva
bene perch.
Guidarono in silenzio e si fermarono al cartello turistico
dove la gente continuava a festeggiare. Cassidy guard
fuori, cercando nella folla qualche volto sconosciuto.
Tio  gi qui, pens Mulcahy. Sei voltato dalla parte sbagliata.
Grazie per l'aiuto gli disse, ansioso di liberarsi di
lui e passare alla fase successiva del suo piano.
Di nulla replic Cassidy, sempre studiando la folla.
Se c' qualcos'altro che posso fare...
S, in effetti pu farmi un altro favore gli disse, riprendendo
il cellulare e aprendo il navigatore. La Jeep
aveva il navigatore incorporato, ma mai inserire dei dati
in una macchina che potresti abbandonare. Il tizio di cui
mi parlava: se mi dice dove trovarlo, sarei ansioso di fargli
qualche domanda su ci ch'e ha visto.
...
.
...
Capitolo 34.
...
.
...
Holly condusse Solomon attraverso la casa, in un silenzio
cos intenso che si sentiva solo il battito della pioggia sul tetto.
Questo  lo studio di Jim disse, aprendo la porta di
una stanza devastata come se vi fosse passato un tornado.
Non c'era cassetto o armadio rimasto intatto. Documenti di
ogni sorta coprivano il pavimento insieme a classificatori,
libri, trattati di legge rilegati in pelle, le copertine aperte
come ali di uccelli morti. I ripiani da cui provenivano erano
desolatamente vuoti. Sulla scrivania, anch'essa svuotata e
perquisita, uno schermo acceso rivelava che l'intruso aveva
anche forzato l'accesso al computer.
Solomon entr e respir profondamente. Qui, l'odore
dominante era un mix di dopobarba al muschio, cuoio e
legno. Ma c'era anche quell'onnipresente effluvio di paglia
e grasso per motori che sembrava pi intenso, forse a causa
del sudore provocato dalla tensione e dallo sforzo.
Lei dice di volere scoprire chi  in realt afferm
Holly, spostandosi verso la parete pi lontana. Bene, lo
stesso valeva per Jim.
La parete era interamente coperta di schede, articoli
di giornali, mappe, fotografie. Le ricerche sembravano
essere divise in due colonne: a sinistra si vedeva una grande
mappa della regione sulla quale spiccavano vecchie foto e
pagine fotocopiate da una rivista che doveva risalire a parecchi
decenni prima, con il vecchio stile dei caratteri che
ricord a Solomon la dedica stampata sulla sua copia delle
memorie di Jack Cassidy. La parte destra, invece, mostrava
una serie di date che andavano dal pavimento al soffitto.
Si partiva dal 1850, in basso, fino ad arrivare al presente.
Tra le diverse date erano state inserite delle schede con dei
nomi scritti a mano: in alto, tra le due colonne, spiccava
una pagina della Bibbia attaccata con delle puntine. Era
un estratto dai Proverbi e un versetto era sottolineato. Un
buon nome vale pi di grandi ricchezze e la benevolenza altrui
pi dell'argento e dell'oro.
Questo  l'albero genealogico di Jim spieg Holly,
indicando la colonna con le date. Almeno fin dove lui  riuscito
a risalire. Ultimamente aveva contattato molta gente
per le sue ricerche. Forse lei ne fa parte.
Solomon si avvicin, sentendo le orecchie ronzare al
pensiero che quella colonna potesse fornire qualche indicazione
su chi fosse in realt. Alcuni nomi venivano accompagnati
da fotografie, soprattutto i pi recenti, ma si
notavano anche dei vecchi ferrotipi che catturavano le ferme
espressioni e gli sguardi assenti di gente scomparsa da
tempo. Studi avidamente ogni dettaglio, ma il suo nome
non compariva e il suo volto, da quel guazzabuglio di immagini,
non veniva fuori in nessun modo.
La sua attenzione and alla mappa e a ci che vi spiccava.
Questa cos'?
La ricerca per un libro che Jim stava scrivendo sul
tesoro perduto di Jack Cassidy, sa di cosa parlo, vero?
Solomon ricord le mappe che aveva visto nei negozi
di souvenir. Tutte riguardavano il tesoro perduto e c'era
anche un passaggio delle memorie che ne parlava. Nel corso
della vita recit, sono diventato famoso per aver trovato
una fortuna nel deserto, ma in verit esiste un altro tesoro
ancor pi grande...
Ha letto le memorie del reverendo, vedo.
S, certo.
E lo stesso vale per un sacco di gente. I cacciatori di
tesori setacciano la zona da quando quel libro  stato pubblicato
per la prima volta. Ancora oggi arrivano dei pullman
carichi di turisti venuti apposta per cercarlo.
Solomon studi la mappa, i documenti e le fotocopie
di pagine della Bibbia con delle note scribacchiate a penna.
Anche suo marito lo cercava?
Holly si strinse nelle spalle. Forse. Non so se ci credeva
davvero, ma adorava l'idea che potesse esistere. Era
un'idea romantica e lui era un uomo romantico. Tuttavia,
ha praticamente smesso di scrivere il libro quando ha scoperto
una traccia in grado di condurlo a sua madre.
Per quanto ha lavorato su quest'albero genealogico?
domand Solomon, indicando la colonna di destra.
Non per molto. Forse un mese, cio da quando  stato
eletto. Come delegato aveva accesso ai fascicoli riservati
dell'amministrazione, in modo da approfondire la situazione
finanziaria e familiarizzare con il fondo patrimoniale
cittadino che doveva gestire. Ma poteva accedere anche ad
altri documenti interessanti, per esempio i moduli di ammissione
a The Cassidy.
The Cassidy? Cos'?
L'orfanotrofio.  stato chiuso dieci anni fa, quando i
soldi hanno cominciato a scarseggiare. Jim ci  cresciuto.
Lui era orfano.
Quella parola fu come un faro che si accendeva all'improvviso,
facendo luce su molte cose come la staccionata
bianca, le assi della copertura esterna della villa dipinte
di verde, il dondolo sulla veranda. Tutto questo era come
un sogno realizzato, l'immagine della dimora perfetta coltivata
nel tempo da un bambino che non aveva una casa.
Spiegava anche il bisogno quasi ossessivo di James Coronado
di scoprire le sue origini e la sua identit. Solomon lo
capiva in pieno.
Una delle cose per cui si batteva Jim era la riapertura
di The Cassidy continu Holly. Diceva che era necessario
restituire un cuore alla comunit, resuscitare lo spirito con
cui Jack Cassidy aveva fondato la citt, farne di nuovo un
luogo di carit e amore cristiano. Il reverendo aveva aperto
un rifugio per donne e bambini abbandonati, poi, col tempo,
era diventato un orfanotrofio.  stata la casa di Jim per
i primi diciassette anni della sua vita, quanto di pi vicino
a una famiglia avesse mai avuto. Tuttavia, i moduli compilati
alla sua accettazione riportavano il nome della sua
vera madre. Detto questo, prese la fotocopia di un vecchio
modulo appeso alla parete e lo porse a Solomon. Sotto le
caselle da compilare per l'accettazione di un bambino di
nome James Coronado spiccava una firma contorta quanto
infantile. Carol Nielsen. E di fianco, in stampatello: Madre.
Jim riusc a rintracciarla in un campo per roulotte a
nord di Nogales. Viveva l da anni con un tizio. Quando li
raggiunse, apprese da lui che Carol era morta di cancro diverso
tempo prima. Aveva ancora delle cose che le appartenevano
e fu felicissimo di sbarazzarsene consegnandole al
figlio. Holly alz lo sguardo verso gli scaffali adesso vuoti,
poi pos la fotocopia sulla pila di oggetti scaraventati a terra.
Si chin, recuper una busta di plastica trasparente da
sotto la catasta, poi la porse a Solomon. Tra le cose di sua
madre c'era questa.
L'intruso doveva aver tuffato la mano nella plastica
con tanta forza da lacerarla per poi buttar via tutto, una
volta constatato che serviva solo ad avvolgere un libro piccolo
e spesso, di nessun interesse per lui. Solomon apr la
busta e l'odore di vecchie sigarette ne usc come un genio
dalla lampada. Estrasse il libro e se lo rigir tra le mani: era
vecchio e consunto, con la copertina di pelle che un tempo
doveva essere blu e adesso appariva nera per le mani sporche
che l'avevano maneggiata negli anni. Il dorso cominciava
a creparsi e la doratura delle lettere che componevano
il titolo era quasi scomparsa, lasciando solo tre parole in
rilievo: La Sacra Bibbia.
L'apr e sulla prima pagina vide un albero genealogico
tracciato a penna da una mano incerta e infantile. Arrivava
fino alla met del 19esimo secolo e i nomi erano gli stessi che
Coronado aveva riportato sulla parete, ma con un'unica,
fondamentale differenza: l'elenco terminava con il nome di
Carol Nielsen. Lei non aveva aggiunto quello di suo figlio.
Guardi la data di nascita di Carol, poi quella di Jim
disse Holly. Aveva solo sedici anni quando l'ha messo al
mondo. A noi piaceva pensare che fosse rimasta incinta e
non volesse farlo sapere al padre o magari che lui non fosse
pi in giro e fosse stata costretta a lasciare il figlio all'orfanotrofio.
Ma prima, l'aveva battezzato con il nome dell'antenato
pi vecchio al quale era riuscita a risalire spieg,
indicando il primo nome dell'albero genealogico. James Coronado,
nato nel 1857, morto ???
Era cos giovane e doveva essere cos spaventata! Non
riesco a immaginare come possa sentirsi una madre che
entra in un edificio con il figlio tra le braccia e, poi, ne esce
tutta sola.
In quelle parole Solomon colse una nuova conferma
dell'enormit della perdita subita da quella giovane donna.
La tragica scomparsa del suo Jim non le sottraeva solo un
marito, ma il futuro stesso, gli anni che avrebbero trascorso
insieme, la famiglia che volevano mettere in piedi. Alz lo
sguardo e lo pos su una scheda in cima alla parete, che
riportava il nome di James e Holly Coronado e, accanto, numerose
righe vuote.
Quella  una specie di scherzo spieg Holly, seguendo
il suo sguardo. Jim diceva sempre di voler tanti di quei
figli da formare una squadra di calcio.
E lei, quanti ne voleva?
Holly pos lo sguardo sulla scheda e gli occhi le si riempirono
di lacrime. Me ne sarebbe bastato uno...
Solomon avvert la sofferenza della donna intensificarsi
e pens di lasciar cadere quell'argomento cos delicato.
Abbass lo sguardo e cerc nel caos sul pavimento una
piccola foto che aveva visto, entrando nella stanza, semisepolta
dai fogli sparsi vicino alla scrivania. Forse non aveva
nulla a che fare con lui ma, in qualche modo, sentiva che
era importante.
E quindi, cosa  successo? chiese.
In che senso?
Solomon si avvicin alla scrivania, prese la piccola
foto e gliela porse. Cos' successo al vostro bambino?
La vide trasalire quando prese la foto, poi accasciarsi
lentamente su una sedia. Non sapevo l'avesse tenuta
mormor, sfiorandola con un dito. Questa  l'ecografia che
abbiamo fatto alla dodicesima settimana di gravidanza.
Una settimana dopo, l'ho perso.
Dunque era un maschio?
Una singola lacrima le scivol lungo la guancia. Jim
Junior. Lo chiamavamo cos anche se, ovviamente, non intendevamo
battezzarlo con quel nome. Pensavamo di avere
tutto il tempo per trovarne uno migliore... Si asciug nervosamente
la guancia, poi scosse la testa. Ma non  stato cos.
Suo marito come ha preso la perdita del figlio?
Lei emise un lungo sospiro. Come un uomo e con
questo intendo dire che si mostrava forte, stoico, solidale,
ma teneva accuratamente nascoste le sue emozioni. Lo faceva
spesso, si direbbe, pi di quanto io immaginassi. Si
volt sulla sedia e pos la mano sul mouse. Guardi, ho
trovato questo l'altro giorno aggiunse, cliccando su un'icona
che recava la scritta: Per JJ.
Un'immagine riemp lo schermo, un uomo che sedeva
sulla sedia occupata adesso da Holly. Ciao disse nel momento
in cui il video part. Solomon sent tendersi i muscoli
del collo quando cap di chi si trattava. Mi hanno appena
detto che stai per arrivare e io vorrei parlarti, quindi eccomi
qui. Sai, non avevo un padre a cui rivolgermi mentre
crescevo e quindi non so esattamente come funziona, ma
so che desideravo tanto averlo, in modo da poter parlare e
giocare insieme a lui, chiedergli consigli e quel genere di
cose. Quindi, fagiolino, volevo solo dirti che ti penso un
sacco. Ti penso a tal punto da volerti parlare ancor prima
che tu nasca, ti rendi conto? Ricorda sempre una cosa: se
un giorno ti sembrer di non potermi raccontare qualche
guaio, sappi che ti sbagli. Potrai sempre dirmi tutto, perch
io sar l ad ascoltarti. Conta su di me e conta su tua madre,
perch ti amiamo e non vediamo l'ora di conoscerti.
Stammi bene, fagiolino.
L'immagine si blocc e Solomon studi il volto di James
Coronado, l'uomo che era venuto a cercare, l'uomo che
sentiva di dover salvare. Poi pos lo sguardo sulla parete
dietro lo schermo e vide la versione ancor pi giovane dello
stesso volto guardarlo da una fotografia incorniciata che
ritraeva cinque ragazzi accanto a un fuoco. Alle loro spalle
si intravedeva una costruzione alquanto insolita, priva di
pareti e con un tetto di rami intrecciati.
Una ramada, suppl subito la sua mente. Il termine usato
dai pellerossa Hohokam per indicare un rifugio.
Il territorio dietro la ramada pareva vergine, identico a
quando gli Hohokam vi vivevano. Lontane montagne spiccavano
sullo sfondo, con una profonda fenditura a V tra
due picchi, scavata da un fiume preistorico.
Torn a studiare il volto del ragazzo. Sotto c'erano altre
foto, con lo stesso volto che si evolveva nel tempo, la
fissit dell'immagine che ne evidenziava i sottili cambiamenti.
Ogni anno maturava un po' di pi, fino a quando,
nell'ultima istantanea, si vedeva un gruppo di ventenni che
dovevano essere gli stessi ragazzi della prima foto. Uno cominciava
a ingrassare, un altro a perdere i capelli, ma tutti
restavano riconoscibili. James Coronado era in mezzo al
gruppo, un po' pi alto degli altri e dotato di un carisma
che senza dubbio gli permetteva di spiccare. Se quei ragazzi
avevano un leader, si trattava sicuramente di lui.
Continu a guardarlo a lungo, desiderando con tutte
le forze che quel volto accendesse un ricordo. Ma non accadde
nulla. James Coronado, l'uomo che aveva registrato
quel video per un figlio che non sarebbe nato, l'uomo che
era venuto a salvare, risultava solo un perfetto sconosciuto.
...
.
...
Capitolo 35.
...
.
...
Mulcahy ferm la Jeep a prudente distanza dall'indirizzo
fornito da Cassidy. Spense il motore e guard la strada battuta
dalla pioggia. Era l'emblema della provincia americana,
con graziose ville familiari, verdi giardini cinti da staccionate
e vialetti che si inerpicavano sulle brevi salite fino
ai doppi garage. Sul vialetto della villa di Holly Coronado
c'era una macchina. La luce accesa al pianterreno indicava
che almeno la vedova si trovava in casa.
Estrasse dalla tasca il cellulare e studi l'archivio web
di un giornale locale. Trov un articolo che mostrava la
stessa casa, ma con due macchine parcheggiate. Continu
a cercare e trov la foto della seconda macchina in fondo
a una scarpata. Il titolo diceva: Funzionario appena eletto
muore in un tragico incidente.
Fece scorrere l'articolo e trov un'altra foto, quella del
defunto e di sua moglie abbracciati e sorridenti in un vecchio
cimitero, chiaramente in posa per i giornalisti. Bella
donna. Bella coppia. Avevano l'aria di chi ha tutto sotto
controllo e si aspetta il meglio dalla vita. La quale, va da s,
ha spesso in serbo qualche brutta sorpresa.
Alz lo sguardo e torn a studiare la strada. Una luce
brillava debolmente nell'ombra di un'ampia veranda poco
pi sotto rispetto alla casa della vedova, ma non sembrava
esserci nessuno in quella casa. Probabilmente si trattava
solo di un sensore che era scattato per il buio improvviso
portato dal temporale. La maggior parte dei bravi cittadini
si trovavano ancora alla linea di contenimento dell'incendio
e, probabilmente, vi sarebbero rimasti ancora un po' per festeggiare,
incuranti della pioggia. Non capitava tutti i giorni
di salvare la propria citt dalla distruzione: se avesse vissuto
l, anche lui sarebbe rimasto con gli altri ad assaporare quei
momenti di trionfo prima di tornare alla sua bella villetta,
in quella strada cos tranquilla dove le luci delle verande si
accendevano automaticamente per tener lontano il buio.
Era il tipo di quartiere dove una volta sperava di risiedere,
prima che la sua vita prendesse una svolta molto pi
buia e pericolosa di quanto lui potesse immaginare. Per diverso
tempo, quando il ricordo dell'ordinata esistenza che
conduceva era ancora vivo, rivedeva certi eventi continuamente
come il giocatore di un videogame che cerca di capire
come ha fatto a perdere una partita che sembrava vinta,
pensando a come sarebbe andata se avesse fatto delle scelte
diverse, se si fosse dimostrato un uomo migliore, pi forte
o magari soltanto pi furbo. Solo pi tardi si era reso conto
di non aver mai potuto scegliere. Come tutti, del resto.
Perch la verit era molto semplice: se un potente decide
di entrare nella tua esistenza e farla a pezzi, non puoi far
molto per evitarlo. E quindi, eccolo l.
Apr un nuovo messaggio, vi alleg le foto scattate nella
carcassa dell'aereo, premette Invia e le guard andare.
Dovevano passare diversi cellulari, rimbalzare da un capo
all'altro del Messico prima di arrivare a Tio. Poi, le cose sarebbero
diventate interessanti. Tanta gente avrebbe pagato
con la vita ci che era accaduto quel giorno. Qualcuno lo
meritava, ma altri no. Pass ai messaggi ricevuti e studi
le sfocate immagini inviate da Tio dell'albino che si era allontanato
a piedi dal luogo dello schianto, l'uomo con un
segno sul braccio che poteva essere un numero romano oppure
no. L'uomo che probabilmente si trovava nella villa
che lui stava spiando da lontano.
Apr il cassetto del cruscotto, estrasse la Beretta, poi
prese l'astuccio degli occhiali in cui nascondeva il silenziatore,
avvitandolo alla pistola dopo aver sostituito il caricatore
mezzo vuoto con uno pieno. Tio voleva quel tizio vivo,
ma lui non intendeva correre rischi. Pos la pistola sul sedile
e torn a osservare la villa. Il temporale stava passando e
la pioggia battente cominciava a mutarsi in una pioggerella leggera.
Gli sarebbe piaciuto vedere suo padre vivere in un
posto grazioso come quello invece che nel miserabile appartamento
che occupava sopra una lavanderia a gettoni.
D'altro canto, al vecchio non sembrava importare molto di
dove abitasse. Non era mai stato capace di tenersi i soldi,
ecco il punto, e la cosa pi vicina al motto di famiglia che
lui riusciva a immaginare era: i soldi facili partono al volo.
Ricordava quand'era un ragazzino di undici anni e lo vedeva
tornare da quelle citt dal nome accattivante dopo una
lunga settimana di assenza, la macchina completamente
coperta di polvere. Solo da adulto, quando aveva visitato di
persona quelle medesime citt, si era reso conto del motivo
per cui suo padre tornava a volte con il sorriso sulle labbra
e carico di doni, altre cupo, taciturno e completamente al verde.
Di nuovo ripass i nomi di quelle citt, una sorta di
strano appello che ricordava fin da ragazzino. Oklahoma
City, Des Moines, Shakopee, Omaha e Kansas City. Le ripet
di nuovo, poi vi aggiunse altri nomi. Remington Park
a Oklahoma City, Prairie Meadows a Des Moines, Canterbury Downs
a Shakopee, Ak-Sar-Ben a Omaha, Woodlands
a Kansas City. Ippodromi. Tutte quelle citt avevano un ippodromo.
Si chin e prese il sacco della lavanderia da sotto il
sedile, con i caricatori e le pistole che tendevano la plastica
e sporgevano qua e l. Estrasse la Glock di Carlos e un
caricatore, poi nascose di nuovo il sacco. Prov il funzionamento
della Glock, inser il nuovo caricatore e si prepar
mentalmente all'azione. Una pistola di riserva si sarebbe
rivelata preziosa se quel tizio faceva parte dei Los Santos
come sospettava Tio. La Glock era affidabile e non aveva la
sicura, cosa che la rendeva un'ottima scelta. Chi vorrebbe
mettersi ad armeggiare con la sicura durante uno scontro a
fuoco? Non lui. Inoltre era cos diffusa da rendere difficile
la tracciabilit e Carlos gli aveva fatto il favore di limare il
numero di serie. La pos sul sedile accanto alla Beretta e
torn a controllare la strada.
Se mai fosse riuscito a'comprare una casa come quella
per suo padre, lui l'avrebbe subito ipotecata di nascosto e,
dopo un breve, glorioso periodo trascorso tra ippodromi e
bische clandestine, si sarebbe ritrovato pi al verde di prima.
Era cos e non valeva la pena farsi il sangue amaro.
Se cominci a prendertela con qualcuno per come  fatto,
finisci inevitabilmente per dimenticare i suoi lati positivi.
Senza dubbio il vecchio era pieno di difetti, ma restava pur
sempre l'unica persona che amava. Gli doveva tutto perch,
senza di lui, avrebbe trascorso un'infanzia da incubo,
lasciandoci magari anche la pelle.
Prese la Glock, la infil nella fondina sotto il braccio,
poi impugn la Beretta. Doveva tutto al suo vecchio, non
sarebbe mai riuscito a ripagarlo per ci che aveva fatto, ma
in quel giorno di pioggia nel deserto era pronto a rischiare
la vita per dimostrargli la sua gratitudine.
...
.
...
Capitolo 36.
...
.
...
Holly guard Solomon aggirarsi nello studio, voltando lentamente
la testa come per memorizzare ogni dettaglio. Quel
tizio sembrava irreale e non solo per il candore marmoreo
della pelle e dei capelli che lo faceva sembrare una statua
vivente. Aveva una strana bellezza classica ed emanava
una sorprendente tranquillit. Il semplice fatto di guardarlo
la calmava, come se contemplasse un lago di montagna.
Vagando la sera prima su Internet, si era imbattuta in
diversi racconti postati da potenziali suicidi che affermavano
di essere stati salvati da quelli che uno di loro definiva
stranieri familiari, qualcuno comparso all'improvviso
che sembrava conoscerli e capire il dolore che li spingeva
a compiere il gesto estremo. Altri li definivano angeli, altri
ancora spiriti di persone amate come un padre, una madre,
i nonni, insomma qualcuno venuto dall'aldil per dissuaderli
dal porre fine alla loro vita. Pi leggeva quei racconti e
pi li attribuiva a menti impressionabili e sconvolte, capaci
di creare proiezioni del subconscio che potevano venir attribuite
all'istinto di sopravvivenza. Forse, anche Solomon
Creed era una proiezione della mente. Certo, secondo i racconti
avrebbe dovuto dissuaderla, non consigliarla su come
suicidarsi in modo pi efficace, tuttavia si trattava proprio
del modo in cui funzionava il suo perverso, contraddittorio
inconscio. Una proiezione creata da lei le avrebbe detto di
procedere, sapendo che probabilmente avrebbe finito col
fare l'opposto.
Solomon si volt e la guard con occhi grigio chiaro
talmente penetranti da farle pensare che potesse leggerle
nella mente. Secondo lei cosa cercavano? le chiese.
Un fascicolo, suppongo o forse un singolo documento.
Non lo so con precisione, ma credo che Jim avesse scoperto
cose molto compromettenti su di loro.
Loro chi?
La cricca che governa la citt. Il municipio di Redemption
ricorda pi la sede di una multinazionale che un
edificio pubblico, con i discendenti dei primi abitanti che
formano un consiglio d'amministrazione pieno di scheletri
negli armadi. C' Cassidy che funge da presidente, Morgan
da general manager, poi i due delegati che rispondono solo
a loro, uno per il commercio e l'altro per la filantropia. Jim
era stato eletto delegato alla filantropia.
Suona assai pomposo per una cittadina cos piccola.
Oh, questo posto ha sempre avuto delle manie di
grandezza. Non ha visto la chiesa?  come se si fossero fatti
spedire una cattedrale dall'Europa per piazzarla qui, in
mezzo al deserto. Immagini un po' come doveva sembrare
a dei pionieri che vivevano sui carri o a dei minatori nelle
loro catapecchie. Redemption  la citt di Cristo e delle
miniere di rame, Mr. Creed, non lo dimentichi mai. Non 
facile vincere una battaglia contro della gente convinta di
avere Dio dalla sua parte.
Ho sempre pensato che Dio fosse dalla parte di tutti.
Non a Redemption. Qui, se ti chiami Cassidy sei Dio.
Gli sceriffi e i delegati sono sempre stati solo dei discepoli.
Ma Jim era diverso. Lui non ha mai fatto parte del loro club,
forse perch pensavano che, in quanto orfano, avrebbe mostrato
comunque la sua gratitudine per essere stato cresciuto,
nutrito e istruito a The Cassidy. Per avevano bisogno di
lui a causa del fondo cittadino.
Solomon annu. Anche Morgan me ne ha parlato.
Cos' questo fondo?
La linfa vitale di Redemption e il motivo per cui i
Cassidy continuano a essere cos potenti.  stato il reverendo
Jack Cassidy ad accantonarlo quando ha fondato la
citt. Viene usato come un sistema di previdenza sociale,
un unico, ricco fondo di beneficenza gestito dai Cassidy che
distribuisce i soldi a pioggia. Fino a quando loro continuano
a governare, tutti i cittadini sono protetti. Ma con la loro
scomparsa, sparir anche il fondo.
E il sindaco non ha figli.
Esatto. Quando lui morir, il fondo passer alla chiesa.
Ai tempi di Jack Cassidy questo non era un problema,
visto che la chiesa apparteneva alla citt. Ma adesso appartiene
alla Diocesi Episcopale dell'Arizona e quindi, alla
morte del sindaco, Redemption non potr pi amministrare
i soldi senza rendere conto a nessuno. Toccher alla diocesi
e questo significa che buona parte del fondo potrebbe
finire ovunque nello Stato e, probabilmente, sar cos. Il
guaio  che qui, la maggior parte dei residenti conta sui
sussidi elargiti dal fondo per tirare avanti.
E la miniera? Morgan ha detto che  stata riaperta.
Anche cos, non produce molto. Quindici anni fa, si
scopr che aveva avvelenato la falda acquifera. Un sacco di
gente si era ammalata a causa dei prodotti chimici che usavano
e la citt ha speso una fortuna tra indennizzi e decontaminazione.
Senza il fondo, avrebbe fatto bancarotta.  da
l che arrivano i soldi, non dalla miniera, dall'aerodromo
o dai turisti. Jim doveva trovare il modo di farlo restare a
Redemption. Era un ottimo avvocato, per questo avevano
bisogno di lui. Vide un cartoncino dorato sul pavimento,
lo raccolse e lo porse a Solomon.
Il sindaco Ernest Cassidy e lo sceriffo di Redemption
sono lieti di invitare il signor James Coronado
alla cena di gala che si terr a casa Cassidy
per festeggiare la sua elezione a delegato cittadino.
Jim lo ha ricevuto il giorno dopo la sua elezione. L'invito
a tavola con la gente che conta afferm disgustata. Io
lo prendevo in giro, dicendogli che probabilmente lo aspettava
qualche cerimonia massonica o, magari, una goliardata
in cui l'avrebbero spogliato, dipinto di rosso e poi sculacciato
con la Bibbia mentre recitava le preghiere. Ridevamo
insieme, ci comportavamo come se non fosse nulla di speciale,
ma sapevo che per lui lo era. L'orfano aveva lavorato
sodo, fino a venir invitato a cena da Cassidy in persona.
Holly tacque, poi sospir. Comunque, arriv anche il
giorno di quella maledetta cena. Lui non faceva che studiare,
come se preparasse un esame o qualcosa del genere.
Passava ore chino sui bilanci cittadini, conosceva a memoria
gli incartamenti relativi al fondo. Le finanze erano in
condizioni peggiori di quanto immaginasse. Lo so perch
me lo ha detto lui.
Quella sera lo baciai e gli augurai buona fortuna, dicendogli
di non preoccuparsi, di godersi il suo attimo di
gloria, di ricordare a tutti che erano fortunati ad averlo dalla
loro parte. Indossava il suo miglior vestito ed era cos
bello! Ed era anche felice, nervoso ma felice. Io mi sentivo
cos orgogliosa di lui, perch era arrivato proprio dove
voleva. Certo, lo aspettava un duro lavoro, ma questo non
l'aveva mai spaventato.
Ancora non lo sapevo ma, in un certo senso, fu l'ultima
volta che vidi il mio Jim, il ragazzo pieno di entusiasmo
che conoscevo. Lo aspettai, ma lui non tornava. Allora andai
a dormire, pensando che Cassidy avesse organizzato
un piccolo ricevimento. Mi augurai che tutti fossero gentili
e che si stesse divertendo. Il letto sembrava cos grande senza
di lui. Non ero pi abituata a dormire da sola e ancora
non lo sono. In ogni caso, mi svegliai un po' prima dell'alba.
Il sole stava sorgendo, gli uccellini cantavano e il letto
era ancora vuoto. Sedetti e in qualche modo sentii che Jim
era in casa. Sa quelle volte in cui si percepisce la presenza
di qualcuno anche se non si riesce a sentirlo?
Solomon annu. Certo che lo sapeva.
Lo chiamai, ma lui non rispose e quindi mi alzai e
andai a cercarlo. Lo trovai qui, seduto su questa sedia. Aveva
una bottiglia di whisky aperta e un bicchiere vuoto davanti.
Sentii l'odore di alcol ancor prima di entrare nello
studio. Non capitava mai che Mi bevesse in quel modo, n
che non mi rispondesse quando lo chiamavo. Ero davvero
preoccupata, temevo che fosse capitato qualcosa di terribile.
Sembrava quasi che non volesse dirmi niente, come un
genitore che non vuol dare al figlio la notizia della morte
della nonna.
Gli chiese cos'era successo?
S, ma lui non volle dirmelo. Sapevo che doveva trattarsi
di qualcosa di grave, chiesi con insistenza, ma non ci
fu nulla da fare. Capii che doveva essere tornato a casa da
un po', perch era ubriaco e Cassidy non beve. Allora continuai
a fargli domande, ma lui scuoteva la testa e guardava
la bottiglia. L'angoscia mi faceva impazzire. Mai, mai avrei
immaginato di vedere Jim cos.
Lo feci alzare, lo portai di sopra e lo misi a letto.
Pensavo che, dopo una buona dormita, si sarebbe deciso
a raccontarmi tutto, ma non fu cos. Non mi parl mai di
cosa fosse successo a quella cena, ma qualunque cosa gli
avessero detto o fatto, questo aveva ucciso la parte pi preziosa
di lui. Dopo quella notte, cominciai a vederlo sempre
pi raramente. La mattina dopo si svegli, fece la doccia, si
cambi e and in citt. Torn pi tardi con una cassa piena
di fascicoli e si rinchiuse nello studio. Mi disse che doveva
sistemare diverse cose, ma non mi spieg mai che cosa.
Quando gli chiesi perch si comportasse cos, mi rispose
che doveva farlo per proteggermi e fu proprio questa la parola
che us - proteggermi - come se avesse trovato qualcosa
di velenoso e stesse cercando di tenermi lontana. E cos lo
lasciai solo, tanto sembrava comunque irraggiungibile, per
cui pensai di non assillarlo e di lasciare che risolvesse il
guaio per poi tornare da me. Tre giorni dopo, era morto.
E gli altri partecipanti alla cena? Ha parlato con loro?
Dopo la morte di Jim, Cassidy mi chiam un paio di
volte. Gli chiesi della cena, ma anche lui rifiut di parlarmene.
Disse che ero sconvolta dal dolore e che si trattava di
un tragico incidente.
Una spiegazione che non la convince.
No.  successo qualcosa, ne sono certa. Non so se abbiano
ucciso Jim per farlo tacere o se lui fosse cos sconvolto
da ci che aveva scoperto da perdere il controllo della macchina,
ma so che sono loro i responsabili.
Ha parlato con l'altro delegato?
No.  Pete Tucker, un grande proprietario terriero.
Oltre a essere il delegato al commercio, ha una grossa quota
dell'aerodromo perch sorge in parte sul suo ranch.  in
combutta con loro, nessun dubbio al riguardo.
E il medico legale? Ha visto una copia del suo rapporto?
 inutile, gliel'assicuro.
Non saprei. Sarebbe utile scoprire che cosa ha ucciso
suo marito, se l'incidente d'auto o qualcos'altro. Inoltre non
possono far parte tutti di un complotto e se lui cercava di
salvare la citt...
Qualcuno buss alla porta, tre battiti imperiosi che
echeggiarono nella casa.
Stia qui disse Holly. Vado a vedere chi .
Usc dalla stanza e percorse il corridoio avvolto nel silenzio,
pensando a quel pallido forestiero nello studio di
Jim e chiedendosi se esistesse davvero. Provava un certo
panico all'idea di tornare e non vederlo pi, un'entit ultraterrena
svanita nel nulla dopo averla distratta e rinvigorita.
Perch in effetti stava meglio. Non voleva che se ne andasse,
parlare con lui le dava uno strano conforto.
Attravers il caos che imperava nel salotto e apr la
porta senza guardare. Ma poi vide la pistola... e l'uomo che
gliela puntava contro.
...
.
...
Capitolo 37.
...
.
...
Morgan spinse la porta del suo ufficio, entr e la chiuse dietro
di s, smorzando il suono dei telefoni che squillavano
nella parte aperta al pubblico. Nessuno rispondeva perch
erano tutti fuori a festeggiare la fine dell'incendio.
Pos una sacca di plastica dell'ospedale sulla scrivania,
poi si diresse verso il vecchio armadietto che spiccava
nell'angolo e che faceva parte della sua vita da sempre. Era
un ricordo del liceo che aveva salvato dai bulldozer quando
la scuola era stata demolita otto anni prima.
Si sfil la camicia rovinata, puntando lo sguardo sulle
iniziali che aveva inciso sulla porta dell'armadietto alla tenera
et di undici anni. C'era qualcosa di istintivo nell'apporre
il proprio marchio sugli oggetti. Qualcuno contrassegnava
gli armadietti e altri, come i Cassidy, gli edifici di
mezza citt, ma il principio era lo stesso. Mostrava che eri
stato l, mostrava che esistevi.
Gett la camicia nel cestino accanto alla scrivania e
studi le macchie rosse che aveva sul petto, provocate dai
cristalli di sale che, per, non avevano lacerato la pelle.
Maledetta donna. Sapeva che era furiosa, ma dannazione,
doveva proprio sparare alla gente? Come se lui non
avesse abbastanza guai a cui pensare.
Infil la camicia nuova, sentendo le mani bruciare sotto
le fasciature mentre si allacciava i bottoni. Poi sedette
dietro la scrivania, sulla stessa sedia di quercia e cuoio che
aveva conosciuto da vicino il posteriore di svariati sceriffi
prima di lui. Digit la password nel computer e apr il
database della DMV nazionale. Adesso che l'incendio non
costituiva pi un problema, i suoi pensieri andavano solo
a ci che sarebbe accaduto tra poco. Una tempesta di fuoco
ben diversa puntava nella loro direzione e doveva stare
molto attento a ci che faceva se voleva sopravvivere. Per
affrontare una sfida e vincerla bisognava essere preparati.
Questo significava anche disporre delle informazioni giuste,
ma stavolta si ritrovava tra i piedi una variabile che non
gradiva affatto.
Okay, Mr. Creed borbott tra s, inserendo il nome
di Solomon nel motore di ricerca. Vediamo chi sei veramente.
Premette Invia e ottenne tre corrispondenze, tutti
afro-americani di et compresa tra i cinquantacinque e i
settant'anni. Chiunque fosse Solomon Creed, non era in
quel database e dunque non disponeva di una patente americana.
Apr un'altra finestra e impost la stessa ricerca in
tutte le banche dati nazionali a cui aveva accesso: previdenza
sociale, ufficio passaporti, Interpol. Poi si appoggi allo
schienale della sedia e fiss lo sguardo sulla parete mentre
aspettava che le ricerche terminassero.
Sedici volti lo guardavano, i ritratti di tutti i suoi predecessori
che arrivavano fino alla stampa della foto in nitrato
d'argento di Nathaniel Priddy, primo sceriffo della
citt di Redemption. Aveva un'espressione dura, con tratti
persino spietati. Collo rigido, grandi baffi e lo sguardo glaciale
di un killer, cosa che in effetti era. Persino con Dio al
loro fianco e il reverendo Cassidy che predicava amore e
fratellanza dal suo pulpito, Priddy si era rivelato un male
necessario ai primordi di quella citt. Era sepolto nel vecchio
cimitero, assieme a diversa gente che vi aveva personalmente
spedito negli anni precedenti.
Altri tempi, pi primitivi. Soluzioni dirette. Nessuna
conseguenza.
Studi i ritratti di coloro che simboleggiavano centotrenta
anni di applicazione della legge in quella contea. Bastava
osservarli per capire come la vita fosse diventata pi
facile con lo scorrere del tempo. Le prime foto mostravano
volti duri e spigolosi, con occhi resi ancora pi glaciali dalla
stampa in bianco e nero che guardavano oltre la macchina
fotografica come se vedessero un pericolo alle spalle del fotografo.
Nel tempo, la posa si ammorbidiva a ogni nuovo
sceriffo, con le facce ossute degli anni duri che lasciavano
posto ai tratti arrotondati della prosperit e l'aria spietata
che si mutava nell'espressione tranquilla di chi raramente
deve estrarre la pistola. Poi era arrivata la foto a colori, portando
con s anche i sorrisi degli sceriffi di Redemption.
Certo, qualunque idiota poteva mantenere l'ordine quando
un fiume di soldi si riversava sulla citt. Ma se quel fiume
si prosciugava e la terra cominciava a inaridirsi, ci volevano
uomini veri per impedire che la situazione precipitasse.
Gente di carattere che non si faceva scrupoli. Gente come
Priddy. Gente come lui.
Il computer emise un suono per segnalare che la ricerca
era finita. Morgan guard lo schermo. Ottantadue corrispondenze.
Apr la prima scheda e cominci a esaminarla.
Sapeva che Creed lavorava per qualcuno. Era troppo
in gamba per essere davvero capitato l per caso: il modo
in cui aveva preso in mano la situazione alla linea di contenimento
dell'incendio, il fatto che sembrasse saperne pi
dei dottori, persino la facilit con cui aveva steso Lawrence
Hayes che tentava di fermarlo. Lawrence era stato un
campione di wrestling prima di indossare la divisa e quel
tizio l'aveva messo al tappeto con la stessa facilit con cui
si lasciava la mancia a una cameriera. E poi c'era quel marchio
a fuoco sul braccio e le memorie di Jack Cassidy che
portava in tasca con la dedica di James Coronado. Troppi
misteri sulla testa di un solo uomo, un forestiero spuntato
letteralmente dal nulla. In un altro momento, forse l'avrebbe
lasciato perdere ma, per come stavano le cose, non poteva
permetterselo.
Tuttavia, doveva muoversi con molta prudenza. Camminava
sul filo del rasoio e non poteva permettersi il minimo
errore. Per questo doveva scoprire chi fosse Solomon
Creed prima di gettarlo in pasto ai lupi o prima di stabilire
a quali lupi darlo in pasto.
Gli occorsero dieci minuti scarsi per dare un'occhiata
alle schede e scartarle tutte. Il Solomon Creed che aveva
lasciato a casa di Holly Coronado non sembrava esistere
ufficialmente cosa che, di per s, gi diceva molto. Nessuno
poteva risultare sconosciuto allo Stato, oggigiorno era
praticamente impossibile. Pertanto, le ipotesi erano due: o
si trattava di un agente sotto copertura mandato l a spiarli,
oppure usava un nome falso.
Prese la sacca dell'ospedale e la pos sulla scrivania.
Estrasse dal cassetto una busta per i reperti, pos anche
quella sulla scrivania e tir fuori il cappellino da baseball
che aveva infilato nella sacca. Tenendolo per la visiera, lo
volt lentamente fino a vedere il capello bianco rimasto intrappolato
nella reticella all'interno. Sistem il cappellino
sopra la busta dei reperti, lo rovesci con cautela, quindi
us la plastica della busta per prendere il capello con due
dita e metterlo al sicuro. Sigill l'apertura, poi alz la busta
e la studi alla luce. Il capello scintillava e a un'estremit
si vedeva il bulbo capillare, minuscolo ma pieno di cellule
ricche di DNA su cui lavorare.
A quel punto doveva solo compilare un po' di scartoffie.
Riemp i moduli per richiedere l'esame del DNA, vi
alleg la busta dei reperti, poi mise tutto nel vassoio delle
richieste ufficiali. L'avrebbe consegnata ai federali quando
si fossero fatti vivi per prendere in mano l'inchiesta sull'incidente
aereo. La presenza dell'NTSB avrebbe dato peso
alla richiesta, accelerando l'iter dell'esame. Una volta arrivata
la risposta, sarebbe stato semplicissimo farla sparire
prima che qualcun altro la vedesse e passarla a chi era al
vertice della catena per cui adesso lavorava.
Apr il primo cassetto della scrivania e infil la mano
fino in fondo, cercando il cellulare che aveva attaccato sotto
il pianale con il nastro adesivo. Era un telefono usa e getta,
anonimo ma dotato di connettivit Internet in modo da
non dover passare dai soliti network per chiamare. Lo accese
e, mentre aspettava che caricasse tutte le funzioni, torn
a guardare i volti alla parete. Dubitava che anche solo uno
di loro avrebbe avuto il coraggio di fare ci che lui stava
facendo, tranne forse Nathaniel Priddy, che aveva spedito
cinque persone sottoterra per proteggere la citt. Tutti
e due si basavano sullo stesso concetto: niente scrupoli se
devi difendere il bene comune.
Il cellulare complet la routine di accensione. Lo prese
e compose un numero che conosceva a memoria.
Qu quieres? disse una voce in spagnolo dopo tre
squilli. Morgan sent in sottofondo i rumori di una strada
affollata.
Soledad rispose, dando la parola in codice.
Sent i fruscii del cellulare che veniva appoggiato mentre
l'intermediario componeva un altro numero al computer.
Poi, vi fu lo squillo di un telefono tra le voci e le risate
di una conversazione, seguite da un tintinnare di bicchieri.
S? chiese un'altra voce.
L'incendio  spento rifer lui, con la mano che bruciava
mentre stringeva il piccolo cellulare. Non doveva
identificarsi. Quell'apparecchio gli era stato dato dopo avere
stretto l'accordo, sotto un cielo ammantato di stelle, su
una pista che correva nel deserto parallela al confine messicano.
Loro sapevano bene chi lo stava usando.
Ed  tutto pronto? chiese la voce, piatta e gelida.
Quasi. C' un forestiero che si aggira in citt, spuntato
dal nulla vicino al luogo dello schianto. Si fa chiamare
Solomon Creed.  uno dei vostri?
Mai sentito. Credi sia un problema?
Morgan scosse la testa. No, non pi. Il suo sguardo
and a Priddy, killer di cinque uomini nel nome della legge.
Chiss, forse, alla fine di quella storia, sarebbe riuscito
a battere quel record. E adesso che succede? domand.
Adesso aspettiamo replic la voce. L'esca  gettata.
Vedremo se abbocca qualcosa. Poi la linea cadde e la chiamata termin.
...
.
...
Capitolo 38.
...
.
...
Mrs. Coronado disse l'agente che puntava la pistola, suonando
imbarazzato. Mi spiace, ma deve consegnarci il fucile e venire con noi.
Erano in due, entrambi in uniforme, entrambi con i
giubbotti antiproiettile e le pistole spianate. Holly riconobbe
l'agente, ma non ricordava il suo nome e il giubbotto nascondeva
il distintivo. Si chiamava Bobby, Billy o qualcosa
del genere. Tutti gli uomini di quella citt sembravano avere
dei nomi che finivano per ipsilon. I pochi che non godevano
di un tale privilegio se lo costruivano da soli, come il
sindaco Ernest Cassidy che insisteva perch tutti lo chiamassero Erny.
Signora, ci consegni subito il fucile e venga con noi
ripet l'agente.
Donny! Ecco come si chiama.
Dobbiamo parlare seriamente di ci che ha fatto.
Donny McGee. Appena arruolato. Un fedelissimo di Morgan.
E quel pensiero la spinse a stringere le labbra.
Ho sparato una cartuccia caricata a sale nella mia
propriet e questo  tutto replic lei. C'era un intruso,
gli ho intimato di andarsene e, quando lui non si  mosso,
l'ho avvertito che avrei sparato. Non mi ha ascoltato e cos
gli ho piazzato un po' di sale in corpo. Il fucile  regolarmente
registrato a nome di mio marito a questo indirizzo.
Arrivederci.
Con questo accenn a chiudere la porta, ma Donny
la blocc con un piede. Mi spiace, signora, ma devo comunque
portarla in Centrale. Poi abbass la voce, come se
temesse che l'intera strada potesse sentirlo e si aspettasse
una rivolta. Lei non ha sparato a un semplice intruso. Non
possiamo lasciar cadere la faccenda, anche se capiamo bene
il momento che sta passando.
Parla del fatto che ho appena sepolto mio marito?
Donny abbass un poco la pistola. Come le ho detto,
sono davvero spiacente, ma qui  in ballo anche la sua sicurezza.
Non possiamo lasciarla da sola con un fucile carico,
visto il suo stato.
Difatti non  da sola.
Quella voce inaspettata spinse Donny ad alzare lo
sguardo. Holly si volt e tir un gran respiro di sollievo
vedendo Solomon in piedi nell'atrio. Per essere un frutto
della sua fantasia, era davvero insistente. Torn a guardare
Donny e gli disse: Bene. Lo vede anche lei?.
L'agente la guard perplesso. Certo, ma...
In tal caso, pu constatare che non sono sola. Grazie
mille per la visita. Riprov a chiudere la porta, ma Donny
non tolse il piede. Tuttavia, abbass la pistola e la infil nella
fondina. L'agente dietro di lui fece altrettanto: Holly era
pressoch certa che si chiamasse Tom, cosa che, inevitabilmente,
spingeva tutti a chiamarlo Tommy.
Ascolti, Mrs. Coronado riprov Donny con il suo
miglior tono da cerchiamo di mostrarci ragionevoli. Ci spiace
di aver bussato alla sua porta in questo momento, ma lei
ha sparato allo sceriffo e noi abbiamo ordine di portarla
in Centrale e assicurarci che sia tutto a posto. Per ora, non
ci sono accuse. Ma se non ci segue di sua spontanea volont,
saremo costretti ad arrestarla e questo significa che
dovremo anche accusarla. Non voglio farlo, quindi non mi
costringa. Mi spiacerebbe troppo.
Continua a dire che le dispiace rispose lei, ascoltando
l'acqua che gorgogliava nella grondaia. Ma se fosse
vero, prenderebbe nota della mia dichiarazione e se ne andrebbe.
Perch non mi lascia in pace?
Perch non posso farlo replic Donny come se questo
gli spiacesse ancora di pi. Ho degli ordini e so di agire
anche per il suo bene. Dov' il fucile?
Holly guard dietro di lui. Il temporale stava passando
e il sole ricominciava a farsi strada tra le nuvole. Le ultime
gocce cadevano attraverso i raggi e brillavano come
diamanti sullo sfondo della strada bagnata e delle ville
scure di fronte alla sua. Probabilmente c'era un arcobaleno
da qualche parte nel deserto, ma lei non riusciva a vederlo
dalla porta di casa.
Mrs. Coronado? Lei torn a guardare l'espressione
zelante dell'agente. Il fucile.
Holly sospir, poi apr la porta e indic la sala. Sul
divano. Ho rimesso la sicura.
L'agente entr, chiedendo permesso come se stesse
compiendo una visita domenicale. Estrasse un grosso sacco
per i reperti dalla tasca e lo scosse per aprirlo mentre
raggiungeva il divano. Cos' successo qui? domand,
contemplando sorpreso la sala devastata.
Non dovreste essere voi a scoprirlo? disse Solomon.
L'altro agente entr e si piazz sull'ingresso del salotto
con la mano sulla pistola, come se quella tranquilla villetta
familiare nei sobborghi di un paese dell'Arizona fosse un
laboratorio di metamfetamine e lui si aspettasse una resistenza
armata.
Donny rivolt il sacco e lo us per prelevare il fucile
senza toccarlo direttamente. Le hanno rubato qualcosa?
Non lo so rispose Holly. Non ho ancora controllato.
Forse dovreste chiederlo allo sceriffo: non sembrava
molto sorpreso quando gli ho detto che era entrato qualcuno.
Donny si raddrizz e rovesci di nuovo il sacco, avvolgendo
il fucile nella plastica. Possiamo chiamare una
pattuglia se vuole sporgere denuncia.
Ma voi siete una pattuglia constat Solomon. Perch
non registrate voi la denuncia?
Non abbiamo i moduli. Siamo usciti solo per portare
la signora in Centrale dichiar Donny, studiando il fucile
attraverso la plastica.
E da chi arriva l'ordine? Da Morgan?
Donny guard Solomon e non rispose.
Vi ha detto di portare in Centrale anche me?
No, solo Mrs. Coronado e il fucile.
E se lei rifiutasse di seguirvi?
Allora abbiamo l'ordine di arrestarla.
Non c' problema intervenne Holly con il tono di chi
 stufo di lottare e si arrende all'ingiustizia. Verr con voi,
ma posso almeno cambiarmi? aggiunse, indicando il vestito
ridotto a uno straccio.
Certo, si sbrighi per.
Holly lasci la sala con Solomon e gli agenti che si
guardavano in silenzio. Si tolse il vestito nel momento stesso
in cui entr nella camera da letto, poi and verso il bagno
adiacente, lo gett nella vasca e il vestito sporc subito
la candida ceramica. Per un attimo, pens di farsi una breve
doccia per togliersi il fango di dosso, ma sapeva di aver
gi tirato abbastanza la corda con Donny e il suo collega e,
quindi, si limit a lavarsi le mani e la faccia per poi infilarsi
un paio di jeans grigi e una camicetta blu.
Prima di uscire lanci un'occhiata al letto e sent lo stomaco
chiudersi come un sacco vuoto vedendo la busta con
le pillole frantumate accanto alla bottiglia di whisky.
Se le cose fossero andate in modo diverso, se non si
fosse ritrovata davanti a quella devastazione al suo rientro,
se Morgan non avesse mostrato una tale faccia tosta da presentarsi
alla sua porta, se Solomon non si fosse rifiutato di
andarsene, probabilmente adesso sarebbe stesa su quelle
lenzuola in stato di incoscienza, con un bicchiere vuoto sul
comodino nel quale spiccava un fondo di whisky pieno di
sedimenti.
Rabbrivid al pensiero... e poi si precipit a nascondere
le pillole come un segreto che nessun altro avrebbe mai
dovuto conoscere.
Solomon, nel salotto, aspettava che Holly ritornasse.
Teneva d'occhio i due poliziotti che guardavano con attenzione
la sala, il pavimento, la strada... tutto pur di non guardarlo
negli occhi. Nessuno parlava.
Non serve la mia testimonianza? chiese.
No replic Donny, sempre evitando di guardarlo.
Perch no? Sono un testimone oculare.
Non ci sono accuse verso Mrs. Coronado. Dobbiamo
solo portarla in Centrale.
E io sono pronta disse Holly, rientrando in sala e
porgendo a Solomon un paio di scarponi da lavoro. Jim
portava il quarantacinque. Sembra anche la sua misura e,
comunque, non pu continuare ad aggirarsi a piedi nudi.
La gente penser che  strano.
Solomon prese gli scarponi. Ma io sono strano.
Se sono troppo grandi, cerchi in giro un paio di calzettoni.
Erano nella cassettiera, ma dopo la visita dei ladri
chiss dove sono finiti. Sospir e aggiunse: Sono scarpe
quasi nuove. Vanno indossate.
Lui si accigli. Significa che devo andarmene?
No, niente affatto rispose lei, tornando ad agitarsi.
Per favore, resti. Dia un'altra occhiata alle ricerche di Jim,
se crede. Magari qualcosa le risulter familiare. Quando
torner, continueremo a cercare. Si volt verso gli agenti e
chiese: Non ci vorr molto, vero?.
Donny allarg le mani. Suppongo di no.
Bene concluse lei, spostandosi verso la porta. Allora
andiamo e sbrighiamo anche questa faccenda.
...
.
...
Capitolo 39.
...
.
...
Solomon guard la macchina della polizia allontanarsi e
ascolt il silenzio che tornava a riempire la casa. Il temporale
era passato e il gorgogliare della grondaia aveva sostituito
il battito della pioggia sul tetto, mentre il sole spietato
dell'Arizona spuntava a tratti dalle nuvole.
Tir un profondo respiro e sent l'odore di olio per pistole
e lucido da scarpe emanato dagli agenti mischiarsi a
quello di paglia e grasso per motori dell'intruso. L'unico
aroma che apparteneva davvero a quella casa era la leggera
fragranza al limone del deodorante di Holly.
C'era qualcosa di strano nel comportamento degli
agenti e nel modo in cui rifiutavano di guardarlo. Non si
trattava della tipica arroganza che mostravano tanti poliziotti
delle piccole citt di frontiera, n della smania di fargli
vedere chi comandava. Quelle sarebbe anche riuscito a
capirle, ma purtroppo la faccenda era ben diversa. L'avevano
apertamente ignorato e si chiese perch, mentre cercava
un paio di calzettoni, per poi sedersi sul divano e infilarsi
gli scarponi. Infine si alz, prov a camminare e annu.
Erano calzature robuste ma di morbida pelle e gi allargate
dall'uomo che le portava prima di lui. Una frase gli balen
nella mente, un detto degli indiani Cherokee di cui gli
invasori bianchi si erano impossessati, come di tutto il resto.
Non giudicare un uomo finch non ti metti nelle sue scarpe.
Gli piaceva indossare gli scarponi di James Coronado.
Per qualche motivo sembravano fatti anche per lui. Apprezzava
il rumore che facevano, il modo in cui le suole
di cuoio scandivano i passi mentre camminava sul lucido
pavimento di quercia. Si avvi verso lo studio, ma nel corridoio
trov una porta aperta che prima era chiusa. Si ferm
sulla soglia e contempl la camera da letto di Holly. Doveva
essersi dimenticata di chiuderla per la fretta di sistemare le
cose con la polizia. La fragranza al limone del deodorante
aleggiava in corridoio insieme all'odore di sapone e a quello
di gesso delle pillole frantumate. Entr e, seguendo il
proprio olfatto, raggiunse l'armadio, lo apr e trov la busta
di plastica che le conteneva. A giudicare dalla quantit di
polvere bianca, sarebbero bastate a farla dormire per sempre.
Pens alla sequenza di eventi che l'aveva portato fin
l e al fatto che la sua insistenza per parlare alla vedova
di James Coronado le aveva probabilmente salvato la vita.
Poi lanci un'occhiata nel bagno accanto alla camera e vide
il vestito che lei indossava gettato in qualche modo nella
vasca, umido, sporco e stracciato come se avesse appena
cambiato pelle.
L'immagine di Holly seduta nel sedile posteriore di
una macchina della polizia gli riemp la mente. Non era
strano che quei due agenti rifiutassero di guardarlo negli
occhi? Aggrott le sopracciglia, scosse la testa e usc dalla
stanza.
Mulcahy attese che la pattuglia si allontanasse, poi
torn a osservare la casa.
La strada era ancora deserta. Finora non aveva visto
passare una sola macchina oltre a quella della polizia, n
colto segni di vita nelle ville circostanti. Il temporale era
finito, quindi i bravi cittadini sarebbero rimasti ai confini
della citt per festeggiare. Tuttavia, faceva bene a sbrigarsi.
Adesso che aveva mandato a Tio la foto del teschio annerito,
doveva completare l'incarico per mostrargli il suo valore,
altrimenti la rabbia del boss sarebbe ricaduta su suo
padre e su di lui.
Controll la Beretta per l'ultima volta, poi la infil
con il silenziatore nella tasca della giacca e apr la portiera,
puntando verso la villa.
...
.
...
Capitolo 40.
...
.
...
Solomon torn nello studio e and dritto alla mappa attaccata
alla parete. Sentiva il cuore battere forte, ma non
sapeva se fosse ansia o eccitazione.
Rapidamente studi i dettagli del territorio, partendo
da nord. Una linea retta tagliava il deserto, mostrando il canale
di drenaggio che, da un certo punto in poi, seguiva la
recinzione dell'aerodromo. Poco oltre un labirinto di sterrati
correva sul terreno pianeggiante, convergendo a circa
un miglio dalla citt verso un pugno di edifici accanto ai
quali spiccava il nome Tucker Ranch. Subito gli tornarono
in mente le parole pronunciate dal ragazzo ustionato prima
di morire.
Le dica che mi dispiace. Dica a Ellie Tucker che mi dispiace.
Torn a studiare la mappa, memorizzandola, poi si avvicin
alla scrivania e prese l'invito formale alla cena del
sindaco Cassidy. Tucker vi aveva senz'altro partecipato,
quindi sapeva di cosa si era parlato. Quasi certamente si
sarebbe rifiutato di dirglielo, ma lui voleva guardarlo negli
occhi mentre gli poneva la domanda. Inoltre, doveva mantenere
la promessa fatta a un morto. I suoi occhi si posarono
sullo schermo del computer, sull'immagine ancora ferma
di James Coronado. No borbott tra s. A due morti.
Premette la barra di spaziatura per far ripartire il video
e ascolt di nuovo la voce dell'uomo che era venuto a
salvare. Un padre morto che parlava al figlio morto.
Mulcahy attravers rapidamente la strada, poi si affrett
lungo il marciapiede in salita. Prest attenzione a
non fare rumore mentre saliva gli scalini di legno della veranda,
fermandosi davanti alla porta. Controll di nuovo la
strada, quindi estrasse la Beretta dall'interno della giacca
e apr la controporta. La porta di ingresso era aperta proprio
come si aspettava. Aveva visto Holly Coronado mentre
usciva con i due sbirri e la porta non era stata chiusa. Perch
avrebbe dovuto farlo, visto che dentro c'era qualcuno?
Apr e sent la voce di un uomo echeggiare da qualche
parte sul retro della casa. Entr, chiudendosi silenziosamente
la porta alle spalle, poi avanz nel salotto, oltrepassando
il divano per poi fermarsi all'entrata del corridoio,
guardarsi attorno e proseguire spedito verso la voce.
Arriv alla porta aperta di una camera da letto, guard
dentro e, dopo essersi accertato che non vi fosse nessuno,
tir dritto. Aveva un piano d'azione, concepito mentre
aspettava in macchina. Una volta eliminato quel tizio, gli
avrebbe messo in mano la Glock per poi fargli esplodere
un colpo contro il muro, in modo da far pensare a tutti che
vi fosse stata una sparatoria. Poi avrebbe detto a Tio che lo
straniero lavorava per i Los Santos, perch era questo che
voleva fargli credere. Non importava se fosse vero oppure
no. Quell'uomo non contava nulla, era solo una pedina da
giocare in una partita ben pi grande.
Raggiunse un'altra porta e sent la voce venire da dentro,
alta, tanto alta da coprire qualunque rumore facesse
anche se era certo di non essere stato silenzioso. Tir il fiato
e poi apr, puntando la pistola e seguendo il mirino con lo
sguardo, il dito sul grilletto ma senza esercitare la forza
necessaria per sparare. L'avrebbe premuto di istinto non
appena avesse visto la sua preda.
Ma anche l non c'era nessuno.
Gir rapidamente su se stesso, tenendo sempre la pistola
puntata mentre studiava i quattro angoli della stanza.
Ma non c'erano posti in cui nascondersi. E per quanto riguardava
la voce...
Gir intorno alla scrivania e vide lo schermo. Un uomo
guardava la webcam e parlava alla stanza vuota. Il video
fin, poi ripart automaticamente.
Ciao. Mi hanno appena detto che stai per arrivare e
io vorrei parlarti...
Con la canna della pistola, premette la barra di spaziatura
e ferm il video. Poi, nel silenzio, apr bene le orecchie
per cogliere un passo, un respiro, qualunque cosa. Ma sent
solo il rumore dell'acqua nella grondaia. L dentro non c'era
nessuno. La preda aveva mangiato la foglia.
Solomon guard lo sconosciuto premere la canna della
pistola sulla tastiera del computer, poi restare immobile
per cogliere anche il minimo rumore. Ma lui era fuori, nel
giardino, nascosto tra cespugli cos folti da formare uno
schermo naturale. Oltre il giardino cominciava il deserto e
da quella parte non c'era neppure una staccionata a delimitarlo.
Vedeva tutto ci che faceva il killer, ma dall'interno
era impossibile notarlo.
Si chiese chi fosse quell'uomo, perch lo cercava con
un'arma progettata per uccidere senza far rumore e perch
la polizia lo stesse chiaramente aiutando. Vederlo cos,
mentre si aggirava con la pistola in casa di Holly, suscit
una rabbia bruciante dentro di lui, una furia incontrollabile
e pronta a esplodere. Voleva rientrare furtivamente,
disarmarlo, sparargli a un ginocchio e poi chiedergli chi
lo mandava mentre ancora si contorceva sul pavimento.
L'immagine che gli riemp la mente era cos realistica da
sentire persino lo schiocco dei proiettili quando uscivano
dal silenziatore e le urla di agonia del killer. Ma, per quanto
l'idea lo tentasse, sapeva di non poterselo permettere. Tese
tutti i muscoli e rest perfettamente immobile, poi li rilass
a uno a uno, lasciando uscire il fiato come se emettesse uno
sbuffo di vapore.
Era stato il modo in cui gli agenti evitavano di guardarlo
ad aver fatto scattare il campanello d'allarme. Quello
e il vestito gettato nella vasca. Holly sembrava cos sicura
quando accusava Morgan di averla levata di mezzo sfruttando
il funerale, da fargli pensare che intendessero ripetere
il trucco. L'uomo armato che si guardava attorno nello
studio di James Coronado dimostrava che lui aveva visto
giusto, solo che stavolta non si trattava di perquisirle la casa
di Holly, ma di permettere a un killer di ucciderlo.
Lo vide avvicinarsi alla finestra e guardar fuori nel
giardino. Sembrava quasi che puntasse lo sguardo su di
lui, ma sapeva che era impossibile. Aveva il sole alle spalle
e la pelle e i capelli candidi lo camuffavano perfettamente
tra i cespugli slavati dalla calura estiva. Doveva solo restare
immobile e il pericolo sarebbe passato. E difatti, qualche
attimo pi tardi, il killer si volt e spar dalla vista. Solomon
lo immagin mentre vagava nella casa, guardando
in ogni posto in cui un uomo adulto potesse nascondersi e
approfittandone intanto per cercare qualunque cosa James
Coronado avesse scoperto. Una scoperta che gli era costata
la vita.
S, il marito di Holly non era morto per un semplice
incidente. L'avevano ucciso e Solomon si rese conto che, da
quel momento, avrebbe avuto un ruolo diverso. Non doveva
pi salvare James Coronado, ma scoprire chi aveva
voluto la sua morte e perch.
Dopo un po' sent partire una macchina, con le ruote
che stridevano sull'asfalto bagnato. Attese ancora un poco,
pensando, ragionando, poi si alz e diede le spalle alla villa
che James Coronado chiamava casa, inoltrandosi spedito nel deserto.
...
.
...
Fine Parte 1.